6.1Km
2- Dal vallone di St. Grato. Salire in auto la strada per St. Grato e parcheggiare alla sbarra in località Hùearglj quota 1.413 mt. A piedi si segue la strada consortile per alcune centinaia di metri fino ad incrociare il sentiero (1) che sale diretto a St Grato, giunti alla caratteristica cappella si prosegue direzione Col Dondeuil, ma subito dopo, a quota 1.706 mt bisogna prendere il bivio a dx (sentiero 1B). Percorrere circa 100 mt fin dietro il caratteristico stadel di “Ruassi” per poi prendere una traccia davvero poco evidente ancora a dx (palina con indicazioni). Salire in diagonale fino all’alpe “Mattü”, ancora poco evidente è l’attacco del sentiero che dietro le case, sopra una caratteristica fontana in pietra da abbeveraggio bestiame, attraversa verso destra quasi in piano per poi salire a tornanti ben evidente il GSW (gran sentiero Walser). Si percorre il sentiero passando il primo alpeggio diroccato di “Kùlbrunni” e ancora verso destra fino agli alpeggi del Galm dove sono presenti grossi ometti in pietra. Continuare fino a scollinare nel il vallone di Stolen. Si scende di circa 200 mt di quota traversando a sx fino all’alpe “Mhüni” da dove ci si innesca sul sentiero 2A e si risale come nella descrizione 1. Circa 2,5/3,5 ore
Sulla bastionata della grande ed irregolare parete sud del Mont Nery si denotano diverse dorsali a sperone che solcano il versante a valle fino ai pascoli dell’alpeggio “Chlekch”, nella parte centrale uno di essi appare più pronunciato e scende più in basso dividendosi negli ultimi 50 mt in due piccole dorsali. L’attacco sullo speroncino di SX risulta più facile tecnicamente, è contrassegnato con omini ed una freccia incisa sulla roccia. Si può comunque attaccare su quello di destra con difficoltà che non superano il IV grado.
La roccia risulta solida e di buona qualità con molte possibilità di apporre protezioni “veloci” nonché ricca di spuntoni (da verificare) per creare punti di sosta. Si procede su passi che non superano il III e il IV grado. Alcune difficoltà possono essere aggirate se si sta sulla destra o sinistra del filo di cresta e si vuole ravanare per canalini, cenge e olina. In diversi punti la cresta si assottiglia con passaggi lievemente esposti, ma con arrampicata facile e divertente.
Passato il primo terzo della salita lo sperone diventa discontinuo con tratti dove si può procedere camminando e sezioni composte da strutture rocciose a blocchi che formano brevi ma interessanti tratti di cresta. Intorno a quota 2.650 mt uno di questi tratti, molto estetico, ha un attacco più ostico anche se una volta vinto il primo gendarme l’arrampicata diventa piacevole e non difficile. È evitabile per canali erbosi sulla destra.
Nell’ultimo terzo la progressione diventa ancora più irregolare, si procede cercando tratti di cresta prima tendenti a destra e poi a sinistra tra blocchi e sfasciumi fino ad immettersi sulla cresta EST dove si incontra un ultimo breve risalto su placca, preso direttamente è un passo di IV, ma si può aggirare sulla sx con un passo di III grado. Si raggiunge poi la vetta tra blocchi e sfasciumi senza altre difficoltà. Da 3 a 4 ore circa dall’attacco dello sperone.
Discesa:
La discesa avviene dalla Via Normale inizialmente lungo la cresta OVEST seguendo il filo e gli ometti fino ad una brêche dove si dividono i due classici itinerari di discesa: a dx verso il colle Frudière (NORD) ed a sx in direzione del colle di Tchasten (SUD) con percorso più semplice ed attrezzato che taglia in diagonale sotto la cresta. Per quest’ultimo i passaggi sono agevolati da corde fisse blu per circa 200 mt. Superato questo tratto bisogna seguire gli ometti che indicano il passaggio tra le ripide placche, sempre in traverso fino al raggiungimento del ripido pendio di sfasciumi e chiazze d’erba che conduce in direzione del colle Tchasten.
Bisogna fare attenzione e tenersi sulla sinistra in modo da imboccare la discesa per una poco evidente cengia erbosa che riporta ripidamente nel Vallone di Stolen (ometti sulla sinistra). Tra la cresta spartiacque vi è infatti uno scivolo erboso ed una placca attrezzata con una corda fissa blu. Si scende ai pascoli dietro il bivacco Cravetto-Alpe Chlekch.
Per St. Grato scendere fino all’alpeggio di Mhüni ed imboccare il sentiero 1B o Grande Sentiero Walser (GSW). Per Issime continuare per il sentire 2A. Esiste una terza possibilità che dall’alpeggio “Balma Loungia” (sotto il Cravetto) percorre senza perdere quota un’antica traccia quasi completamente scomparsa (presenza di radi ometti) fino agli alpeggi del Galm attraversando una zona molto esposta: “da Jeger-trit” (il passaggio dei cacciatori). Ipotesi che prevede intuito e molta dimestichezza su terreni infidi ed esposti (sconsigliato).
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