- Accesso stradale
- Parcheggio prima del divieto
Siamo partiti convinti di affrontare una bella ravanata… Per poi ricrederci.
Partiamo dal divieto a valle di Vicendieres, ci sono circa 2,5 km di asfalto per Averole, poi la strada diventa sterrrata. Per il rifugio, a passo tranquillo, ci vuole circa un’oretta.
Dal rifugio è inutile cercare la passerella alta: la rifugista a cui chiediamo informazioni dà per scontato che si passa in basso (sx torrente). Poco di grave, la discesa (e conseguente risalita) “costa” 30 metri in più rispetto al percorso per la passerella alta (dx torrente). Così scegliamo questo percorso sia all’andata (nel dubbio per evitare sorprese), sia al ritorno (per necessità data dall’ingrossamento del torrente).
Dal ponticello basso si gira subito a sx (ometto) prendendo una traccia che dapprima costeggia il torrente e che non si lascia mai fino al colle. La traccia, a tratti più esile, a tratti ben marcata, è comunque sempre omettata e abbastanza facile da seguire, prima tra rodedendri, poi su pratoni e rocce montonate. Solo nella pietraia finale prima del colle si perde un po’ (quota 2800 circa). Qui ci sono numerose serie di ometti, noi abbiamo puntato ad un grosso ometto in cima al cordone detritico, già visibile dalla zona del lago. In ogni caso, non sembra esserci un percorso obbligato: in vista della conca al di là del cordone basta scendere sulle rocce montate. Molto utile in questa fase la traccia gps.
Dalla conca, seguendo gli ometti non abbiamo incontrato nessuna difficoltà alpinistica. Il costone finale sale deciso ma senza difficoltà, a parte gli ultimissimi metri (più delicati che difficili) in cui siamo passati a dx della cresta su placche rese scivolose dal detrito finissimo per evitare le esposte rocce sommitali.
Confermo le valutazioni riportate nelle gite precedenti: in queste condizioni (completamente asciutte) non è più di una EE.
Bella soddisfazione, peccato essersela gustata solo pochi minuti: oltre al tormento del vento fortissimo si sono aggiunte anche delle brutte nuvole grigie… Scendiamo un po’ veloci, concedendoci solo una pausa per mangiare, arrivando alla macchina mentre iniziava a piovere, appena in tempo per non prenderci una lavata da manuale.