Aussois (Ferrata di)

Aussois (Ferrata di)
La gita
pertinax
5 09/07/2011

Ritorno a scrivere su queste pagine perché oggi me ne è capitata una veramente pazzesca: una disavventura che forse vale la pena di condividere con altri ferratisti.
Partiamo all’alba – l’amico Sax e io – per regalarci una bella giornata sulle ferrate dell’Aussois. Arrivati sul posto, iniziamo scaldandoci le ossa lungo la Treversée des Anges, quindi proseguiamo sulla Montée au Ciel (sempre molto divertente). Decidiamo quindi di affrontare la famosa ferrata dei Re Magi, decisamente tosta. Se non l’avete mai percorsa, e in passato avete trovato duro a fare la “Gialla” o la “Nera” di Gressoney, lasciate perdere questa: è assai esposta fin dall’inizio, ad un’altezza vertiginosa, con poco ferro, alcuni passaggi rocamboleschi e (ciliegina sulla torta) traversi e verticali quasi sempre in aggetto. Dopo dieci minuti le braccia vorrebbero andare in vacanza. Bene: giunti dopo il “ponte delle scimmie”, in uno dei punti più pazzeschi che abbia mai visto nella mia carriera di ferratista, ci imbattiamo in un gruppo di tre francesi, che stanno procedendo in senso opposto al nostro! Gridiamo loro che stanno venendo nella direzione sbagliata e il loro “capogruppo”, un tizietto sulla trentina, ci dice che A) non dobbiamo farla tanto lunga B) che loro sono in tre e noi in due, quindi dobbiamo cedere loro il passo C) tanto non sarebbero in grado di tornare indietro. In breve scopriamo che il decerebrato ha portato con sé due novellini (in scarpe da ginnastica!) e che per “far fare loro meno fatica”, ha deciso di seguire il tragitto a scendere. Uno dei due ragazzotti (entrambi pressappoco ventenni) è evidentemente sovrappeso, terrorizzato e allo stremo delle forze. Spieghiamo loro che non abbiamo nessuna intenzione di muoverci dal punto dove siamo (ossia in cima a una parete strapiombante di oltre 150 metri, in una posizione schifosa priva di staffe per i piedi e assicurati con i rinvii a due chiodi di frazionamento, perché ormai le braccia stanno cominciando a tremare). A quel punto l’energumeno francese decide di far passare sé stesso e i due SOTTO di noi, usando le longe come se fossero una specie di altalena. Piccola premessa: sono alto 196 centimetri e peso 90 chili. Il ragazzotto terrorizzato mi supera, penso, di almeno 5 chilozzi, ma sarà un metro e 75… Quando viene il suo turno viene colto da un attacco di panico in piena regola e si rifiuta di muoversi: a quel punto il capobanda gli ordina di passare DIETRO di me e mi chiede di aiutarlo. Il disgraziato, che non capisce più nulla, per un attimo si attacca con le mani al mio imbraco, da dietro, e io a quel punto rischio di perdere la presa (dentro di me ringrazio tutti gli dei di non aver mai smesso di andare in palestra, perché a quest’ora…). Tre secondi e il ciccione fa la cosa più folle che si possa immaginare, ossia aggancia per sbaglio un moschettone delle sue longe alle mie longe! Se in quel momento avessi perso la presa, credo che ora non sarei qui… 200 chili avrebbero portato al limite la resistenza dei materiali e il mio dissipatore sarebbe arrivato a fine corsa in un istante. Mi domando cosa avrei potuto fare appeso come un salame, con un altro salame obeso appeso a me… se non imparare a volare. Comunque, in qualche maniera riesco ad aiutare il babbazzo, che a quel punto presenta un colore verdolino. Nel frattempo l’amico Sax se la sta vedendo altrettanto male ma, per farla breve, in qualche modo riusciamo a disimpegnarci e a finire il percorso, ormai stravolti dalla fatica e dalla botta di adrenalina. In totale, siamo stati 26 minuti (i più lunghi della mia vita recente) inchiodati in una posizione da non vedersi, cercando di non rovinarci e resistendo alla tentazione di scaraventare i tre disgraziati nell’abisso.
Mezz’ora più tardi, sul sentiero di rientro, incontriamo gli sciagurati e il tizietto trentenne, con la sua più bella faccia … ci dice che li abbiamo messi in seri guai. Replichiamo che è severamente vietato percorrere le ferrate in senso contrario, ma lui ostinatamente dice che si tratta di convenzioni idiote e che avremmo dovuto farli passare. Bene, a quel punto perdiamo i freni inibitori e gli spieghiamo cosa pensiamo di lui, della sua mamma e di tutta la sua stirpe. Rimpiango solo una cosa: con gli anni siamo diventati troppo educati, perché a uno così avremmo dovuto tirare un paio di cazzotti… per il bene altrui!
In definitiva, spero sinceramente di essermi imbattuto in una rarissima eccezione, ma vi consiglio caldamente di prestare molta attenzione, quando percorrete una ferrata in terra di Francia. In particolare, sul percorso dei Tre Magi, lanciate qualche grido di avvertimento, prima di iniziare: non si sa mai.
Soprattutto: ricordiamoci sempre che le ferrate NON VANNO PERCORSE AL CONTRARIO, per l’incolumità propria e altrui. Spero di non avervi tediato troppo: vado a bermi una camomilla. Doppia.

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