9.3Km
Giunti al Pantano del Miller, risalire la colata detritica sulla destra orografica della valle, a monte delle pareti del Coster, portandosi sull'altopiano che le sovrasta. Proseguire ora in direzioni delle pareti rocciose che scendono dalla Punta Alessandro, fino a portarsi all'evidente diedro di attacco (3h). Ovviamente è possibile spezzare la gita pernottando all'ottimo rifugio Gnutti.
- L1: Salire il grande diedro fessurato fino a raggiungere il comodo terrazzino dove si sosta su due spit (25 m, VI+, nessuna protezione)
- L2: proseguire nel diedro e uscire su un pulpito a sinistra (chiodo). Alzarsi fino a dove il diedro si trasforma in stretto camino, raggiungere la grossa lama che lo chiude e, con passaggio atletico, ribaltarsi sul terrazzino seguente. Obliquare nettamente verso sinistra su difficoltà minori, fino ad individuare la sosta su due spit (30 m, V+, 1 ch.)
- L3: salire la breve placca sopra la sosta puntando all’evidente intaglio. Raggiungerlo superando un passaggio aggettante e uscire sulla grande cengia. Sostare alla base di una placca molto appoggiata su chiodo e spit (30 m, IV, nessuna protezione)
Camminare puntando all’avancorpo posto sotto la verticale della parete sud-est. Risalire alcuni gradoni in corrispondenza di un ometto, sosta su uno spit con maglia rapida (60 m circa, passi di I, nessuna protezione)
- L4: salire dritti sopra la sosta per muretti, placche appoggiate e piccoli diedri. Uscire su terreno abbattuto con blocchi e balze erbose e sostare alla base di un salto di roccia più compatto, all’interno di un diedrino. Sosta su chiodo e spit (60 m, III, nessuna protezione)
- L5: salire il vago diedro appoggiato fino a quando un grosso blocco lo chiude da sinistra. Salire il breve caminetto e uscire su un terrazzo, quindi salire dritti per diedro con qualche passo un poco disturbato da erba (chiodo). Appena possibile, traversare delicatamente a destra in direzione della sosta su spit e due chiodi, uno dei quali non collegato (60 m, V, 1 ch.)
- L6: tiro chiave della via. Obliquare verso sinistra portandosi alla base dell’evidente diedro (chiodo). Risalirlo per un paio di metri e ribaltarsi sulla placca a sinistra del diedro sfruttando una buona presa. Superare alcuni spuntoncini-lama che offrono una possibilità di protezione, quindi traversare brevemente verso destra con arrampicata tecnica e ribaltarsi sull’evidente terrazzino sul quale poggia un grossa e solida lama, portandosi così alla base del secondo diedro (chiodo). Salirlo con arrampicata sostenuta e obbligata quindi traversare a destra fino a raggiungere la sosta
su due spit. Tiro che richiede buon occhio per proteggersi (30 m,VII, 2 ch.) - L7: salire l’evidente rampa obliqua verso sinistra quindi, dove risulta facile, alzarsi verticalmente su paretina articolata con roccia talvolta da verificare. Sosta su comodo terrazzo a pochi metri dalla vetta, due spit. (35 m, V, nessuna protezione)
Dalla S7 è possibile raggiungere la vetta della Punta Alessandro percorrendo una decina di metri su terreno facile. (libro di vetta e sosta a chiodi della via Patrizio Guidetti)
Discesa
Sulla via di salita o, dalla vetta, sulla via Patrizio Guidetti (soste a chiodi da verificare).
La discesa in doppia sulla via di salita, soluzione adottata e consigliata dagli apritori, è molto scorrevole econ bassissimo rischio incastro. Prestare attenzione solo alla prima calata, dove occorre obliquare nettamente a destra (viso a monte), facendo attenzione a dove si fa passare la corda, vista l’irregolarità del terreno. Una volta arrivati alla S2, sotto alla cengia, è possibile raggiungere la base della via con una sola calata da 55 m, tenendosi sulle placche a sinistra del diedro percorso in salita.
- Bibliografia:
- Relazione disponinile sul sito Adamello the Human Touch, punto di riferimento imprescindibile per l'arrampicata Adamellica.
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