Pianchette (Parete di) Tempo Tiranno

difficoltà: 7b :: 6b obbl :: A1 ::
esposizione arrampicata: Ovest
sviluppo arrampicata (m): 165
dislivello avvicinamento (m): 100

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: umbertobado
ultima revisione: 20/09/16

località partenza: Pianchette (Noasca , TO )

punti appoggio: Noasca

accesso:
Risalire la Valle dell’ Orco oltrepassando l’abitato di Noasca. Risalire i tornanti e, prima di entrare nella galleria che porta a Ceresole Reale, imboccare la vecchia strada che corre esterna alla galleria. Seguirla fino alla Frazione Pianchette e parcheggiare appena dopo un grosso capanno in legno, cento metri prima della fine della strada.

A piedi: la parete si trova sulla destra orografica . Guadare il torrente appena a monte del capanno e attraversare la radura erbosa in direzione della parete. Addentrandosi nel bosco si trova una serie di ometti che risale la boscaglia e costeggia la parete.
Seguendo il canale, traccia contro la parete di sinistra salendo, si giunge all’attacco 20 metri prima che il canale diventi completamente roccioso. Un bipiede in legno legato con vecchi cordoni e appoggiato alla roccia segna questo punto. 15 minuti, percorso a volte poco agevole.

note tecniche:
Materiale: una serie di friends fino al 3. Doppi dallo 0,4 al 2 ( se si pensa di fare più artif di quanto indicato è preferibile triplicare le misure medie e avere anche un 4)
Esposizione: ovest incassato
Buona parte dei tiri è al riparo dalla pioggia ma può crearsi una colata di acqua in uscita da L3. Problema risolvibile con un passo di A1.

descrizione itinerario:
Attacco della via: un breve diedro/camino sulla cengia erbosa appena a sinistra
L1: salire il diedro giungendo ad una buona piattaforma dove si trova il primo spit. Affrontare la placca via via più facile man mano che ci si alza raggiungendo la sosta su una cengia. 40 m 6b+ 8 spit lungo il tiro. Tiro ancora sporco di licheni nei primi metri di placca.
L2: ora si abbandona la placca portandosi a sinistra contro la parete strapiombante. Con passaggi delicati raggiungere un buon riposo. Tramite una provvidenziale cornice attraversare a destra fino ad un piccolo diedro che sale ( passo non liberato, A0) raggiungendo delle buone prese. Dall’ultimo spit ancora un moviemento delicato consente di ribaltarsi sul terrazzo di sosta. 20 m 7b/ A0, 10 spit
L3: fenomenale fessura atletica e continua. Dal suo termine un muretto a tacche (spit) difende l’arrivo in sosta, leggermente spostata a sinistra su una cengia spiovente. 30 m, 7a, 2 spit.
L4: breve tiro in placca che inizia verso destra per poi raggiungere la sosta tornando a sinistra. 15 m, 6b, 3 spit
L5: salire il diedro sulla sinistra e superare il tetto (spit) con un passo atletico ma non difficile. Alzarsi qualche metro, traversare a destra ( spit) e salire fino sotto un piccolo tetto. Continuare obliquando verso destra superando uno spigolo e raggiungendo la cengia dove vi è la sosta. 30 m, 6a+, 2 spit
L6: salire il breve diedro che porta all’albero nei pressi di una profonda nicchia ( spit).
Entrarci dentro ( delicato, ancora sassi instabili) e salire nel camino via via più stretto e aggettante in fuori. Ribaltarsi all’esterno (spit)seguendo la fessura strapiombante ( tratto di alcuni metri non ancora liberato, A1) fino a che il bordo inferiore non consente una progressione più facile. Continuare nella fessura fino al netto bordo orizzontale che segna la fine della parete e della via. Sosta appena usciti dalla parete. 30 m, 7a/A1, 3 spit

Doppie: da S6 a S5 con un pendolo. Da S5 a S3 piazzando un friend e/o moschettonando uno spit di L4. Da S3 a terra

altre annotazioni:
Apritori: Marco Appino , Umberto Bado - Settembre 2016