- Osservazioni
- Visto cadere valanghe a pera
Si arriva a Dondena in auto, neve a 5 min. Siamo saliti seguendo in parte la vecchia strada di caccia, senza togliere gli sci. A causa del mancato rigelo notturno (nuvole…) la neve era marcia già alle 6.40. Solo un tratto di crosta tra 2500 e 2700. L’innevamento è ancora abbondante su tutto il versante dx idrografico, in particolare dal Miserin in su. In realtà la mia meta erano il Bec Costazza e la Cima di Peradzà, ma il canale sotto il Bec Costazza era una valanga unica, e abbiamo anche visto cadere una bella slavina dalla parete est dello stesso. Quindi abbiamo deciso di proseguire sulla sx del lago e siamo saliti sulla dorsale del Rascias, dirigendoci poi verso i magnifici pendii dell’Asgelas. Con un po di timore per via della neve marcia (2cm di neve fresca su neve marcia che più marcia non si può) abbiamo raggiunto la vetta sciistica. Il vento era sempre fastidioso, ma regalava un bel panorama sulla Val soana e la pianura coperta di nubi. Discesa divertente sul pendio finale, nonostante la meve marcia:sembrava di pennellare in neve fresca! Poi lunghi traversi, spingendo un bel po ma non troppo. Siamo rimasti alti con un traverso da paura sotto il versante ovest del Rascias, per poi scendere nei pressi del miserin, e per un canale che riporatava sulla strada. Ancora traversi, e poi le ultime belle curve tra i prati fioriti di Dondena, tra i crochi e gli anemoni, fino al ponte 2105 m. Nel complesso bella gita, nonostante le premesse (meteo e neve), la discesa è stata molto più divertente del previsto. Un saluto al socio d’avventura. Nella foto:”i pennellatori al lavoro”. www.roby4061.it