Cortenero (Alpe) da Mondelli

sentiero tipo,n°,segnavia: Sentiero B24
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1181
quota vetta/quota massima (m): 2036
dislivello salita totale (m): 855

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: emanuele_80
ultima revisione: 22/08/13

località partenza: Mondelli (Ceppo Morelli , VB )

accesso:
Da Milano si percorre tutta la A26 fino a Gravellona Toce e quindi si prosegue sulla superstrada statale 33 fino all'uscita di Piedimulera. Da qui si risale la strada della Valle Anzasca fino a poco oltre Ceppo Morelli, dove si devia a destra per Mondelli. Piazzale con pochi posti a fine strada.

note tecniche:
Gita in uno degli angoli meno conosciuti della valle Anzasca, che porta a raggiungere un lontano alpeggio ormai da lungo tempo abbandonato. La vicinanza del Monte Rosa e di altre località molto più panoramiche sulla sua celebrata parete est indirizzano l'interesse di questa escursione soprattutto al campo etnografico. Tutte le baite dell'alpeggio presentano una caratteristica costruttiva unica in questa area geografica popolata da genti di origine walser: la copertura del tetto - in assenza di legname e in abbondanza di roccia - è una volta a botte in pietrame a secco che si autosostiene col proprio peso. Rimarchevole anche l'aspetto botanico, per l'estensione inusuale della copertura a rododendri e ginepro nano.

descrizione itinerario:
Dal piazzale di Mondelli, seguendo le sempre ben presenti indicazioni a vernice, si attraversa su lastricato il piccolo abitato (notevole il palazzetto "Casa degli specchi") fino a ritrovarsi - dopo un oratorio - su di una mulattiera fra i prati. Ben presto si raggiunge un bivio, dove si imbocca il sentiero di destra che inizia una lunga e costante salita in un faggeto. Percorso a brevi tornantini un canalone boscoso, se ne esce verso sinistra e, dopo un traverso ascendente, si sbuca fra le ginestre alle poche baite dell'Alpe Motto. Si prosegue di nuovo fra gli alberi (diminuiscono i faggi e aumentano i larici) per portarsi ad una serie di ripide radure comunicanti: molto caratteristica è l'estensione della copertura completa del pendio dapprima da parte di ginepro nano e poi - con breve transizione mista - di rododendro. Bruscamente il sentiero spiana e raggiunge un crinale erboso: a sinistra le baite rimodernate dell'Alpe Colla e a destra una piccola cappella isolata con rustico altare all'esterno. Attraversato in discesa l'agglomerato di abitazioni, si affronta un lungo traverso a saliscendi in direzione est che, scavalcati alcuni valloni secondari con torrenti e cascatelle, si porta a raggiungere la mimetica Alpe Cortenero, costruita alla base di una colata di massi e ben integrata nei loro spazi: una delle baite, donata nel 1981 al CAI Macugnaga, è stata adattata a piccolo bivacco.
Ritorno per la via di andata. (da www.inalto.org)