Da tempo volevo salire su questa montagna, domenica alfine, la disponibiltà di tempo e un meteo eccezionale me ne hanno offerto la possibilità.
Probabilmente l’autunno è la stagione migliore per questa gita, i passaggi degli escursionisti e l’erba che sta seccandosi ( il tipico “paiùn”) rendono più evidente il sentiero là dove attraversa pendii erbosi. A parte ciò, bisogna riconoscere il merito ai volenterosi che hanno eretto una miriade di ometti di pietre, tagliato arbusti che ostacolavano il passaggio nella parte bassa, fatto segni di vernice e tratteggiato frecce per meglio orientare chi sale. Occorre solo stare attenti se l’erba è bagnata perché il rischio di scivolare in alcuni punti è alto (praticamente indispensabile l’uso dei bastoncini, anche per agevolare l’erta salita…)! Ovviamente non ci deve essere nebbia.
Panorama stupendo, un vero belvedere sulle Alpi Liguri e Marittime fino al massiccio dell’Argentera e al nodo Oriol-Aste, senza parlare della pianura e della cerchia alpina piemontese.
Il “Libro firma” (due quaderni) dura dagli anni ’90, pensavo venissero più persone quassù.., li ho avvolti in una nuova borsa di nylon perché quella esistente era tutta stracciata.
Nessuno in vetta; alcuni camosci avvistati scendendo.