- Accesso stradale
- Strada per Agarina percorribile solo con autorizzazione; tratti sterrati verso la fine della strada (oltre la diga della Merlata) richiedono mezzi a trazione integrale.
Ultimati i lavori relativi alla ristrutturazione del Rifugio Primo Bonasson, ci rimane un pomeriggio a disposizione per esplorare la zona e decidiamo di approfittarne per tentare di raggiungere queste due cime poco frequentate, che finora non avevo ancora avuto occasione di visitare. Dal rifugio raggiungiamo abbastanza agevolmente l’Alpe Porcile, decisamente un bel luogo panoramico, da cui ci alziamo in direzione della prima delle due cime, senza incontrare particolari difficoltà grazie alle buone condizioni di visibilità. Come indicato nella “Guida dei Monti d’Italia” di R. Armelloni raggiungiamo la cresta appena a Nord della cima del Pizzo d’Apteggia, da cui in breve saliamo in vetta. La cresta verso il Pizzo Locciabella appare abbastanza semplice; proseguiamo quindi verso Nord verso la seconda vetta abbassandoci sul versante della Val Nocca, non eccessivamente ripido, per evitare i tratti di cresta più problematici per la presenza di grossi blocchi. Con alcuni saliscendi e un tratto finale di cresta più facile in lieve salita raggiungiamo il grosso ometto di vetta del Pizzo Locciabella; l’orario insolito per arrivare in cima ad una montagna (le cinque di pomeriggio passate) ci regala una luce particolare che enfatizza il panorama, specialmente verso Nord ed Est dove spiccano le vette dei due Pizzi del Lago gelato, del Pizzo Medaro, del Pizzo del Fornale e della Punta di Pezza Comune. Torniamo sui nostri passi fino a trovare un punto da cui scendere agevolmente sul versante della Valle Agrasino, senza arrivare nei pressi dell’Apteggia; nella successiva discesa ci dirigiamo per sicurezza ancora verso l’Alpe Porcile, incontrando qualche raro ometto e i resti di antichi sentieri in qualche caso anche lastricati con grosse piode. Senza pretendere di trovare la continuità dei sentieri in questi pascoli abbandonati da molto tempo, torniamo comunque senza particolari difficoltà presso i rustici dell’Alpe Porcile da cui facciamo ritorno al Rifugio Bonasson.
Gita in compagnia di Federico e Michele, in un ambiente grandioso e ancora pressoché intatto. Segnale telefonico presente solo sulle due cime e lungo la cresta che le collega.