Aroletta (Vierge de l’), Sperone Est – Via Fornelli-Cristiano

Aroletta (Vierge de l’), Sperone Est – Via Fornelli-Cristiano
La gita
abo
ND 05/07/2020

Saliti in giornata da Les Rus verso le 7.30, percorrendo la salita al rifugio per metà al sole e metà all’ombra (sempre sia lodata).
Avvicinamento alla parete rapido e veloce, seguendo il sentierino con frecce gialle si arriva comodamente al diedro di accesso e non si ravana per pietraie come 2 bischeri (come noi).
Per fortuna, avendo visto che c’era neve alla base del diedro di attacco, ho avuto il buon senso di portare una picca, che è stata utile per passare il nevaio all’attacco della via e quasi indespensabile per saltare sulla roccia e superare la voragine tra neve e parete.
La via è sostenuta e su roccia a mio avviso splendida (il “famoso” gneiss della Serie dell’Arolla), ovvio ogni tanto c’è qualcosa che muove ma in quanto a qualità ha poco da invidiare allo gneiss delle marittime (non me ne vogliano i cuneesi).
Il primo tiro affrontato con gli scarponi bagnati fa già capire che i III+ di Fornelli non sono dei 3b, anzi… Bellissima la breve dulfer di L2, viene da girarsi e cercare la diga di Ceresole, poi però vedi la Becca di Luseney e ti rendi conto di essere in Valpelline.
La via più essere divisa in 2 parti: la parte bassa (fino al termine del canale-camino di 80m) può essere percorsa comodamente in scarponi, si scala generalmente su placche sostenute con fix e soste (da collegare) a dare la direzione. Noi alla fine di L2 (teppe e roccia), non avendo individuato la sosta alla base del diedro sulla sx, siamo andati a dx a prendere una sosta a fix, per poi entrare nel grande diedro con un traverso a sx su teppa (1 fix).
La parte alta cambia decisamente tono è diventa molto più “arrampicatoria” (noi abbiamo usato le scarpette): il tiro della placca-spigolo di V- è un po’ sporco di lichene ma si scala bene, con passaggi delicati in esposizione massima sulla dx: chapeau agli apritori! Il tiro della vecchia artificiale si passa tranquillamente in libera, con 3 fix a proteggere il superamento del tetto. Anche qui però non fatevi ingannare: come il tiro precedente, in falesia sarebbero poco poco dei 5b.
Sia il proseguimento in placca fessurata che il tiro successivo (placca sotto al naso e poi spigolo) non regalano nulla e se non ci si lascia tentare dai fix a sx, proteggersi non è così banale.
Ultime placche facili e affrontate in conserva lunga.
La discesa personalmente l’abbiamo trovata più facile del previsto, abbiamo effettuato tutte e 5 le doppie presenti (+1 nel canale) e se si segue *pedissequamente* il filo di cresta non ci si può sbagliare, salvo la prima non paiono neanche pericolose per gli incastri.
Materiale utilizzato: 6 rinvii, cordini, corda da 60m, set di friend (senza misure grandi), nut (usati poco in realtà), 2 chiodini porta-fortuna (non usati) e martello (usato eccome: il ch. che protegge la placca di V- è entrato di 2cm).
Salita davvero consigliata in un ambiente grandioso, non farsi ingannare dai gradi “facili” perché non regala nulla (forse globalmente un filo sottogradata?).

Dopo la SW della Vincent di ieri gita di defaticamento che di defaticante ha avuto solo la birra al rifugio; in compagnia di Piotta, questa volta più che mai ottimo secondo, in versione poeta: dalla cima non sai dove girarti a guardare il panorama per non dare le spalle a qualcos’altro.

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