8.3Km
Consigliata agli amanti dei posti selvaggi e poco frequentati e che non disdegnano lunghi tratti di ghiaioni.
Il tratto attrezzato all’inizio del sentiero, non è difficile ma richiede comunque passo fermo (specialmente in discesa). Per chi non si sentisse sicuro è consigliabile avere imbrago e longe per assicurarsi.
Non si trova acqua lungo il percorso, eccetto eventuali rigagnoli di fusione ad inizio stagione.
Percorso non consigliabile in presenza di neve o ghiaccio (in tal caso preferire i percorsi da Ceillac).
Da Cuneo si transita dal Colle della Maddalena e dal Col de Vars, per poi scendere verso Guillestre fino ad incontrare il bivio a destra per la Val d’Escreins. In alternativa si può passare dal Colle dell’Agnello e quindi Guillestre e poi la Val d’Escreins con il bivio a sinistra.
Dal parcheggio si prosegue sulla strada che diventa sterrata per poche decine di metri fino ad un ponte dove si trovano sulla sinistra le indicazioni per varie località tra cui il Col de la Colette Verte. Attraversatolo, si prosegue subito a destra verso la testata del vallone, costeggiando il torrente Rif Bel in una zona boscosa quasi pianeggiante. Attraversato un vasto prato con una tettoia in legno (riparo in caso di temporale) si prosegue in lieve salita sul comodo sentiero che si addentra nel bosco più fitto, per circa 1 km fino a quota 1908 m dove si incontra un bivio. Si abbandona il sentiero per la Font Sancte, a favore della traccia di sinistra per il Col de la Colette Verte.
Dopo una prima serie di tornanti ancora nel bosco, si giunge di fronte ad una parete rocciosa dove incontriamo il tratto attrezzato da superare che sfrutta una serie di cengie e camini. Subito una scalinata permette di salire una breve paretina, poi piegando via via verso sinistra il calo metallico (che risulta molto utile specialmente in discesa) porta ad affrontare alcuni traversi non particolarmente esposti su terrazzi e cengie ricoperti di detrito. Si devono traversare due brevi colatoi non protetti dal cavo, specialmente il secondo risulta abbastanza eroso e richiede piede fermo e passo rapido. Oltre riprende il cavo che fa superare un camino roccioso abbastanza verticale, e poi successivamente una serie di brevi balze fino al termine del tratto attrezzato in corrispondenza di un poggio erboso. Con alcuni tornanti tra erba, arbusti e alcuni larici ci si porta alla base di una modesta parete rocciosa, che si vince agevolmente sulla sinistra attraverso una fenditura, oltre la quale si apre un nuovo pendio di erba e detriti.
Superato un dosso (breve traverso verso sinistra anche qui eroso, prestare attenzione oppure risalire il pendio sulla destra) che porta dri fronte ad un altro pendio, detritico, anche qui un minimo di cautela e poi finalmente si entra nel cuore del bellissimo e solitario Vallone Claus racchiuso tra suggestive pareti rossastre.
Si passa in una conca che ospita, ad inizio stagione, una piccola pozza d’acqua e si prosegue con andamento quasi pianeggiante seguendo il solco dell’avvallemento, per poi spostarsi sulla sinistra dove inizia il pendio di salita al Col de la Colette Verte, già vagamente identificabile. Si supera una prima rampa che dà accesso ad un ripiano erboso con uno spalto roccioso, poi un secondo pendio ed un altro ripiano ed infine l’ultimo strappo con un traverso su sfasciumi, non ostici ma un po’ faticosi, fino al panoramico colle 2908 m, con grandiosa vista sul versante sud della Pointe de la Saume che appare inaccessibile.
Si scende su terreno detritico, seguendo una buona traccia di sentiero (almeno inizialmente) verso il sottostante Pas du Curé 2783 m; la seconda parte della discesa, oltre un piccolo ripiano che ospita un nevaio ad inizio stagione, non ha un vero e proprio sentiero a causa di alcune colate di detriti, ma si scende senza difficoltà su terreno marcio.
Dal colle occorre scendere nel Vallon des Pelouses per alcune centinaia di metri, fino a identificare una traccia che si stacca sulla destra rispetto al sentiero prinicpale, e si porta sui ghiaioni alla base del versante roccioso della Pointe de la Saume. La traccia è abbastanza marcata e non particolarmente ostica, con un lungo traverso si porta in leggera ascesa in una zona più solida con erba affiorante e massi più grossi; da qui si inizia a salire più marcatamente, seguendo la traccia e gli ometti, giungendo ad un curioso masso che ricorda una conchiglia posizionata in verticale. Da questo punto si apre il vasto pendio ghiaioso di salita, circa 120 m di dislivello su terreno ripido e di detriti mobili. E’ comunque presente una traccia anche se in alcune zone, dilavate dai recenti episodi alluvionali, si procede con una certa fatica.
A 3000 m circa si giunge su un poggio posto sulla dorsale ovest della montagna, dove si intercetta la traccia di salita dal Vallon de Pelouse. Il terreno diventa decisamente più agevole, e seguendo la dorsale detritica verso destra ci si porta alla cupola rocciosa finale della Pointe de la Saume, che si supera senza difficoltà) attenzione alla presenza di detriti). Da segnalare che recenti crolli dalla cima sul versante di Ceillac hanno reso la sommità instabile, l’ometto di vetta stesso è posto sull’orlo del precipizio.
Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso di salita (tenere in considerazione la risalita di 150-180 m per tornare al Col de la Colette Verte, oppure in traversata su Ceillac o dal Vallon des Pelouses oppure dal ripido pendio del Pas du Curè, oppure ancora verso la Val d’Escreins scendendo dapprima nel Vallon des Pelouses fino ad incontrare il bivio per la Pointe d’Escreins, quindi risalirla e poi scendere dal sentiero classico che riporta al posteggio (questa soluzione comporta un dislivello complessivo in salita di circa 2000 m.)
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