Rocciamelone Anello da Malciaussia per il rif. Tazzetti, discesa dal rif. Ca d'Asti

sentiero tipo,n°,segnavia: Segnavia semplice di colore bianco-rosso
difficoltà: EEA :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1805
quota vetta/quota massima (m): 3538
dislivello salita totale (m): 2000

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Maurix88
ultima revisione: 03/08/15

località partenza: Malciaussia (Usseglio , TO )

punti appoggio: Rifugio Albergo Vulpot (1805 metri, tel. 0123 83771), Rifugio Tazzetti (2642 metri tel. 0123 756165)

cartografia: IGC 103 ROCCIAMELONE - UJA DI CIAMARELLA - LE LEVANNE Alte Valli di Lanzo oppure Valli di Lanzo e Moncenisio (G. Berutto)

accesso:
Da Torino prendere la SP1 per Lanzo e proseguire per la valle di Viù mediante la galleria che si incontra svoltando a sinistra sulla strada. Giunti a Viù si esce dal paese, si percorre un breve tratto della strada in discesa e poco prima di un bivio che conduce ad un ponte, svoltare a destra proseguendo per Usseglio dunque per Margone ed infine per la frazione di Malciaussia. Giunti a destinazione si può parcheggiare nei pressi dell'Albergo Vulpot o costeggiando il piccolo lago artificiale.

note tecniche:
Ho voluto integrare il già esaustivo itinerario 3917, descrivendo il percorso inverso.
Considerando le energie da impiegare, ritengo sia mentalmente meno dispendioso, in particolare per il tratto in discesa.
A livello tecnico:
- Non è fondamentale l'uso dei ramponi da ghiaccio ma non guasta portarli con sé specie se si vuol tentare di tagliare la salita lungo il ghiacciaio passando maggiormente in direzione Nord anziché percorrendo il tratto più lungo a NNO.
- Se si decide di spezzare l'anello in due giorni conviene pernottare al rif. Ca d'Asti
- Considerata la lunghezza del percorso è bene portarsi una buona scorta di acqua e cibo.
- Il percorso complessivo, eventuali pause incluse, può variare dalle 12 alle 14 ore.
Sul sentiero di andata:
- In caso di salita trafficata sul col della Resta c'è il rischio di caduta di detriti
- Attenzione alla salita sulla cresta, in quanto, considerando l'altitudine, l'ossigeno comincia ad esser carente e dunque c'è la possibilità del cosiddetto mal di montagna.
Sul sentiero di discesa:
- Attenzione alla prima parte del sentiero di discesa che conduce al rif. Ca d'Asti e nell'attraversare le piccole cascatelle che dal citato rifugio si incontrano sul sentiero verso la destinazione finale

descrizione itinerario:
Dal rifugio Vulpot si può proseguire a piedi sulla strada ormai sterrata superando le case sulla destra facenti parte delle Grange di Pietramorta. Poco dopo si supera l'immissario del lago passando su un ponticello. Subito dopo, si incontra un segnavia verticale che indica un bivio: prendere il sentiero sulla destra che conduce al rif. Tazzetti (2:30 h). Ad eccezione dell'attraversamento di un ponticello di legno il percorso si sviluppa su un sentiero quasi pianeggiante nella fase iniziale per poi gradualmente incrementare di pendenza.
Giunti al rifugio Tazzetti superarlo in direzione Ovest e riprendere il sentiero che conduce al col di Resta (3183 metri). Qui prestare attenzione allo sfasciume che si incontra lungo la parte finale poco prima di incontrare il ghiacciaio.
Raggiunto le Glacier de Rochemelon, percorrerlo in direzione SSO per poter attaccare la cresta in direzione NNO e rendere più facile la salita in vetta. Prima di attaccare la cresta si supera una selletta a circa 3200 metri.
Si giunge infine alla vetta dove è possibile pernottare presso il bivacco Santa Maria e ammirare lo stupendo panorama che offre la montagna (3:00 h circa dal rif. Tazzetti).
Incominciare la discesa percorrendo il sentiero che si trova a SSE subito sotto il bivacco. Aiutarsi con le corde fisse lungo il tratto iniziale e prestare attenzione in caso di condizioni meteo non troppo favorevoli.
Giunti al Ca d'Asti scendere percorrendo il sentiero di destra avendo il rifugio alle spalle: si incontra un bivio (<-- Malciaussia, La Riposa -->), dove, parzialmente nascosto a sinistra, vi è il cartello per Malciaussia. Da lì si cammina lungo il sentiero che si sviluppa su erba e a tratti su roccia e si tiene sempre ad una quota compresa tra 2300 e 2500 metri lungo il versante della Valle di Susa. Si superano alcune cascatelle alcune delle quali in discesa. Talvolta richiedono facili passaggi in disarrampicata.
In caso di frane recenti è possibile che qualche segnavia venga rimosso. Superare sempre la cascatella e proseguire mantenendo la stessa quota al fine di ritrovare facilmente i segnavia successivi. Uno degli ultimi punti impegnativi (e di salita) è il Passo della Capra a causa del sentiero un po' franoso.
Si raggiunge il rifugio Ravetto dove è possibile pernottare; proseguendo in pochi minuti si arriva per l'ultimo tratto in salita al colle della Croce di Ferro. Tenendosi in direzione Est rispetto alla croce, si trova il bivio che dal colle conduce al Lago di Malciaussia (lo si scorge subito dopo aver percorso pochi passi) per facile sentiero lastricato (1:30 h circa dal colle).
Complessivamente, dal rif. Ca d'Asti occorrono circa 4 h per completare la discesa.
Si scende sul versante della Valle di Susa, contornando le pendici del Monte Palon, avendo l'accortezza di non scendere troppo, ma di seguire la traccia che si mantiene in quota a circa 2300 m., che conduce al Passo della Capra, punto un po' problematico per il sentiero franoso. Superatolo si prosegue senza difficoltà passando sotto Muret e Brillet e raggiungendo il sentiero del Rocciamelone che sale dalla Riposa.

altre annotazioni:
Questa montagna, ritenuta per lunghissimi anni la più elevata d'Italia per l'alone di superstizione e di fede di cui era circondata, è stata conquistata dal nobile Bonifacio Rotario d'Asti il 1° settembre 1358 per sciogliere un voto fatto quando era prigioniero dei turchi. In questa ascensione, la prima conosciuta, il Rotario portò sulla vetta un trittico di metallo conservato attualmente nella cattedrale di Susa.
Alla storica salita è legata anche la prima costruzione di un ricovero, la Cà d'Asti, eretta con il preciso scopo di favorire la salita alla sua vetta.
In prossimità della cima del Rocciamelone furono erette varie cappelle, l'ultima delle quali, costruita in muratura a cura della Giovane Montagna di Torino nel 1923, ha ai lati due locali, uno dei quali, sempre aperto, costituisce il Rifugio Santa Maria con 25 posti letto.
Sul culmine vi è una grande statua della Madonna inaugurata il 28 agosto 1899, dovuta, come ricorda la targa sistemata sul basamento, alle offerte di 130000 bambini italiani. Per la facilità e comodità dell'accesso è una delle montagne più frequentate del Piemonte. Il panorama è grandioso.
(fonte: www.cailanzo.it)


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