Si prosegue dapprima lungo l’itinerario 201 (1) fino a quota 1400 circa e poi alcune centinaia di metri del 202 (2). Questo tratto richiede circa 45 minuti di cammino.
Lasciata a sinistra il sentiero 202 (2) si volge a destra e si raggiunge poco sopra la frazione di Cambiaveto m 1507, dalle caratteristiche case Walser, dove si incrocia il Sentiero dell’Arte che tocca le frazioni alte della Val Vogna.
L’itinerario entra ripido nel bosco, percorrendo numerosi tornanti, raggiunge l’Alpe Pissole Inferiore m 1825, l’Alpe Sotto le Pisse m 1925 e forzate alcune fasce rocciose l’Alpe Pissole m 2072 quindi arriva all’Alpe Le Pisse m 2230 (ore 2), dove è evidente l’imbocco del Vallone del Forno. Si incrocia qui la traccia dell’Alta Via Tullio Vidoni, percorso che contorna il massiccio del Corno Bianco. Si prosegue su tracce, dapprima su scarni pascoli, poi tra le pietraie, che prevalgono e accompagnano il faticoso cammino lungo tutto il ripido vallone fino a raggiungere la testata dello stesso che ha per vertice la Cima del Forno m 3171 (ore 3 – 5). A destra di questa cima è posta la Bocchetta di Puio m 3100 da cui arriva l’itinerario 203a (3a) proveniente da Alagna per il Vallone d’Otro e i Laghi Tailly. Volgendo a sinistra, si valica la Bocchetta del Forno o del Merlo (non quotata) e si aggira a sud-ovest la Cima del Forno e si segue al meglio la cresta, aggirando a sinistra alcuni spuntoni, con percorso alpinistico fino ad incontrare l’itinerario 202 (2) proveniente dal vallone di Rissuolo. È in progetto il posizionamento di cavi metallici per facilitare il passaggio. Con questo itinerario si segue l’aerea cresta e si raggiunge la vetta del Corno Bianco m 3320 (ore 1-6, ore 6.45 da Ca’ di Janzo).
Il panorama dalla cima di questa montagna è paragonabile a quelli più celebri delle Alpi occidentali. Lo sguardo spazia dalle Marittime alle Retiche su una buona metà dell’arco alpino, con una vista privilegiata sulla parete valsesiana e valdostana del Monte Rosa, ma anche su buona parte delle Alpi Pennine e Graie.
Il percorso è segnalato segnalato solo fino all’Alpe Le Pisse ed è poco frequentato.
Si tratta di un itinerario estremamente lungo, faticoso. Non ci sono luoghi di sosta per dividere l’itinerario e il percorso si svolge in un paesaggio severo di alta montagna per cui occorre un ottimo allenamento. Il tratto finale presenta passaggi alpinistici di I e II grado e richiede capacità adeguate. È utilizzato talvolta per la salita al Corno Bianco negli inverni con scarso innevamento.
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