- Accesso stradale
- Svariati posteggi privati e non all'arrivo della Skyway
La relazione su questo sito è abbastanza corretta da riuscire a centrare tutti i tiri senza perdersi, tuttavia qualcosina manca; comunque conviene seguire quella del sito “vielunghevalledaosta.com”, che è la stessa identica qui presente ma con annesse foto che levano ulteriori dubbi. Aggiungerò qualcosa in più sul materiale, sull’avvicinamemto e sui vari tiri (e sulle calate) che mi sarebbe stato utile sapere:
Materiale: (misure Black Diamond) conviene una serie di Friend completa + 1, 2 e 3 doppi, nut inutili. La via è iperproteggibile, ma le fessure sono spesso grosse: noi addirittura non abbiamo mai usato né lo 0.3, né lo 0.4, invece per contro aver avuto un 4 non mi avrebbe fatto schifo in un paio di punti. Considerare anche che alle volte sono presenti chiodi lungo il percorso (spesso 1, alle volte 2, sul 7°tiro addirittura 3).
Avvicinamento: estremamente logico. Basta seguire le varie tracce autostradali che si intersecano fino a portarsi alla base del Pic Adolphe Rey quasi nel suo punto più basso: salendo su delle roccette sotto al primo tiro si può comodamente lasciare la roba. Ad oggi, condizioni del ghiacciaio impeccabili, neve bella portante e creppi tutti chiusi, praticamente inutile legarsi.
Via: descriverò qui non tanto i tiri, già discretamente descritti, quanto le cosette mancanti:
– L1: tenersi bassi per traversare a dx oltre lo spigolo! Se si sale, lo scavallamento diventa complesso, mentre se si sta belli bassi si riesce ad infilarsi nel canalino e salire su bella roccia. Col senno di poi farei l’evidente fessura di 5c, sembra molto bella e logica!
– L2: lo strapiombino di 6b se si decide per la libera è più difficile da impostare che non da fare: se si cerca, dietro lo spigolino a dx è presente una bella presa verticale che permette di passare. Eventualmente c’è un bel cordino rosso nuovo da tirare per azzerare (e da rinviare); sopra si prosegue su buone prese sempre di posizione. La sosta è su 2 fix non collegati
– L3: come da relazione, passo duro in uscita, prima più facile. Sosta su 2 fix con catena e maillon.
– L4: stare sempre a sx di ogni ostacolo, come da relazione, e per bel diedro con spigolo nel mezzo si arriverà alla comodissima sosta su terrazzo
-L5: evidente, ma non così banale come sembra: se si usa una buona tecnica ad incastro pugno – piede se ne esce tranquillamente, ma se si prova a fare qualsiasi altra cosa, auguri! Comunque, anche facendolo come va fatto, per continuità un bel 6a può starci tutto. Finito il fessurone, qualche altro passo fisico per arrivare su una cengietta dove si sosta tutto a sx su spit collegati da cordini (2 più vecchi, uno nuovo) e maillon
– L6: il muretto sopra la sosta presenta 2 chiodi, è fisico ma su ottime prese; sopra facile come da relazione: lo spuntone non si nota subito ma c’è, esattamente all’attacco del tiro successivo
– L7: seguire il facile ed i vari chiodi decisamente per più di 25mt fino a che non ci si para davanti la sosta, che non è sul primo evidente terrazzino che si vede da sotto ma subito sopra
– L8: il tiro che mi ha creato un po’più di ambiguità. Seguire sì verso sinistra, ma quando si è in alto non traversare sempre a sx ma andare su dritti infilandosi in una sorta di strettoia evidente, fisica ma ben presata, fino a raggiungere un incredibile terrazzo cintato da rocce dove si sosta
L9: anche qui la descrizione è fatta malino: si sale senza via obbligata per fessure cercando il facile fino ad una prima esile cengia, da dove se si traversa a dx probabilmente è più facile, mentre andando dritti (come viene logico fare) si sta su difficoltà di V fino a sbucare su un pazzesco piano perfettamente orizzontale, con la sosta subito sul suo bordo. Almeno 45mt.
Calate: da quello che leggo nei commenti sotto al mio, abbiamo avuto abbastanza fortuna a non incastrare mai le corde! Noi in particolar modo siamo riusciti a farne solo 5:
– Da S9 a S8: bisogna stare attenti che l’ultimo che scenda faccia passare la corda nei punti giusti, perché tende ad infilarsi in un paio di fessure dalle quali difficilmente uscirebbe
– Da S8 al terrazzo: ci abbiamo provato e abbiamo avuto ragione, sono 58 mt (nodo in fondo!) e, quando si tirano le corde, vengono molto meglio nel vuoto che in parete usando S7, limitando le possibilità di incastro. Attenzione però che non si arriva alla sosta ma solo al terrazzo!
– Da S6 (sosta apposita) a S4 (sosta apposita): come da relazione
– Da S4 (sosta apposita) a S2 (sosta apposita): come da relazione
– Da S2 (sosta apposita) a terra.
Rientro: come sempre straziante sotto al sole al risalita a quel maledetto colle. Quantomeno la neve sulla traccia non aveva ceduto!
Via fattaa come ripiego dagli Svizzeri al Grand Capucin (abortito per mancanza di tempo per poterlo effettuare senza canale, ormai non più in condizioni), si rivela essere una gran bella via, plaisir e proteggibilissima, su un ottimo granito! Per me e per l’inossidabile socio Piè prima esperienza sui Satelliti, sicuramente non l’ultima!