Martellot e Mulinet (Creste) da Forno Alpi Graie, traversata integrale

L'itinerario

difficoltà: D+ :: :: :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 1219
quota vetta (m): 3429
dislivello complessivo (m): 2700

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: teo
ultima revisione: 11/07/16

località partenza: Forno Alpi Graie (Forno Alpi Graie , TO )

punti appoggio: Rifugio Daviso

note tecniche:
Lunga e remunerativa traversata che unisce la classica Cresta di Mezzenile (seppur solitamente percorsa nel verso opposto, quello S-N) all’inedita parte tra il Col Girard e la Sella di Groscavallo.
Qualche friend medio, fettucce e cordoni, qualche chiodo per attrezzare eventuali c.d., piccozza e ramponi, corda da 60m (con due corde le c.d. dal Campanile sono facilitate, altrimenti prevedere l'attrezzatura di doppie intermedie. Per i brevi tratti sulla cresta da fare in assicurazione una corda basta e avanza).
Difficoltà: D+ con la salita al Campanile di Mezzenile, il resto AD+.

descrizione itinerario:
Da Forno Alpi Graie raggiungere il Rifugio Daviso.
Dal rifugio Daviso seguire il sentiero tracciato e segnato con bolli rossi che sale immediatamente a monte della costruzione e che conduce verso il Colle della Fea.
Ben presto si incontra un bivio segnalato, prendere la diramazione sx che conduce al Col Girard (3034m, 2h), detto anche “Talancia”. L’ultimo tratto ripido tocca i 50° in presenza di neve.
Dal colle salire immediatamente a sx sul crestone di blocchi e sfasciumi toccando, senza alcuna difficoltà tecnica, la Punta Clavarino (3260m). Dalla vetta abbassarsi verso il Colle Martellot (3153m) traversando verso la serie di torrioni che difendono il versante Nord-Est del Dome Blanc du Mulinet (dalla Clavarino ci si può anche abbassare sul ghiacciaio francese risalendo alla base del primo torrione tramite una stretta cengia di sfasciumi e roccia pessima).
Quest’ampio versante è caratterizzato da una successione di risalti, torrioni e canali separati da nervature rocciose. Superare il primo ripido torrione caratterizzato da blocchi di roccia buona (III), seguire quindi l’evidente cresta traversando verso un gendarme di roccia giallastra.
Più o meno alla sua base scavalcare a sx un colatoio e portarsi nel centro dell’imponente parete, formata da una successione di risalti, cenge e blocchi. Superarla senza grosse difficoltà toccando il crestone finale che in breve conduce in vetta al Dome Blanc du Mulinet (3387m).
Da questo abbassarsi brevemente alla Brèche Corrà e superare quindi su roccia ottima (III+) l’estetico torrione che forma il Dome Noir du Mulinet (3391m).
Proseguire facilmente alla Brèche Mathieu e risalire senza difficoltà alla Punta Martellot (o Roc du Mulinet) (3452m).
Per il pendio formato da lose e pietre abbassarsi alla Sella del Mulinet (3325m), dalla selletta traversare pochi metri sul versante italiano e risalire una bella parete ripida ed articolata, con divertente arrampicata su roccia buona (III+) portarsi alla base del risalto che forma la vetta della Dent d’Ecot (3402m), vincerlo sfruttando una serie di belle lame e fessure e con ripida e bella arrampicata (III+) toccare il punto sommitale (volendo il torrione della Dent d’Ecot è aggirabile sulla dx, versante francese, per una cengia di blocchi).
Da qui aiutandosi con due corde doppie da 25m giungere alla Sella di Groscavallo (3352).
Salire quindi alla Punta di Groscavallo (3423m) da dove inizia la classica traversata della “Cresta di Mezzenile” in direzione N-S. Dalla Groscavallo scendere facilmente e poi iniziare la traversata per cresta toccando varie quote (iniziale 3352m , finale 3407) e con vari saliscendi, vincendo passaggi più o meno difficili con difficoltà di III-III+ (caratteristico il verticale camino subito dopo la Groscavallo).
Alla fine della cresta traversare su terreno ripido (versante francese) verso il versante Sud della Punta di Mezzenile (3429m) e raggiungerne la vetta per una bella placca appoggiata incisa da una fessura gradinata.
Ridiscendere la placca e abbassarsi sulla cresta fino a una spaccatura caratterizzata da una ripida lama di roccia ottima.
Scenderla arrampicando per una quarantina di metri (III+) portandosi al di sotto del Colletto di Mezzenile, alla base del Campanile o Uja di Mezzenile (3420m) (un vecchio chiodo).
Salire la ripida parete (50m circa) e superando un difficile passaggio, V grado, arrivare sull’aereo Campanile.
Tempistiche: 10 ore dal rifugio alla vetta del Campanile (1700 m di dislivello), di cui 2 h per giungere al Col Girard.

DISCESA:
Dalla vetta del Campanile scendere sul versante del Canale della Gura con 2 corde doppie da 50m (qualche rischio d’incastro per la prima) e con un esposto traverso pervenire al Colle di destra della Gura (3340m). Se si dispone di una sola corda o si attrezzano più doppie o conviene forse scendere di nuovo alla base del Campanile e risalire alla Punta di Mezzenile e da questa scendere sul versante francese.
Una volta sul ghiacciaio superare l’evidentissimo Col du Grand Mean posto alla fine delle propaggini che scendono dall’Uja della Gura e di qua ci sono due possibilità.
La prima è salire al Colle di Santo Stefano (3228m) e, scendendo sullo sperone centrale di roccia, raggiungere il ghiacciaio sud del Mulinet (quasi sempre utile una corda doppia per superare la terminale).
Passando per i dossi morenici dove sorgeva il distrutto bivacco Rivero reperire la traccia di sentiero (dosso di sx faccia a valle) che conduce al ristrutturato ma poco confortevole bivacco Ferreri-Rivero e quindi a Forno.
La seconda possibilità è traversare lungamente in direzione sud sul vasto ghiacciaio francese, aggirare l’evidente prua rocciosa della Punta Francesetti e salire alle Cime di Piatou (3298m, risalita di circa 200m dal ghiacciaio) e divallare in Sea pernottando eventualmente al bivacco Soardi-Fassero (2297m). Quindi a Forno. Giro lunghissimo ma privo di difficoltà o pericoli oggettivi.


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