Gulliver outdoor - arrampicata, escursionismo, scialpinismo, sci alpinismo, alpinismo, canyoning, trekking, MTB, Cicloturismo

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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK
Partiti alle 7:30 da Sant'Anna di Bellino. Qualche difficoltà iniziale a trovare il sentiero (la partenza, non segnalata, è dietro la casa alpina di Sant'Anna), che diventa ben visibile appena superate le Grange Rochas. La traccia risale decisa il ripido versante, guadagnando rapidamente quota tra i bellissimi pendii fioriti. Sullo sfondo le sagome inconfondibili della Rocca Senghi e del Pelvo di Ciabrera. Mano a mano che si sale, verso sud si amplia la visuale sui 3000 del vallone di Bellino (Pelvo, Marchisa, Faraut). Giunti a quota 2350 metri, all'altezza delle Grange Reisassa, si lascia sulla sinistra la traccia che sale al Colle Reisassetto e alla Punta di Fiutrusa. Proseguiamo lungo il vallone in direzione nord/nordest sino a guadagnare la sponda meridionale del bel lago Reisassa, adagiato a 2720 metri di quota in una bella conca ai piedi del Monte Ferra. Da qui una traccia risale diretta verso il colletto situato a est della vetta. Noi compiamo invece un percorso più ampio risalendo il crestone sulla destra. Giunti al colletto la vista si apre sul versante di Pontechianale e appare maestoso il Monviso con i suoi satelliti. Percorriamo gli ultimi metri della cresta sino alla piccola e panoramicissima vetta (croce metallica). La vista spazia a 360° (ben visibili le cime delle Marittime, i tremila della Valle Maira, il gruppo del Monviso; a nord fa capolino la cima del Monte Bianco). Le 5 stelle sono meritatissime, per i selvaggi ambienti attraversati e per l'esteso panorama dalla cima.

salendo a monte delle grange Ruchas

le grange Reisassa. Sullo sfondo Marchisa e Faraut.

il lago Reisassa, dalla caratteristica forma a cuore. Oltre il crinale appaiono il Sautron e l'aguille de Chambeyron.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK sino a Pian Marchisio. Strada a pagamento da Rastello (5 euro)
Bella gita in compagnia in alta Valle Ellero. Per sfuggire agli escursionisti che affollano la strada verso il Rifugio Mondovì, scegliamo di percorrere questo bel giro ad anello. Lasciamo l'auto poco prima della porta di Pian Marchisio e seguiamo una strada sterrata che si stacca sulla destra in direzione del vallone del Pontetto. La strada termina dopo un paio di tornanti. Da qui, seguendo il sentiero non sempre ben segnalato (ma con percorso intuitivo ai piedi delle belle Rocche di Serpentera), si guadagna quota risalendo il vallone sino al Colletto delle Rocche di Serpentera (m 2206 s.l.m.), attraversando prima bellissimi maggiociondoli in fiore e poi praterie di rododendri. Dal colletto la vista si apre sul Marguareis (che fa capolino oltre le cime di Serpentera), sulla bella cima delle Saline e sul Mongioie. Rinunciamo, causa tempo, alla salita alle vicina cima nord di Serpentera e scendiamo per sentiero superando in discesa il bel Lago delle Moglie e il Lago Biecai (ancora visibile ma in fase di prosciugamento). Superata la porta Biecai si scende più decisamente sino ad arrivare in vista del rifugio Mondovì. Da qui, si scende lungo la pianeggiante carrareccia che attraversa il Pian Marchisio.
Gita consigliata a inizio stagione (fine maggio - fine giugno) per godere della splendida fioritura e per poter osservare i laghi della zona. Ottimo pranzo al Rifugio Mondovì!

Cima Cars alla partenza, tra i maggiociondoli in fiore.

salendo nel vallone del Pontetto, verso le rocche di Serpentera

si sale nel vallone

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK. Consigliato fuoristrada da Prato Nevoso alla Balma ma fattibile anche con altra auto.
Salita veloce in mattinata, con partenza dal Rifugio Balma. Raggiunta la vetta in circa 1 ora. In discesa abbiamo effettuato il classico giro ad anello con percorso lungo la crestina nord-ovest, il nevaio del Mondolè e le Rocche Giardina. Tempo non dei migliori ma qualche squarcio di sole tra le nuvole e la bellissima fioritura hanno reso comunque meritevole la gita a questa bella montagna del monregalese.

In vetta!

la seconda croce di vetta, e la cresta percorsa in discesa

rododendri e nevaio a nord della vetta

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok
Partiti da Limonetto verso le ore 9:30, decidiamo di raggiungere la cima compiendo un percorso un'anello, con salita per la cresta est.
Lasciato l'auto in prossimità della chiesa, saliamo per la bella strada/mulattiera che raggiunge con breve percorso i tetti Liset e i tetti Cortassa, tra bei boschetti e prati. Verso la quota di 1650/1700 metri, superato il limite superiore del bosco, su di un masso è indicato il bivio con le due vie per la vetta. Prendiamo il sentiero di sinistra (EE), che piega decisamente a destra e risale le pendici meridionali del Bec Baral portandosi con un lungo traverso alla base della cresta est. Da questo punto, seguendo sempre gli evidenti boli rossi, la si percorre superando facili roccette a alcuni divertenti ma più impegnativi passaggi (EE/F) nei quali occorre prestare un po di attenzione. Raggiungiamo in poco più di due ora la vetta, dalla quale si può godere di un bellissimo panorama sull'alta Valle Vermenagna e sulla conca di Limone. Scendiamo poi a sud, per il colletto che separa il Bec Baral dal Bec Matlas, per poi ricongiungerci all'itinerario di salita. Spettacolare fioritura, specialmente nella parte bassa dell'itinerario. In compagnia degli amici Fabio e Gloria.

Salendo da Limonetto, al centro della foto la cima.

bellissima fioritura

pecore al pascolo ai piedi della cresta est

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok
Salito verso le 9.00 da Serre Uberto, ho seguito la strada sterrata che sale dolcemente sino alle Meire La Font (m 1665 s.l.m.), dove ci si ricongiunge con la mulattiera proveniente da Borgo. La spettacolare fioritura di inizio giugno rende piacevole questa parte dell'itinerario. Raggiunti i Tre Denti, bisogna salire in direzione nord (radi segni rossi) rimontando il ripido costone erboso sino alla vetta del Bric Tioure, piccolo rilievo emergente dallo spartiacque Po/Arpetto. Da questo punto si può continuare seguendo la bella cresta erbosa sino alla Punta Raboi (m 2687 s.l.m., grande croce in ferro e libro di vetta).
Bella escursione in un angolo selvaggio e solitario (nessun altro lungo il percorso per l'intera giornata), anche se a breve distanza dai sentieri più frequentati dell'alta valle. Consigliata solo in giornate di tempo stabile, sia per poter godere al meglio del panorama sia per evitare di perdere l'orientamento in caso di nebbia. Buona parte dell'itinerario si svolge in assenza di veri e propri sentieri e su terreno ripido (di qui la difficoltà EE) anche se in assenza di difficoltà oggettive.

i Tre Denti salendo da Serre Uberto verso le Meire La Font

l'antica mulattiera da seguire. Sullo sfondo i contrafforti del bric Tioure.

spettacolare fioritura nella parte bassa dell'itinerario

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok da Molini - Carmo Langan
Giro ad anello con partenza dal Rifugio Allavena. Siamo saliti al Rifugio Monte Gray per il sentiero diretto, poi abbiamo raggiunto il Col Bertrand seguendo la vecchia strada militare e da qui abbiamo proseguito in cresta tra abeti e rododendri in fiore sino alla vetta del Monte Gray. Bellissimo panorama sul vicino Pietravecchia, sulla valle Argentina e sulle cime delle Liguri con Pizzo d'Ormea, Mongioie e Saline che fanno capolino oltre la dorsale Frontè-Saccarello. Dal Gray torniamo al Col Bertrand e proseguiamo in direzione sud su bel sentiero sino alla Sella Valletta; da qui seguiamo la mulattiera che sale con ampi tornanti nel bosco sino alla vetta del Pietravecchia (m. 2038). Spettacolare la vista della parete rocciosa del Toraggio. A nordovest ben visibili le cime francesi del Bego e del Grand Capelet; più oltre il Gelás, la Maledia, il Clapier e la Chamineyes. Dalla cima scendiamo poi all'Allavena, prima per sentiero poi seguendo la bella rotabile militare. Bella gita con panorami eccezionali dal mare ai tremila delle marittime! Consigliata.

Salendo al rifugio del Gray

In vetta al monte Gray

Il Toraggio salendo al Pietravecchia

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok da Cosio a Mendatica, e di qui a San Bernardo
Partiti verso le 9.00 da S. Bernardo di Mendatica. Tempo non bellissimo ma qualche sprazzo di sereno. Saliamo lungo la strada del Colle Garezzo (interrotta al traffico veicolare da una grossa frana poche centinaia di metri sopra l'abitato di San Bernardo) sino alle Stalle Penna. Di qui, in prossimità di una curva, si stacca una mulattiera che sale con pendenza costante il versante orientale della Cima Garlenda, lasciando in basso la bella Margheria Frontè. Il sentiero si fa più ripido in vista del Colle Frontè (2090 m s.l.m.). Da qui in pochi minuti si raggiunge la panoramica vetta con la statua della Madonna. Il tempo ci ha impedito di godere appieno del panorama ma erano comunque ben visibili la verdissima valle Arroscia, la piana di Albenga con il mare, il borgo di Realdo oltre 1000 metri sotto di noi in valle Argentina. Le cime delle liguri purtroppo avvolte in gran parte nelle nuvole.
Abbiamo proseguito verso il rifugio San Remo, la terza ed il Redentore per poi ritornare sui nostri passi visto il peggioramento delle condizioni meteo. Rientro sotto la pioggia battente. In tutto quasi 24 km (D +1100 c.a. considerando i saliscendi). Posti comunque bellissimi.Torneremo con il sole!


la bella statua della Madonna in vetta al Frontè

Monesi di Triora e Piaggia, visti dalla vetta

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok. Lasciata l'auto al termine dell'asfalto al Colle di Tenda, ma si può proseguire sino alla sella a quota 1900 c.a. (s
Gita piuttosto lunga (sviluppo complessivo a/r di quasi 16 km) ma molto appagante. Siamo saliti in circa 2 ore e 15 dallo spiazzo del Colle di Tenda. Nel lungo tratto di avvicinamento possibili brevi deviazioni ai forti Pernante e Giaura (che raggiungiamo dopo aver superato il Laghetto dell'Abisso, completamente asciutto). Dalla vetta panorama eccezionale: a est le cime delle Alpi Liguri, mentre a sud è visibile la Corsica tra le foschie. Ottimo colpo d'occhio sui due bei laghi di Peyrafique sul versante francese; ben visibili Clapier, Maledia, Gelás e Argentera e tutte le cime dell'arco alpino occidentale (Monviso, Gran Paradiso, Monte Rosa).
Al ritorno, sosta allo chalet Le Marmotte per un ottimo pranzo!

Alla partenza

Dal forte Pernante

Il tratto finale. La vetta è ormai vicina.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok. Parcheggio a pagamento a Pian del Re
Saluti in circa 2 ore e 30 da Pian del Re. Giornata soleggiata e calda per la stagione. Sentiero sempre ben segnalato anche nel ripido tratto finale, dal Colle di Viso alla vetta. Dalla cima panorama spettacolare. Visibili il Monte Rosa, il Bianco e le principali vette delle Graie meridionali. A sud si distinguono i profili della Maledia e del Gelas, la Serra dell'Argentera e il Matto. Eccezionale il colpo d'occhio ravvicinato sul re di pietra. In discesa sosta al Quintino per il pranzo. Gita in compagnia con gli amici Fabio e Sara.

Al lago fiorenza

Il lago Chiaretto salendo al colle di Viso

Il lago grande, salendo al viso mozzo

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok
Partiti alle 8:00 dalla chiesa di Viozene, abbiamo percorso l'anello in senso antiorario. Saliti al Pian dell'olio e al Bocchino dell'Aseo, e da qui in vetta per il ripido versante est (tempo totale di salita 2 ore e mezza). Dalla vetta panorama a giro d'orizzonte, dal Monviso alla Corsica, ben visibile verso sud tra le foschie. Bella visuale sulla testata della Valle Ellero con il rifugio Mondovì e sulle cime delle Marittime (Clapier, Maledia, Gelas, Argentera, Matto). Dalla cima siamo poi scesi sino al Bocchino della Scaglie e da qui abbiamo percorso la Gola delle Scaglie sino a raggiungere il Pian Rosso. Per finire meritato pranzo al Rifugio Mongioie, ottimamente gestito.

Alla partenza

Verso il Bocchino dell'Aseo

La cresta sommitale

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