somadaj


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale :: oltre bivio Viviere
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Giro effettuato in senso antiorario dopo avere dormito al Valmaggia. Partenza ore 6 dal bivacco, alle 7 scendevamo l'Enchiausa verso l'Apsoi su neve dura ma con buon grip. Neve simile nella discesa dal Col de Villadel/Boeuf verso la Francia e fino in cima al Col del Feuillas. Da qua discesa iniziata alle 11 su neve ormai umida ma comunque non sfondosa. Tenendo il lato destro orografico del Vallone di Enchiausa si riesce a sciare fino in fondo al vallone, poi arrivati al sentierino finale si mettono gli sci sulle spalle.
Giro consigliato a chi fosse più veloce di noi in giornata (magari partendo dalla Maddalena) oppure dormendo in quota a Bonelli o Valmaggia.
Con Marina.
Due gruppi sullo stesso giro: un corso del CAF trovato al Feuillas all'inizio di un senso antiorario, un gruppo di 6 conosciuto al bivacco in senso orario. Un gruppetto visto salire il canale SO dell'Oronaye.
Bivacco Valmaggia ottimo (gas, luce, tante coperte, calore in abbondanza) e perciò preso d'assalto. Un saluto a tutte le persone conosciute ieri sera.

Vallone di Enchiausa dal colle

Col del Feuillas visto dal vallone di Enchiausa (uno sguardo il giorno prima)
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: strada pulita fino a bivio Viviere
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Gita in condizione con neve liscia ovunque tranne un po' di ravanamento scivoloso nella parte più ripida del pendio (vicino al roccione).
Aggiungo la gita per mettere qualche foto di una discesa nel canale N dell'Oronaye alla quale abbiamo potuto assistere dalla nostra cima. Chi si riconoscesse e fosse interessato al materiale mi scriva, ho anche fatto un video (tutto gratis non vi preoccupate).
Con Andrea e Fil.

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Per chi ha voglia di ravanare un po' in partenza...prima parte amatoriale ma sopra vallone dai grandi spazi.
La strada di accesso al vallone ha neve continua dal secondo tornante, è dritta e con qualche pietra, e porta a un ingresso del vallone un po' "spigoloso" (torrente, un po' d'arbusti). Superati questi preliminari un po' così, da 1500 m in su la gita è splendida. Neve morbida, farina nemmeno troppo pressata solo a tratti un po' rimaneggiata da vento e sole, a tratti polverosa. Poche tracce precedenti, valloni laterali già svalangati (eccetto quello discendente dalle Steliere che a occhio dovrebbe stare lì a meno di rialzi termici esagerati).
Oltre al nostro piccolo manipolo di CAI post-Tirana, altre 5 persone nel vallone.

Vallone parte bassa

Vallone parte alta, gente contenta

Inizio della salita...alla ricerca della neve sulla strada
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: si parcheggia al Talarico
quota neve m :: 2000
attrezzatura :: scialpinistica
Bella gita, anche se un po' più di rigelo non avrebbe guastato. Saliti abbastanza velocemente al Passo della Lausa, una volta arrivati sotto la cima io e Giorgio abbiamo iniziato un'estenuante fase di trattative e ripensamenti per capire dove fosse meglio scendere. Appurato che il gruppo sceso prima di noi verso l'itinerario della Testa del Vallone non sembrava avere avuto problemi, li abbiamo seguiti. Per scendere il primo pezzo, con neve sfondosa, abbiamo fatto un po' di scalette, ma poi di li si sciava tutto. Il tocco di prestigio alla gita è stato il traverso su "Orrendi Strapiombi" (classico neomelodico). Il traverso e il canale che permette di aggirare le rocce sono ben coperti.
Gita consigliata, se rigela è una meraviglia.
Il vessillo del CAI Tirana è oggi stato tenuto in alto da Giorgio, Cuzza, Michela. Complimenti alle donzelle per la discesa e a Giorgio per l'accompagnamento musicale.

versante salita (al Passo della Lausa)

la Testa dell'Ubac dal Passo della Lausa (freccia rossa: partenza discesa, su altro versante)

parte bassa discesa
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: tutto a posto
quota neve m :: 2000
attrezzatura :: scialpinistica
Bel giro, bell'ambiente, bella neve.
Rigelo perfetto, partenza alle 6 da Pian della Regina con 8 °C. Neve dura fino in vetta e, a scendere, strato di burro su portante liscia fino al pianoro finale. In fondo neve a gobbette non troppo fastidiose grazie al caldo che stava arrivando.
Oggi piccola rappresentanza CAI Tirana (Cuzza, Simone & me). Non so perchè non ci veniamo mai da queste parti. Sarà che a noi piacciono i posti con poco affollamento, le ben 10 persone incontrate sul percorso ci hanno dato un po' fastidio, in effetti...
Dalla vetta, in compagnia di 2 simpatici vercellesi, abbiamo osservato una discesa in sci dalla parete del Monviso di fronte al nostro piccolo mozzo. Allego qualche foto: se il protagonista della discesa fosse interessato mi contatti qua su gulliver, ho scattato un po' di foto e anche girato un video che sarei ben contento di condividere con lui.



Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: no problem
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Effettuata in traversata da Pietraporzio a Besmorello. Dal punto di vista della sciabilità probabilmente meglio fare l'inverso.
In salita neve continua poco sotto il Pian della Regina, poi meglio salire nel centro del vallone (strada a tratti scoperta).
Dormito nella cantina - rifugio invernale dello Zanotti, ottimo hotel 5 stelle con jacuzzi e magnum di champagne. Partiti alle 6, in cima 3 ore dopo i più veloci, 4 i più lenti. Rigelo buono su tutta la salita. Con neve dura è utile mettere i ramponi prima del traversino che porta sulla cresta. Cioè io, che non sono un cuor di leone, avrei dovuto calzarli prima...
Scesi dalla punta con gli sci, bella neve facile i primi metri, poi il primo pendio si presenta un po' ventato grottoluto. Il pendio sopra la conca ben trasformato e liscio soprattutto sulla sinistra scendendo. Qua eravamo tentati di riscendere verso lo Zanotti visto che la strettoia ha conservato ancora un po' di farina pressata che pareva bella. Alla fine optato per discesa dal passo di Laris. Da qua in giù neve ben trasformata che si faceva via via più umida ma mai troppo sfondosa, fino a Besmorello, raggiunta con un mega traverso in zona pianoro post-Migliorero.
Se si fa tappa allo Zanotti d'inverno bisogna considerare che le chiavi non vengono date (contrariamente a quello indicato dal sito) e si deve dormire nell'angusto spazio dedicato al rifugio invernale (4 posti). Mi sfugge il perchè di un invernale in quella posizione. Chi non sa dov'è, con tanta neve non lo trova. Inoltre, lo spazio al suo interno è poco poco (non si sta in piedi) e l'isolamento dall'esterno scarso.
Piccola riflessione a parer mio necessaria: a cosa servono due rifugi fantasma in due valloni grandiosi per lo scialpinismo come quelli che accolgono Zanotti e Talarico? Perchè non vengono date le chiavi d'inverno? Oltretutto lo Zanotti è una bellissima struttura, sembra uno spreco fare dormire in un luogo sporco, piccolo e poco sicuro i pochi frequentatori di queste zone.
Un saluto al simpatico e veloce trevor.
Con Dani Avvocato ciaspolatore sempre in formissima, Giorgio in controllo e Michela che mi ha fatto compagnia in fondo al gruppetto.

avvocato in fuga

strettoia vista da sopra

l'avvocato si gode il primato della vetta
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: partiti da Pradeboni - parcheggio poco sotto Meschie
quota neve m :: 900
attrezzatura :: scialpinistica
Saliti da Pradeboni e scesi su Tetto Grosso di S. Giacomo di Boves.
Gita dalle mille variazioni del meteo. Caldo-umido e nebbia a salire la prima parte fino all'osservatorio, poi nevicata con vento freddo fino al gias soprano sotto la parte finale. Quando abbiamo iniziato a pensare all'abbandono, il sole ci ha spronati illuminando la nostra salita alla Besimauda prima e al Pilier Centrale poi. La cresta è fattibile con sci ai piedi.
Discesa verso S. Giacomo: in alto crosta superportante con la spolverata mattutina che, insieme al sole, ha reso i primi 6-700 m di discesa bellissimi (5*). Poi, entrati nella nebbia, crosta sfondosa umida per circa 300 m (1*). Ultimi 3-400 m su primaverile marcia ben sciabile (3*).
Con Riba di ritorno dalla Svizzera, Andrea e suo fratello Marco.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: strada pulita fino a Saretto
attrezzatura :: scialpinistica
Vagando in questo bellissimo vallone, abbiamo salito il canale più a destra di quello descritto. Arrivati al colletto a quota 2550, la neve stava già mollando (ore 10.45).
Il canale è completamente svalangato e, anche se la pietraia fa capolino in diversi punti, si può sciare tranquillamente. Dopo il pendio-canale dove la neve era cotta bene dal sole, le contropendenze con espozizioni ovest e i gobboni prima delle grange ci hanno offerto un'ottima crosta superportante (neve più bella della gita). Dalle grange in giù "pista" battuta da numerosi passaggi, ben sciabile (slalom fra gobbe).
Da tornare più convinti e "direzionati" per tentare la cima.
Con Giorgino. Visti altri 2-3 gruppi diretti verso la zona Viraysse/Soubeyran.
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: si lascia la macchina alla diga (grossa valanga blocca la strada)
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Sci da portare a spalla fino al parcheggio estivo, poi neve continua a parte 2-3 brevi gava e buta.
Partiti alle 5,30 dal rifugio, abbiamo fatto il giro in senso orario. Grazie al buon rigelo notturno raggiunta presto la colletta di Valscura. Discesa su neve grotoluta al lago inferiore. Nei pressi del lago superiore abbiamo tirato dritto al corto canale di destra per accedere al nevaio del Malinvern. Superato il canale con i ramponi, abbiamo ricalzato gli sci fino a 100 m sotto la cima. Qua abbiamo lasciato gli sci e messo di nuovo i ramponi per l'ultimo pezzo. Grazie alla nevicata di venerdi sera, ci siamo goduti una spannetta di farina su portante nella discesa del nevaio. Dopo aver sceso anche la breve strettoia-canale, grande caldo e sofferenza ci hanno accompagnati in lunghi traversi alla Bassa del Druos prima e al Passo del lupo poi. Siamo scesi dal passo est più a destra (scendendo). L'imbocco del canale, la parte più ripida e stretta, oggi era ricoperta da una valanghetta morbida e ben sciabile. Usciti dai fondi di valanghe, bella farina non velocissima, poi neve sahariana e marcia per il rifugio. Calvario finale nel trasporto sci su asfalto, evitata la pioggia per poco.
Piccola rappresentanza CAI Tirana: io e Giorgino, grande tracciatore e motivatore nei momenti di tremarella da alpinista inesperto quale sono io.
Pernottato al rifugio in compagnia di soli due gruppi CAI.

Colletto di Valscura versante Riofreddo

Passo del Lupo est versante francese

Passo del Lupo versante Riofreddo
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: fino al santuario
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
La neve inizia subito al santuario ed è continua a parte due tratti di qualche metro. Dai pressi di Gias Parvo in su innevamento ancora imponente (la strada quasi scompare).
Arrivati nei pressi del Sibolet, evitato per non sprecare forze (e tempo) per raggiungere la Tempesta. La neve di certo non manca ed è meglio tenersi un po' sotto la cresta (versante Marmora) per la traversata tra le due cime (cornici aggettanti sul vallone Sibolet). Scesi dalla punta sul colle di Intersile e poi nel vallone del Sibolet. Grazie alla stradina traversa, ricongiungimento con gli ultimi dolci pendii dell'itinerario al Tibert.

La neve è certamente tutta trasformata e sciabile, occorre però scendere presto per evitare che diventi troppo marcia e sfondosa. Per noi discesa iniziata alle 12.15, neve marcia e stancante ma ancora sciabile nell'alto vallone del Sibolet, poi marcia e tritata sopra al Santuario: qua il fondo però "sostiene" di più e ci si può divertire a fare slalom tra ciaspolatori, gobbette di neve marcia e macchie d'erba.

I versanti ovest del vallone della miniera erano invitanti, ma se si scende di li si deve poi seguire la strada fino a Castelmagno e di conseguenza rinunciare all'anello. Neve portante anche sul versante Marmora, in giornate come questa una discesa di qua non sembra male (visto uno sciatore scendere)

Con Marina, unici due a salire da questo itinerario oggi. Incontrata una famiglia in cima, che ha fatto il giro inverso al nostro.

Santuario Beach molto affollato all'arrivo, ottimo piatto di tagliatelle a Lou Porti di Monterosso.

innevamento sotto Gias Parvo

inizio vallone della miniera

vallone parte alta

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