La mia prima solitaria in Valgrande senza la guida del carissimo Giuseppe che non finirò mai di ringraziare per avermela fatta conoscere, la prima notte in bivacco, le prime vipere viste e fotografate. La messa in pratica ed il collaudo di quanto finora appreso su ambienti di un certo tipo. Partito ieri già in tarda mattinata con obbiettivo di fare qualche cima o cresta della zona ma il meteo non prometteva grandi panorami pur essendo lontano dal minacciare pioggia, quindi tralascio l’idea iniziale e decido di esplorare alcuni bivacchi. Avendo gia’ ammirato Scaredi e l’eccellente Bocchetta di Campo durante la gita al Pedum decido di fiondarmi verso Vald. La salita verso l’alpe Cavalla si svolge al rallentatore a causa del caldo a dir poco “feroce”, verso i 1800 la temperatura rimane pressochè stazionaria invece di diminuire. Una breve pausa alla bocchetta omonina e comincia il bello … Dalla sommaria segnaletica verticale intuisco che avrei avuto qualche problemino nel passare all’opposta e visibilmente vicina Bocchetta di Vald. Vado verso sinistra seguendo una traccia di sentiero con ometti come da freccia, d’altronde era impensabile scendere diretti nel valloncello verso val Bondolo, troppo ripido e troppa erba alta e ontanelle, leggo che si fa con racchette quando c’e’ neve. Si trattava di attraversare il vallone sulla sua testata scendendo poi per sfasciumi fino ad agganciare il sentiero natura che facilmente porta a destinazione. Ci riesco dopo non pochi ravanamenti in mezzo a rododendri, mirtilli, salti di roccia, cespugli ed un continuo “scodinzolare” di vipere. Qualche instante di riflessiva pausa dopo aver evitato per un soffio la viperona della foto che stava quatta quatta in un buco ad aspettare i mirtilli che maturassero … o i polpacci di qualcuno …
Passati alcuni istanti di sconforto arrivo spedito in vista dell’ alpe Vald Sup. circondata da tranquilli camosci al pascolo : non c’era nessuno !
L’abituale abitante di questo bivacco, Gianfry, ha deciso di prendersi una vacanza e manca da parecchi giorni. Mi rifornisco d’ acqua in un rivolo che facilmente si raggiunge con un sentierino dietro il caseggiato più piccolo. Leggo dal Libro del Bivacco che lungo questo sentiero sono stati avvistati grossi serpenti neri : non uccideteli, sembrano cattivi ma non sono velenosi. Al mattino successivo il ritorno dopo una breve sosta al Bivacco Alpe Bondolo, meno bello del Vald ma pure sempre una ottima struttura. Qui scopro il vero sentiero per salire alla bocchetta della Cavalla, quasi completamente sommerso dall’erba e poco evidente, che passa dai ruderi dell’alpe Bondolo , meno trigoso del percorso di andata, ma comunque da percorrere con attenzione. Considerato il rischio vipere, che son davvero tante in valgrande, eviterei pantaloncini corti e scarpe basse : avessi avuto le ghette, in mezzo ai rododendri, avrei messo pure quelle 🙂