1.4Km
Dalla piazzetta di Omens, percorrere la sterrata del Col Vert, tagliando i tornanti, quando è possibile, dove è ancora presente la traccia della vecchia mulattiera fino ad arrivare al colle. Seguire ora la sterrata fino al suo termine, circa 100 m dopo l’Alpe Seura; poi inizia un bel sentiero pianeggiante, con ai bordi le tubature dell’acqua, che inizia ad addentrarsi nel Vallone Dondeuil.
Dopo circa 400 metri il sentiero inizia a salire dapprima con strette giravolte, poi un po’ più ampie fino al raggiungimento del colletto di quota 1785 m (Colle di Chizzagne) dove si incontra il percorso che sale dal versante di Arnad. Ora la traccia proseguirà sul crestone, tenendosi a volte sul versante nord (fitto lariceto) a volte sul versante sud più aperto.
Si incontrano nuovamente frecce di vernice gialle (non frequenti) e bolli rossi sbiaditi, in ogni caso la traccia è molto marcata, una specie di mulattiera. Si aggira a sud la modesta Cima Granlà 1899 m (roccioni) passandovi pochi metri sotto, per poi arrivare ad una selletta dove ci si sposta per un tratto abbastanza lungo sul versante nord: il sentiero è sempre ben evidente, ma in caso di neve è richiesta attenzione perchè si traversa il ripido pendio sottostante. In seguito si rimonta in cresta, aiutati anche da alcuni gradini metallici in un breve passaggio più impervio.
Si torna a sud con un lungo traverso con poca pendenza porta a superare un colletto con un curioso pinnacolo roccioso sulla destra, oltre il quale si vede per la prima volta la cima del Monte Aquila, ancora abbastanza lontana. Nuovamente si aggira una paretina rocciosa a nord per continuare con una breve discesa sul lato Dondeuil, prima di rimontare al colletto dove si trovano i ruderi delle baite Champoussin 2183 m, poste in un luogo davvero ameno.
Si prosegue sulla traccia che sale il dosso soprastante (da qui in avanti la traccia diventerà più esile ma comunque segnalata dalle frecce) puntando ad una grossa croce di legno, che si lascia a destra per rimontare sul crinale dove il terreno è meno accidentato dalle drose.
Facendosi guidare dalle numerose pietre poste in verticale con frecce gialle, si attraversa un vasto pendio erboso raggiungendo la base dell’erta conclusiva per la cima.
La traccia, abbastanza marcata, si mantiene inizialmente nei pressi del crinale ovest, e sale sempre piuttosto ripida. Successivamente si sposta verso destra raggiungendo una selletta erbosa sul costone sud, ormai a pochi metri della cima 2581 m. Presenti un altare in pietra con una bella croce ed una teca contenente una madonnina.
Discesa per la stessa via di salita.
- Cartografia:
- L'Escursionista - carta dei sentieri n. 12
- Bibliografia:
- IvreaAlpi di Matteo Antonicelli
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