Naufrago (Parete del) Via Calice del Principe

L'itinerario

difficoltà: 6b :: 6a+ obbl ::
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 1500
sviluppo arrampicata (m): 180
dislivello avvicinamento (m): 300

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: teo
ultima revisione: 18/06/16

località partenza: Groscavallo (Groscavallo , TO )

bibliografia: G.C.Grassi

vedi anche: https://rocciatorivaldisea.wordpress.com/vie-nuove-e-riattrezzamenti/

accesso:
Forno Alpi Graie - stradina di Sea - seguire il sentierino per circa 15 minuti e reperire sulla destra una pietraia. Risalirla pietraia e costeggiare verso destra la parete del Naufrago per tracce di sentiero fino a una zona terrazzata dove scorre dell’acqua di risorgenza, superarla e entrare tra le piante, giungendo sotto la coppa del calice rovesciato. (300m, 45 minuti)

note tecniche:
Soste riattrezzate nel giugno 2016, il resto della via da proteggere, ma utilizzando alcuni fix di altre linee.
Prevedere 2 serie di friends BD fino al n°3, un paio di microfriend e un n°4 utile per l’ultimo tiro.

importante:
Il Vallone di Sea si colloca in un ambiente prettamente alpino, austero e severo. Le pareti di roccia, sulle quali viene praticata l’arrampicata, si collocano ad una quota variabile tra i 1500 m e i 2700 m. L’avvicinamento varia dai 45-60 minuti per le strutture più vicine fino alle due ore e oltre per quelle ubicate nei posti più reconditi. Fondamentale essere sempre aggiornati sulle previsioni metereologiche prima di intraprendere qualsiasi scalata.
Gli interventi in progetto o già realizzati dall’associazione Rocciatori Val di Sea non hanno l’intento di “mettere in sicurezza” gli itinerari del Vallone bensì di cercare di sostituire, almeno in parte e nei limiti del possibile, l’attrezzatura presente considerata vetusta e soggettivamente non più affidabile. Nessuna delle vie del Vallone presenta o presenterà una chiodatura “plaisir” e nessuna ha subito o subirà una chiodatura integrale a fix. La pubblicizzazione, il rinnovamento o piazzamento di attrezzatura non implica che l’associazione, o chi per essa, intenda arrogarsi la custodia o la manutenzione del luogo e di quello che vi è collocato, né che garantisca la “sicurezza” o l’esclusione di incidenti dovuti a cedimenti di chiodi, protezioni fisse, massi ecc.. Si precisa che l’opera intrapresa NON ha fini di lucro o commerciali ma solamente l’intento di riportare alla luce vie oggi dimenticate.
E’ pertanto esclusivo onere dell’arrampicatore, che percorrerà tali vie, valutare con occhio critico lo stato della chiodatura in loco, eventualmente sostituendo o integrando parte degli ancoraggi fissi (quali ad esempio cordoni, maillon rapide, chiodi tradizionali) ed intraprendendo la scalata solo se ritiene di possedere adeguate capacità tecniche-psico-fisiche (capacità a proteggersi con mezzi amovibili, capacità di valutazione e ricerca del percorso). Essendo inoltre le strutture rocciose soggette ad assestamenti e potenziali crolli l’arrampicatore dovrà essere in grado di verificare con occhio critico eventuali lame o blocchi instabili, rinunciando alla scalata in caso di pericolo.

descrizione itinerario:
Tre varianti di attacco:
a) Portarsi sul pulpito al centro della coppa e proseguire nel bosco per circa 50m e poi per una rampa erbosa ascendente verso sinistra fino a diventare una gradinata raggiungendo la base del camino “Flared Chimney” che si supera arrivando sul pulpito alla base dello “stelo” (6a+). (variante originale - sconsigliata)
b) Fare il primo tiro della via “Tra Parentesi” (6C) e il secondo per il camino Flared Chimney (6a+) come variante a.
c) Fare i primi due tiri della via “Arabesque” per portarsi sul pulpito alla base dello “stelo”. (V+)

L3) Salire il tiro della via “Tra Parentesi” (numerosi fix) fino al termine dello stelo e qui proseguire dritti sul muro fino al diedrino prima della cengia (1 passo artificiale). Ribaltarsi sulla stretta cengia dove si trova una grande lama, traversare a dx fino alla sosta con 2 fix più cordone (6b+, A1).
L4) Traversare a dx sulla cengia fino al termine superando la sosta di Flutti Magici, in leggera discesa arrivare sullo spigolo, doppiarlo e salire qualche metro in fessura uscendo a dx su un gradino con lama, con un esposto traverso arrivare su dei gradini alla base di una evidente fessura rovescia. (V grado esposto).
L5) Salire la fessura rovescia e per la lama alla sommità andare verso destra ribaltandosi su una cornice orizzontale che si segue fino cengia con albero. (V+).
L6) Salire fessura-lama giallastra, poi traverso per gradoni fino a un fix. Salire verso sx fino alla base di un arbusto. Seguire fessura a incastro, raggiungere un gradino e poi seguire una rampa verso destra. Raggiungere la sosta posta a sx del tetto sommitale. (V+/6A).
Volendo si può raggiungere sommità della parete, ma bisogna poi scendere a L6 per le doppie.

Discesa in quattro doppie:
1 - dalla sosta di L6 alla cengia di L5.
2 - scendere verticalmente sulla via “Storie di Sea” fino alla sosta attrezzata.
3 - con una lunga doppia, leggermente verso destra fino alla larga cengia con alberi (quella della variante a di attacco).
4 - calarsi per una ventina di metri fino alla base (su albero).

altre annotazioni:
G.C. Grassi e I. Meneghin - 1984