Ad eccezione della breve ma scorbutica ravanata per intercettare la strada che sale da Canza al Sagersboden, fino al Margaroli tutto su pista strabattuta. Da lì in avanti 2/3 ragazzi che ci precedevano ci hanno fatto trovare una bella traccia nel sottile strato di polverella caduto il giorno prima. Dal passo del Lebendun, rimasti soli, un ventaccio gelido e la nebbia che avvolgeva l’arbola ci hanno fatto tribulare per raggiungere la croce. La neve fresca presente (max 15/20 cm, poco rimaneggiata dal vento) posata su fondo marmoreo, pur risultando un po’ scomoda da percorrere in salita (ultimi 200m a piedi), nella discesa rendeva buoni sciatori anche cani come il sottoscritto.
Saliti in cima un po’ a naso negli ultimi 3/400m causa nebbia sfruttando le rade aperture, quando ci stavamo rassegnando ad una discesa nauseabonda le nuvole hanno iniziato a dissolversi concedendoci un ottima sciata. Con D.B. poco lamentoso ma infreddolito.