Sasso Cavallo Oppio

difficoltà: 6a / 6a obbl / A1
esposizione arrampicata: Sud
quota base arrampicata (m): 1473
sviluppo arrampicata (m): 450
dislivello avvicinamento (m): 1100

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: ziocharli
ultima revisione: 16/10/17

località partenza: Cainallo o Rongio (Mandello del Lario , LC )

punti appoggio: Rifugio Bietti-Buzzi o rifugio Elisa

accesso:
Si può arrivare all'attacco in 2 modi.

1) Da Lecco si prende la superstrada per Colico e si esce ad Abbadia Lariana. Si prosegue fino a Mandello e si risale fino alla frazione di Rongio dove si parcheggia presso la chiesa. Da qui si segue la mulattiera per il rifugio Elisa (segnavia nr. 14) e dopo circa un'ora si imbocca un sentiero sulla sinistra in direzione del canale della Val Cassina che infine per traccia ripida tra i massi permette di raggiungere la base dell'imponente parete (3h circa, 1100 mt circa di dislivello).

2) Dal Cainallo (Esino Lario) raggiungibile sia dalla Valsassina che da Varenna, si sale al rifugio Bietti-Buzzi e da quest'ultimo fino alla bocchetta di Val Cassina. Quindi scendere per il canalone (tratti attrezzati con catene e pioli metallici) e piegare a destra alla base della parete (2h 30m circa).

La via attacca con la prima lunghezza di Cavallo Pazzo, poco prima di un piccolo albero sul sentiero alla base della parete (viso a monte, a destra), sotto la verticale di uno strapiombino (chiodo con vecchia fettuccia).

note tecniche:
Via alpinistica che si snoda fra strapiombi, placche e diedri; nel complesso impegnativa, da affrontare con buona preparazione data la sua continuità. Per una ripetizione, necessarie due mezze corde da 60 metri, diversi cordini girospalla, serie di friend fino al Camalot BD 3, 16 rinvii, una staffa, martello e una scelta di chiodi. In via numerosi chiodi, alcuni dei quali da verificare.

descrizione itinerario:
L1 - V+
Dritti per buone tacche e buoni appigli (roccia mediocre) puntando al chiodo con vecchio cordone fino ad arrivare all'evidente cengia. Traversare a sinistra per tracce, ignorare una prima sosta ma spostarsi poco più avanti alla successiva (costituita da due chiodi da collegare). L1 qui descritto è quello di Cavallo Pazzo, lo zoccolo originale non si usa più farlo per pessima qualità della roccia.

L2 - VI/A1
Su per breve muro giallo. Continuare puntando l'evidente diedro strapiombante. Superare un tratto aggettante (chiodo ballerino e clessidra cordinata poco oltre) e continuare verso l'evidente nicchia.

L3 - VI/A0
Con arrampicata faticosa, a destra della sosta seguendo i numerosi chiodi oltre i quali si traversa in modo ascendente e con arrampicata libera alla sosta alla base di un diedrino verticale.

L4 - VI/A0
Seguire il diedro fessurato oltre il quale si continua per una placca non proteggibile e a buchetti. Continuare verso destra per rocce più verticali fino ad una successiva placchetta oltrela quale si sosta.

L5 - VI/A0
Qiaòche passo sotto la sosta in discesa verso destra a prendere un diedrino da risalire con forte esposizione e un passo non banale. Sosta con chiodi, due clessidre e un fix.

L6 - VI/A0
Traversare verso destra e salire in obliquo verso fino ad arrivare ad una zona meno appigliata che si trova sotto una sosta visibile più in alto. Traversare a destra ad un chiodo e successivamente risalire la zona compatta nel punto di minore resistenza. Sosta sulla sinistra.

L7 - V+
Per rampa verso destra seguendo i tratti più facili e con roccia disturbata dall'erba fino una evidente lama (chiodo) da superare fino alla grande cengia erbosa (tracce di passaggio). Sosta verso sinistra una sosta. Tiro lungo (quasi 60 mt).

L8 - VI+/A1
Portarsi a destra fino ad un muretto strapiombante (due chiodi); salire ora per fessurina con chiodi più distanziati fino ad una breve placca con fessura al termine della quale ci si sposta verso sinistra. Superare il breve muretto ora più verticale e sostare alla base di un diedro..

L9 - VI
Verticalmente per il diedro al termine del quale si esce verso sinistra ad un terrazzino con sosta.

L10 - V+
Scendere qualche metro a sinistra (tracce) fino a raggiungere un placchetta ammanigliat (chiodo e fettuccia). Salire verticalmente (è possibile proteggersi con diverse clessidre). Continuare per diedrino faticoso oltre il quale si sosta.

L11 - V
Continuare ancora per diedro fino ad arrivare ad un evidente pino oltre il quale si continua alla sua sinistra fino alla cengia superiore. Da qui per erba (tracce) si raggiunge la sosta.

L12 - VI/A0
Salire per balze erbose, aggirando poco più avanti un saltino con cordone. Successivamente per altra placca con fix e chiodo da salire fino ad una sosta alla base di una bella placca con fix visibile (uscita di Cavallo Pazzo ed altre vie).

L13 - VI/A0
A destra della sosta per diedrino appoggiato e roccia disturbata dalla vegetazione (primo chiodo molto alto e non visibile). Proseguire fino un evidente strapiombino preceduto da una pianta di rovi; superare faticosamente lo strapiombo per buone lame (presenti diversi chiodi alcuni dei quali poco affidabili) fino ad un ballatoio erboso con sosta (chiodo + nut).

L14 - III
Continuare verso la cima per balze erbose e qualche facile risalto (sosta in cima su palina metallica) Tiro lungo.

DISCESA
Dalla cima (ometto) seguire l'evidente traccia di sentiero tra i mughi sul versante nord (bolli rossi e qualche palina metallica) che in breve porta all’imbocco del canalone di Val Cassina. Una ritirata sulla via risulta piuttosto complessa.

altre annotazioni:
Nino Oppio, Oreste dell'Era 14-18 Agosto 1938.