sensafren


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Parcheggio a Pian del RE, strada ok .
Salito da Pian del RE, Dal lago Chiaretto in su camminato sempre sulla neve. Per il traverso sopra il lago utili ramponi. La dorsale di salita del Mozzo ha al centro una esile 'striscia' di rocce, ma che arriva quasi fin sotto la croce, che è senza neve. Si sale con un po' di fatica ma senza ramponi. Il Rifugio Q.Sella è chiuso ed il libro di vetta è completo. Nessuno sul percorso, salito e sceso in solitaria. Data la consistente neve definirei la salita EE .
Al Parcheggio di Pian del Re nessuno a riscuotere il 'pizzo' , non ho pagato. Forse nei feriali non si paga ?
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Non difficile ,solo due passi un po' esposti. Da tenere presente il lungo sviluppo e i 600 mt. di dislivello. Direi di affrontarla allenati e con scorta d'acqua. Secondo me da evitare con il caldo. Offre due vie di fuga, la prima alla fine della prima parte. la seconda quando ormai si è quasi giunti in cima. Discesa veloce in un'oretta percorrendo la vecchia mulattiera che scende a sant'Ambrogio. Consiglio parcheggiare in paese (nei pressi delle scuole) e raggiungere in 10 minuti l'attacco. Il parcheggio alla base è poco raccomandabile (danneggiamenti e furti). Nel complesso divertente e ottima come allenamento a salite più impegnative.
Un grazie alla coppia con suocera trovata all'arrivo alla Sacra , che ha sospeso la preparazione dei panini per gentilmente farmi la foto ricordo !! Fantastico trovare il bar all'arrivo e sorseggiare una birra fresca, dopo fatica e sudore, direi meritatissima.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Giro ad anello salendo dal buco della marmotta, ora provvisto di scalini , graxie al CAI Fossano e discesa al passo Corborant. Dalla forcella catene sulle placche, evitabili ,non è difficile. Panorama super dalla vetta. Scendere con attenzione al passo Corborant,in quanto esposto e franoso.Poi nel canale tenersi a sinistra,contornando la parete così da poter ritrovare il sentiero. Al bivio vallone Barbacana - sentiero per i laghi ora presenti cartelli indicatori e sulle pietraie a salire tacche rosse e parecchi ometti, impossibile sbagliare. Anche al bivio per il buco della marmotta c'è un cartello. Giro abbastanza lungo , per escursionisti esperti, data la particolarità della zona e i tratti senza sentiero. Consigliabile ,in discesa dopo i laghi ,sfruttare tutte le scorciatoie per evitare quelle noiose giravolte della strada. Questo anche in salita. Dislivello 1300 mt. 3 ore circa a salire e 2 circa a scendere. Consigliabile solo con ottime condizioni meteo.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Dopo aver lasciato l'Enciastraia come non rinunciare anche alla Tre Vescovi ! Al bivio devio in salita verso di essa e posato lo zaino , alleggerito , in pochi minuti sono in punta. ottima traccia , bollini rossi numerosi. In cima ,panorama strepitoso. Attenzione a scendere ,terreno ripido e friabile,occorre prudenza. Consigliatissima l'accoppiata delle 2 cime. Ritorno lungo ma agevole. Parecchia gente saliva sull'Enciastraia, da solo invece (finalmente!) sulla Tre Vescovi .
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bellissima giornata , salita agevole alla bassa di Colombart , ottimo riscaldamento. In cima vento freddo ,da guanti e giacca.Ormai il più è fatto e allora come non rinunciare alla Tre Vescovi? Al bivio salgo in direzione di essa ed all'inizio della ripida salita mollo lo zaino . Alleggerito in poco tempo sono in cima. Spettacolo! Emozione! Che panorama , ne valeva veramente la pena. Attenzione a scendere, la traccia è su sconnesso e alquanto ripida. Il ritorno è lungo ma non faticoso, la lunga carrareccia militare mi riporta all'auto , a Ferrere.
Saluto i cinque bovesani - francesi incontrati sul percorso che mi hanno fatto compagnia a salire sull'Enciastraia.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Percorso fedelmente l'itinerario sopra descritto . Salita agevolissima e mai faticosa al passo Scaletta. Di qui in breve si sale sull'ampia cima. utile ma non indispensabile una pila per attraversare la galleria. La prima parte è illuminata dalla luce asterna , poi svolta a 90 gradi ma per breve tratto. Prima che l'occhio si abitui al buio o alla luce della pila sei fuori. si può andare a tentoni , non ci sono ostacoli( 10 metri circa). All'uscita il canalino è innevato , attenzione al traverso. Diventa suggestivo e dolomitico l'itinerario di discesa. Super accessoriato di catene, seguendo fedelmente le numerodsissime tacche rosso blu del sentiero Cavallero si arriva al Passo Peroni e di qui in breve al bivacco Due Valli . Sosta pranzo , nn c'è acqua. Si prosegue per il colletto Vittorio , qui invece utili le cartene , fondo scivoloso . Rientro a sx per la caserma Escalon , pregevoli i dipinti interni della propaganda bellica. Peccato andassero persi . Rientro agevolissimo a prato Ciorliero , ove si parcheggia. Bellissimo giro , in ambiente suggestivo , mai faticoso e molto remunerativo. Consigliatissimo !!
Saluti ai due escursionisti liguri che il giorno prima eramo in grotta a Bardineto. Dalle tenebre alla luce meravigliosa della selvaggia Val Maira.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Dopo averla osservata per anni ed anni , mi decido finalmente ad affrontare la mitica 'Provenzale'. Lascio il parcheggio alle 10 circa e salgo a vista nel boschetto soprastante dirigendomi subito verso l'attacco.Condizioni meteo ottime, affronto le placche iniziali sonza trovare particolari difficoltà. Più su il percorso a volte è addirittura incassato ,e ci sono altri spiazzi erbosi, non ti sembra neanche di essere in cresta. Qualche passaggio ove tirare un pò di braccia che richiede attenzione. Appena appare la croce , l'emozione è forte e la crestina finale te la amplifica. pranzo in vetta. Consiglio , quando in discesa si arriva poco sopra il prato Stella ,ove si incontra un grosso anello (il primo che si trova salendo) di voltare a sinistra(faccia a valle) per l'evidente traccia-sentiero , che attraverso una comoda cengia e un passaggio proteggibile ma facile , ti riporta in 5 minuti al sentiero che scende dal colle Greguri. Questo ti evita l'ultima parte di discesa su placche un pò insidiose ed è un ottimo ripiegamento in caso di pioggia. Mi auspico che qualcuno provveda a ritracciare e incrementare i pochi bolli presenti che sono parecchio sbiaditi. E' questa forse l'unica problematica che si incontra, specialmente in discesa . Un pò di vernice non costa molto e sarebbe un lavoro molto utile per la sicurezza di chi sale , meglio di tante assurde opere che non so bene a cosa servano( dalla vetta vedo in fondo valle ruspe e camion impegnati a costruire non si sa bene cosa. In complesso ,bellissima ascensione ,che ho compiuto in solitaria. Incontrati tre spagnoli (!!!) che rientravano a tre/quarti di percorso. Evitare assolutamente in caso di roccia bagnata.

Rocca Provenzale, in cima , da solo !!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salita in solitaria per la classica via normale. Circondato da nebbie che vanno e vengono e solo a tratti ti lasciano godere del panorama, in tre orette circa arrivo in cima. Incontro parecchia gente che scende ,e in cima mi trovo da solo. Evito la corda nel passaggio ove bisogna fare un pò di 'scrambling' ...non mi fido. Sarà in buone condizioni ,però preferisco essere io ,con le mie mani , attaccato alla roccia. Comunque passaggio non difficile. Le nebbie lasciano apparire per poco la Rocca dell'Abisso e il lago supèeriore e poi ricoprono il tutto, peccato. Rientro all'auto in 2 orette circa. E' sempre una bella gita , da inizio stagione , ottima come allenamento.
Incontrata una comitiva di baldi giovani , che però non hanno raggiunto la cima.

messo in croce dalle nebbie !!

solo al ritorno si mostra , in posa perfetta per la foto !

ci siamo !
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Approfittando delle calde giornate che ci hanno fatto dimenticare l'inverno e sicuro che i pendii esposti a sud/sud-est sopra al Desertetto siano ormai privi di neve (non mi sbaglierò) mi avvio verso la cima Cialancia . Solo un pò di neve ,ma solida, all'inizio del percorso. Arrivo in cima in 2 orette ,caldo , bel panorama. Bella e classica passeggiata per iniziare la stagione. Le ghette sono rimaste nello zaino.Nessuno lungo il percorso, solo silenzio e natura.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Si sale al colle del Preit con l'auto,strada stretta ma asfaltata.
Le vie facili non sono mai banali. Arrivo in solitaria alla partenza del cengione, li trovo la solita 'confusione' di gente che scende e sale. Nessuna difficoltà , occorre solo essere prudenti. In vetta ci ritroviamo in una dozzina. Giornata stupenda e calda, panorama incredibile.
Saluto e ringrazio la simpatica e affiatata coppia di Borgo S.D.con cui ho effettuato salita e discesa.E' la prima volta da quando vado in montagna(una trentina d'anni) che trovo qualcuno su una cima. C'era da aspettarselo ,si sa , la Meja è troppo frequentata.