Albergian, montagna simbolo di Pragelato, tanto che il genepy locale ha preso il suo nome. Montagna imponente, terreno frequentato dall’escursionismo e dallo sci alpinismo e molto raramente dal cicloalpinismo. La salita e’ decisamente impegnativa, sono 1050 i metri non ciclabili nei quali molto spesso occorre portare la bici in spalla su un ripido sentiero che si inerpica con pendenze sino a 35 gradi. Gli ultimi 50 metri non sono ciclabili in discesa, si porta la bici in vetta solo per la foto di rito su un terreno difficile: se non si ha lo “Hookabike”, che permette di fissare la bici allo zaino, risulta “complicato”. La discesa e’ molto tecnica, continua e con tratti esposti. Se si ha la tecnica necessaria da’ una grande soddisfazione, e’ comunque e’ sempre un bel terreno dove imparare.
SI parte un 50 metri sotto la vetta; volendo si puo’ fare qualche breve tratto su pietre anche prima, ma si rischia di spaccare qualcosa e il percorso ha poco interesse. A quota 2990 circa si puo’ iniziare a pensare di salire in sella. Nel primo tratto si mettono giu’ i piedi in 3/4 punti, poi si incontra un salto roccioso di un paio di metri dove si cala la bici. Dopo un’altro corto passaggio dove si accompagna la bici si riesce a stare in sella sino all’auto; magari alcuni tratti richiedono di risalire e fare un secondo tentativo per imboccare la linea corretta. Le difficolta’ in alto sono S4 continuo con tratti di S3; dopo la parte piu’ ripida il sentiero e’ molto scavato, in parte distrutto dai bovini, e le difficolta’ si mantengono di S3 con qualche passaggio di S4. Dopo 900 metri D- le difficolta’ diminuiscono e ci si puo’ rilassare. Passato l’alpeggio, un bel sentiero divertente di 500 m D- porta sino a Pragelato (S1 S2).
Dislivello 1550 , portage 1050, difficolta’ S4, ciclabilita’ in discesa dalla vetta 94%