- Accesso stradale
- RaS
Partiti alle 3:55 dal Gias delle Mosche, seguito il sentiero del Bozano fino al bivio del sentiero del pastore e poi tagliato diretti nella conoide senza passare dal rifugio. Neve estiva portante nella conoide e nel primo quarto di canale. Goulotte con solo più una lingua di ghiaccio larga 1m circa e spessa da 40cm a una spanna, ai lati e sotto acqua a profusione: si passa ancora (usate 2 viti giusto perché le avevamo dietro) ma se continua a questa velocità il tasso di disfacimento del ghiaccio non avrà 2 giorni di vita. Sosta alla base da collegare un po’ martoriata dai sassi, quella a monte (ora piuttosto alta) decisamente più affidabile. Proseguito provando a tornare a sx nel solco principale ma risulta interrotto, conviene proseguire nel ramo di dx fino al nevaio sospeso. Da qui in su neve irrimediabilmente meno “estiva” e più sfondosa, nel tratto di diedro entra tutto il piede e la salita per lo meno non è faticosa per i polpacci. Da dove il canale piega a sx zigzagando un po’ la neve peggiora ancora diventando davvero sfondosa (d’altronde qui doveva essere solo una crosta da rigelo, non ancora completamente firn), ogni tanto vicino alle rocce di sx si sente anche il fondo sottostante. Arrivati alla forcella via picche e ramponi, tutto secco lato Est e percorso abbastanza evidente (evitare di seguire in discesa i bolli blu), ottimamente protetto a fix (2) e 1 ch. Saliti in conserva fino in vetta, raggiunta intorno alle 9:25. Se da un lato le condizioni del canale di salita hanno risentito molto delle temperature fuori stagione, la discesa in queste condizioni è quasi perfetta: cengia quasi tutta pulita, i 2 brevi nevai si passano comodamente con solo 1 picca in mano sfruttando le peste e i fix con moschettoni disseminati in giro (al posto delle corde fisse). L’unico tratto dove occorre attenzione sono 20m di neve tra la fine delle cengia e il passo dei detriti (neve sfattissima). Discesa dal passo con 50m di sfasciumi (ma stando tutto a dx sarebbe ancora tutto in neve) poi neve morbida ma portante che alle 11.30 senza correre ci ha permesso di essere al Remondino per un ottimo pranzo. Sotto il Rifugio ancora 100m di neve (qui occhio ai buchi) e poi solito sentiero eterno fino al Pian della Casa e poi fino all’auto al GdM.
Bellissimo itinerario, completo e affascinante. Certo condizioni di salita non indimenticabili ma discesa comoda e sicura, poi vuoi mettere l’ottima compagnia del socio che sbuffando e brontolando si fa la gita comodamente in giornata con lo spirito di un ragazzino?