Gita condivisa con il gulliveriano “abe”, e quindi in grande compagnia…
“Ricopio” il suo autorevole commento e aggiungo che in salita sono utili i coltelli/rampanti, attualmente indispensabili sulla calotta finale. In caso di mancanza si può raggiungere la vetta a piedi con i ramponi. In discesa durante il rientro, personalmente ho trovato (molto) gradevole ma soprattutto utile nella mia situazione (post grave incidente) percorrere la strada perfettemente battuta dal Margaroli fino alla pista. In questi casi una strada battuta è molto meglio che un sentiero pestato…
Circa il mio diario personale scrivo che questa gita l’avevamo solo ipotizzata durante il percorso in auto, e decisa solo nei pressi del Margaroli, viste le buone sensazioni. Non ero certo sicuro di raggiungere la vetta, ma l’ida di ritornare sulla “perla/regina della val Formazza” mi ha affascinato… Per il ricordo delle precedenti (entusiasmanti)gite su questa montagna, ma soprattutto mi piaceva l’idea di salire e “portare” (idealmente, nei miei pensieri) le persone che mi hanno soccorso/salvato, curato/guarito, assistito/aiutato…, tante persone… Ci sono riuscito!!… Con tanta emozione…, grazie a queste tante persone… Un saluto (sentito) al gruppetto di giovani (e forti) sci-alpinisti valsesiani, incontrati proprio su questo itinerario, e che prima di iniziare la loro discesa, hanno voluto aspettarmi per salutarmi sulla vetta… Grazie per questo inatteso ma molto gradito regalo…
…Gita …”spaziale”…