Tra le montagne vigezzine la Cima Alta è forse la meno conosciuta e frequentata; il panorama sulle vette vicine, viste da una prospettiva insolita, ripaga dalla fatica della breve ma intensa salita. Transitiamo dalla chiesetta di S. Gerolamo, da cui il sentiero ci porta agevolmente alle baite del nucleo interno di Cortina e prosegue a monte delle stesse, tra due grossi larici, verso le baite di Ragozzo. Qui occorre fare attenzione a ritrovare il sentiero che sale deciso tralasciando una marcata traccia che prosegue in piano nel vallone alla nostra sinistra. Raggiunto il costone con le cascine non rimane che seguirlo più o meno fedelmente, senza sperare di incontrare ormai tracce di sentiero, fino al grosso affioramento roccioso ben visibile anche dal piazzale di Arvogno, che si evita sulla destra. In seguito, si può entrare in diagonale nel vallone tra la Cima Alta e le Schegge di Muino, lasciandolo appena possibile per risalire sulla cresta, oppure costeggiare a sinistra un lastrone roccioso che sormonta la cresta. Scegliamo questa opzione, transitando abbastanza agevolmente anche se il tratto erboso è piuttosto ripido ed esposto. Raggiungiamo quindi una piccola depressione, oltre la quale la cresta prosegue ancora abbastanza ripida ma senza difficoltà fino alla cima. A questo punto, dopo una breve pausa alimentar-panoramica, decidiamo di estendere la gita alle vicine Schegge di Muino. Scendiamo quindi dalla cima, su piodate affioranti, verso l’avvallamento tra la Cima Alta e le Schegge; risaliamo i ripidi prati sfruttando anche qualche traccia discontinua fino a guadagnare la cresta da cui gli ultimi 50 metri ci conducono alla cima, affacciata sulla sottostante Bocchetta di Ruggia. Ripercorriamo quindi la cresta in senso inverso affrontando i primi passaggi su roccia ed evitando i successivi, più esposti e delicati, abbassandoci di poco sul versante vigezzino dove attraversiamo alcune costole rocciose seguendo tracce effimere e una stretta cengia. Risaliamo quindi in cresta dove dobbiamo affrontare qualche roccetta, semplice ma esposta, fino a dove la cresta continua erbosa. Scendiamo a dare un’occhiata alla galleria sul versante vigezzino quindi prendiamo l’ampio recente sentiero che porta alla Bocchetta di Muino, da cui la traccia (solo all’inizio poco evidente) ci riporta al punto di partenza transitando per Sdun, Caulin e altri ameni gruppi di baite tra rade faggete e pascoli.
Gita partita senza troppe pretese ma trasformatasi in una bella giornata in montagna, dai notevoli aspetti panoramici, in compagnia di Cristina e Gabriella.