Verzel (Punta) da Issiglio

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 484
quota vetta/quota massima (m): 2406
dislivello salita totale (m): 2200

copertura rete mobile
tim : 100% di copertura

contributors: Blin1950
ultima revisione: 10/06/14

località partenza: Issiglio (Issiglio , TO )

punti appoggio: Rifugio Fornetto

cartografia: Mu Edizioni - Cata della Valle Sacra

bibliografia: CAI-TCI Emilius Rosa dei Banchi

accesso:
Da Ivrea sulla SS 565, direzione Castellamonte, prendere uscita di Pramonico e raggiungere Baldisssero Canavese, proseguire per la Valchiusella; giunti al ponte sul Torrente Chiusella, si prosegue senza svoltare, in direzione Issiglio, al successivo bivio, svoltare a destra e raggiungere la piazza del ponte sul Savenca, dove si parcheggia negli appositi spazi.

note tecniche:
Il percorso descritto propone la salita partendo dalla piazza del ponte sul Savenca per sentieri, sterrate e alcuni piccoli tratti di asfalto fino a Caretto superiore, quindi si sale la dorsale del Monte Calvo, discesa al Colletto di Sale, risalita su dorsale del Pian delle Nere fino alla baita Frera 1457 m.
Da questo punto si segue il sentiero dell’itinerario normale di salita al Verzel; in discesa si può seguire la cresta spartiacque ad est fino all’ometto di Punta Rocce Bianche, m. 2156, discesa al sottostante colle con strada della cava, leggera risalita alla Punta Frera o Paradiso e discesa alla baita Frera completando il percorso in dorsale.
Sviluppo del percorso, 30 km circa e 2200 m. di dislivello complessivo.

descrizione itinerario:
Dalla piazza di Issiglio, sul bordo del Torrente Savenca, Prendere un viottolo all’altezza della palina GTT, che immette su una strada interna da seguire e dopo una curva e un breve tratto rettilineo si immette su un’altra strada da seguire a destra; all’altezza di un pilone votivo, andare a destra uscendo dall’abitato su una sterrata pianeggiante.
Dopo circa 80 metri, a sinistra si stacca un sentierino che con alcune giravolte raggiunge in breve la pista dell’acquedotto; risalire la pista che porta nei pressi di una baita, salire a destra in verticale si arriva ad un prato ed in alto verso destra, riprendere la pista che risale il bosco e va a sbucare nei pressi di una curva della provinciale.
Seguire verso destra la nuova pista e dopo 80 metri circa a sinistra sale un sentiero ampio che giunge nei pressi di una baracca da cantiere; seguire la pista che raggiunge la provinciale poco prime della Chiesetta della Madonna della Neve.
Dopo la chiesa a destra parte una strada asfaltata da non seguire, seguire invece la pista che si incontra pochi metri dopo che aggira una gobba boscosa si avvicina nuovamente alla provinciale per virare a est ed aggirare il dosso boscoso di Mieran e raggiunge la provinciale nei pressi della Cappella d’Iere.
Attraversare ora la provinciale e iniziare a percorrere una pista che aggirando in leggera discesa e dietro una casa colonica, (tratto breve senza traccia fino a riagganciare la nuova sterrata)la sommità quotata 778 e rientra sulla provinciale un po’ più a monte, al termine piegare a sinistra e risalire nel bosco puntando alle case Tarlin, rientrare su asfalto nel tornante e percorrerlo fino al tornante successivo dove andando leggermente a destra ci si immette su una nuova pista che aggira tutto il versante nord del Truc Cravaria e quando interseca una nuova sterrata, andare a sinistra ed in breve si giunge al colletto nei pressi del Truc Cravaria.
Piegando a destra seguire la sterrata per circa 600 metri, in corrispondenza di grosse piante di faggi, a sinistra una evidente traccia risale nel bosco e arriva dietro le case di Caretto superiore vicino ad una fontana attigua a due "Crutin" e pilone votivo.
La sterrata conduce in breve alla strada asfaltata del "Palasot", attraversarla e risalire la traccia di sentiero sul versante opposto; nei pressi di una baita, salire a destra seguendo la traccia che percorre tutta la dorsale che su percorso facile e molto panoramico porta alla vetta del Monte Calvo.
Discesa al sottostante Colletto di Sale, m. 1274, risalire lato opposto, tagliare la strada e risalire il largo dorsalone del Pian delle Nere e raggiungere la baita Frera, nei pressi della fontana e le annesse indicazioni, 1457 m.
Dall'Alpe Frera si risale la strada sterrata e con alcuni tagli di tornanti, si raggiungono le baracche della ex cava di quarzo. Seguire il cartello, posizionato di fronte a monte, che indica di salire a sinistra e dopo circa 200 m una freccia rosso-bianca indica di deviare ancora a sinistra e passando le baite Pistone inferiori e superiori, seguendo i segni si giunge al Rifugio Fornetto 2148 m.
Dietro al rifugio seguire il sentiero che piega a sinistra, supera il piccolo rio e raggiunge l’erbosa dorsale sud del Verzel; seguendo sempre le indicazioni e la traccia del sentiero, si raggiunge in breve la Punta Verzel.
Discesa lungo il percorso di salita, contornando a sinistra, in discesa, il Monte Calvo, poco dopo il Colletto di Sale, oppure per completare il percorso scendere lungo la cresta est, aggirando a sud i passaggi più ostici su spuntoni rocciosi e raggiungere con alcuni saliscendi il grande ometto della Punta di Rocce Bianche, 2156 m, successiva discesa al colletto della cava, 1866 m, breve risalita alla Punta Frera o Paradiso, 1895 m e discesa all’Alpe Frera a ricongiungersi col tracciato di salita.

altre annotazioni:
La Punta Verzel, è di fatto il punto di divisione o d’incontro di tre valli: a nord-ovest il vallone di Codebiollo o Verdassa, a nord-est il Vallone del Savenca ed a sud la Valle Sacra. Issiglio rappresenta l’inizio del Vallone del Savenca, in quanto il torrente poche centinaia di metri oltre il paese si immette nel Torrente Chiusella.
L’idea era quella di salire l’ideale linea dalla cresta spartiacque Sacra-Savenca; la parte medio alta da Caretto superiore alla vetta del Verzel è abbastanza ben definita e quindi facilmente percorribile, mentre per la parte in basso, Truc Cravaria-Sarauta-Bric di Muriaglio-Truc del Tossico, la percorrenza diventa un’impresa ardua per via del fatto che il territorio è quasi completamente ricoperto da fitta boscaglia.


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