4Km
Si parte da Issogne, in località le Barmet, dove si attraversa il ponte sul torrente passando a fianco di alcune abitazioni; poco dopo la strada asfaltata sale repentinamente sulla sinistra, raggiungendo rapidamente la centrale idroelettrica dove termina l’asfalto, e sulla destra si incontrano subito le paline indicatrici del sentiero 4C (che è anche il tracciato del km verticale di Issogne).
La mulattiera si alza subito di quota, dapprima attraversando un castagneto, poi per ripido terreno più aperto con stretti tornanti fino a giungere ad un piccolo ripiano con i ruderi delle baite di Preleaz (Prelè) 863 m.
Trascurare la traccia che prosegue verso ovest (in pochi minuti si raggiungono altri ruderi) e continuare a sinistra costeggiando il muro di contenimento seguendo i segnavia, che ora conducono ad inoltrarsi verso la testata del vallone. Si attraversa una lunga zona di castagni (molto fogliosa nel periodo tardo autunnale) e poi via via ci si alza con le prime vedute panoramiche. A circa 1200 m si incontrano alcuni brevi tratti attrezzati che permettono l’attraversamento in sicurezza di placconate inclinate (corde e scalini utili soprattutto in presenza di neve o ghiaccio).
Si raggiunge così con un lungo traverso una bella staccionata in legno che protegge l’ultima placconata, e poco dopo si arriva alle belle baite di Cousse e Vesey 1450 m.
Si prosegue seguendo la strada che poi diventa un sentiero sterrato fino ad una presa dell’acquedotto, dove sulla destra si stacca il bivio del sentiero n.3 diretto all’Alpe Panaz.
Dopo alcune serpentine nella pineta si esce al vasto pascolo di Avueil 1700 m, posizione molto panoramica e piacevole. Si raggiunge la palina dei sentieri proprio alla spalle del rudere dell’alpeggio, dove si prosegue verso ovest rientrando nel fitto bosco, ancora con pendenze sostenute.
A 1900 m circa si raggiunge una sorta di colle con bosco molto fitto, dove si incontrano i cartelli del parco del Mont Avic con una piccola tabella dei divieti: questo è il punto in cui si abbandona il sentiero per l’Alpe Panaz, per deviare a destra seguendo vaghe tracce che si destreggiano tra gli alberi.
Quando il bosco si dirada ci si trova di fronte all’ultimo pendio di salita, contraddistinto da varie zone di pietrame (pietre ricoperte di licheni, viscide in caso di pioggia/neve). Seguendo i vari ometti ma senza un percorso obbligato si attraversano le pietraie, alternate a brevi fasce boscose, giungendo al grosso ometto di pietre posto in vetta, che si rivela un pulpito estremamente panoramico verso la Val d’Ayas.
Il ritorno può essere effettuato sullo stesso percorso di salita, oppure tornati a Vesey seguendo la strada asfaltata (passata la Chiesetta della Madonna delle Nevi vi sono due tagli, ben segnalati in discesa ma non in salita) fino a Pianfey, infine su sentiero 2 fino a Issogne alla Cappella di San Rocco (percorso più lungo).
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