Anglone (Coste dell') Archai

La gita

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle

note su accesso stradale :: nessuno

Confrontando con altre vie percorso gli stessi apri tori il grado ci è sembrato piuttosto stretto.
Quasi tutte le soste hanno il doppio ancoraggio, ma non tutte. Lungo i tiri delle protezioni se ne trovano, ma ce ne sono alcuni dove risulta necessario integrare altrimenti per decine di metri non c'è nulla. La ritirata indotte da questa via Mi sa che sia alquanto improbabile sì.

Relazione di Giorgio:
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I tiro: salire la rampa da dx a sx (III) fino alla base di un muretto verticale con uscita leggermente aggettante (V+), che si vince direttamente su buone prese, dopo proseguire più facilmente leggermente verso dx fino alla sosta (1 spit con anello), 30m
II tiro: salire la placca a destra della sosta con passi delicati (VI-), al termine della quale si traversa a sx fino a raggiungere una comoda cengia su cui si sosta (1 fix + spit con anello), 30m
III tiro: traversare a sx abbassandosi leggermente (IV) fino alla base di un muro verticale compatto da vincere direttamente con due passi azzerabili (oppure VI+/VII- in libera), poi più facilmente (IV/IV+) si arriva in sosta alla base di un diedro verticale (1 fix + spit con anello), 30m
IV tiro: lunghezza di corda molto bella, ma allo stesso tempo atletica. Salire il diedro sopra la sosta fino al suo termine (VI-, buone possibilità di protezione, uscita difficile) fino a rimontare una lama, dalla quale ci si sposta a sx fino alla base di una fessura/lama da vincere atleticamente con tecnica alla Dülfer (VI, due fix lungo la fessura, ma non si riescono a piazzare ulteriori protezioni) e da cui ancora si esce con passo difficile, traversare a sx su cengia fino alla base di un muretto inciso da una lama da vincere ancora in Dülfer, dopo la quale si trova la sosta (1 fix + spit con anello), 40m
V tiro: dalla sosta con movimenti delicati spostarsi a sx fino a raggiungere una lama (VI, 1 p. VI+ o A0, due fix). Si risale la lama verticalmente fino a rimontarla alla base di un muro verticale a gocce (una buona clessidra in cima alla lama), da vincere direttamente con movimenti tecnici e atletici (1 p. VI+ o A0 e V+, due fix) e con successiva traversata a sx si raggiunge la sosta vicino a una pianta (1 spit con anello), 25m
VI tiro: salire per placca a dx della sosta (V+) fino a raggiungere una fessura, poi traversare nettamente a sinistra seguendo la fessura, che verso alla fine del traverso diviene orizzontale, poi con passo difficile aggirare uno spigoletto (fessura cieca e piedi sfuggenti, 1 p. VI+ o A0 e VI-, 2 fix) e superare un breve diedrino fino alla sosta (1 fix + spit con anello), 35m
VII tiro: traversare a sinistra su terreno facile (II), ma delicato, aggirare uno spigoletto e salire verticalmente un muretti di qualche metro (V) oltre il quale si traversa a sx fino a sostare su una grande lama (1 fix + spit con anello), 30m
VIII tiro: forse la lunghezza più bella della via. Salire sopra la sosta con passi atletici seguendo una vaga fessura rosso-giallastra (VI), fino a quando non è possibile con passo difficile traversare leggermente a dx (VI) per arrivare alla base di un diedro. Salire con arrampicata tecnica (VI-) lo splendido diedro verticale dal sapore quasi dolomitico fino al suo termine dove di trova la sosta sotto a un marcato tetto (1 fix + spit con anello), 35m
IX tiro: altra lunghezza spettacolare. Traversare a sx aggirando con passi esposti un grosso spuntone (seguire la freccia bianca) poi continuare la traversata a sx in lieve ascesa (V+) fino ad arrivare sotto al tetto da cui si esce a sx per lama da vincere con tecnica alla Dülfer (VI-), poi leggermente a sx fino a giungere alla sosta su spit con anello + clessidra. Noi abbiamo proseguito altri 5 metri fino a sostare su piante, 35m
X tiro: a destra della sosta si vince la placca con arrampicata tecnica (V), salendo verso dx fino a raggiungere un terrazzino alla base di un muretto che si supera direttamente (V+) fino alla sosta posta a sx (1 fix + spit con anello), 30m
XI tiro: salire il diedro/fessura, inizialmente facile poi via via più verticale. Prima di arrivare alla vegetazione che lo chiude in alto traversare di qualche metro a dx fino a giungere su una placca (1 p delicato, V+), che si risale fino a rimontare coi piedi su una lama sotto uno strapiombino inciso da una fessura (V+). Vincere direttamente lo strapiombino sfruttando la fessura (VI-), poi per terreno via via più facile si arriva al bosco all’uscita della via, dove, in corrispondenza di un masso, sono situati il libro di via e la sosta (2 fix), 35m

Discesa: inizialmente addentrarsi nel bosco seguendo una vaga traccia, poi deviare a destra, seguendo sempre la traccia, che passa vicino all’uscita di altre vie del settore. Non prendere la strada forestale che si incontra a un certo punto, ma seguire sempre la traccia con ometti che va sempre in direzione Nord con diversi sali – scendi, fino a ricongiungersi al sentiero delle Cavre, che riporta sulla sterrata ciclabile in mezzo agli uliveti e poi brevemente a P del campo di calcio di Oltra.
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Andrea + Giorgio

Qui racconto:
andreaintrip.blogspot.com/2019/03/a-spasso-con-la-guida-via-archai.html
Qui altre foto:
photos.app.goo.gl/Rcj3CKPzcMGC2jJ79
Qui la guida:
versantesud.it/shop/arco-pareti/
Qui relazione:
arrampicata-arco.com/abozzo/via-archai.pdf
Altra relazione:
sassbaloss.com/pagine/uscite/anglone2/anglone2.htm

Gita caricata il 14/03/19
Descrizione completa dell'itinerario

Caratteristiche itinerario

difficoltà: 6b :: 6a obbl ::
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 200
sviluppo arrampicata (m): 350
dislivello avvicinamento (m): 100