Gialla (Torre) o Torre della Tigre Micromega

difficoltà: 6b+ / 6a obbl / A2
esposizione arrampicata: Nord
quota base arrampicata (m): 1850
sviluppo arrampicata (m): 120
dislivello avvicinamento (m): 600

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: block65
ultima revisione: 01/08/13

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: Albergo Savoia Forno Alpi Graie

cartografia: Alte Valli di Lanzo - Escursionista editore

bibliografia: Sogno di Sea- G.C.Grassi 1988 (esaurito)

accesso:
Salire fino al pianoro di Balma Massiet dove vi è il circuito di massi detto Polvere di Stelle. Di qui, dopo il masso dell’Asteroide, continuare pochi metri sul sentiero fino a un guado segnalato che, con un balzo tra due sassi, permette di passare sulla destra idrografica, nei pressi dei monotiri tracciati sui massi del Settore Grimpeur. Salire tra grandi massi e guadagnare la conoide cha si apre tra il Bracciolo destro del Trono di Osiride e la Parete dei Titani, contornarla a destra al meglio per arbusti fino a quando non è possibile guadagnarne il ripido filo prativo con rododendri. Salirlo fino al torrente in secca che si può risalire tra massi instabili fino a giungere nei pressi degli attacchi delle vie dei Titani. Continuare a destra nel canale che si fa più ripido e si stringe. Salire tra massi e arbusti nel letto dell’impluvio di scolo fino a quando il canale è ostruito da un masso gigantesco che origina una caverna. Individuare allora a sinistra un orrido e ripido canale che s’innalza verso la parete a sinistra di uno sperone (parecchio malagevole), salirlo fino al culmine, nel punto in cui si sovrasta il canalone. Scendere brevemente fino a individuare un diedro d’attacco molto aperto e articolato (ore 1,50).

note tecniche:
Salita di arrampicata mista, di chiodatura difficile e avvicinamento complesso.

descrizione itinerario:
Iniziare sulla placca che lo delimita a destra 5b e 1 passo di 6b (o A0, chiodo) e dopo alcuni metri ribaltarsi sopra una cornice con passo delicato traversando verso sinistra in direzione dello spigolo 5b (allungare i rinvii). Salire direttamente e superare un diedrino liscio 5c, poi un muretto, uscendo in una zona maggiormente articolata, sostando su un terrazzino. Salire direttamente al meglio per una parete caratterizzata da diedri poco definiti e lame atletiche 5c senza via obbligata, ma scegliendo il percorso più logico e possibilmente meno difficile, afferrando poi, dopo una ventina di metri, un’evidente fessura orizzontale che brevemente permette di attestarsi alla base di un diedro 5b dalla roccia giallastra (sosta alla base da attrezzare). Salire per una fessura originata da una lastra 5b (atletico) e con gran spaccata abbandonarla, quando diventa intenibile, verso il fondo del diedro. Guadagnare la radice di un caratteristico tetto squadrato, seguendo un fessurino vago a sinistra (A2 faticoso su nut e chiodi; 2 staffe), poi vincere uno strapiombo fessurato con passo parecchio esposto A1, ribaltandosi su un gradino scomodissimo, dove si attrezza una sosta (chiodo lasciato). Di fronte, si innalza una placca che si vince passi di AO e A1, portandosi in grandissima esposizione sotto il muro giallastro e strapiombante finale, che dà il nome alla torre. Reperire una fessura spaccatura intasata da scaglie rocciose un po’ precarie e traversare 5b fino alla radice di una fessura che s’impenna sulla verticale salire un po’ in libera e un po’ in artificiale 6b+ e A0 o A1 per intero fino a quando è possibile con faticosi incastri uscire in libera 6a entrando a destra in una nicchia molto curiosa, superando lo strapiombo che la chiude 6a uscendo sulle cornici spioventi di vetta.

Discesa: portarsi sul ciglio del vertiginoso versante sud-sudest e disarrampicare per facili placche inclinate fino a una forcella posta sul lato est. Da un ancoraggio con cordoni calarsi nel canale-camino sottostante dalla parete strapiombante fino al fondo del canale detritico. Qui si reperisce un secondo ancoraggio e ci si cala fino alla base, dove vi è l’attacco dello Spigolo dei Cibernauti, scendere nel canalone ripido fino a un’impennata dove è meglio fare una doppia da arbusti; continuare e raggiungere un ostruzione costituita dal grande masso, che si supera con una doppia sulla paretina di sinistra (guardando dall’alto). Di qui si scende poi alla base dei Titani.

Materiale: La via è praticamente schiodata; in posto qualche chiodo ribattuto, 7 piantati e 1 lasciato. Due serie di friend fino al 3 bd, nut piccoli, una scelta di chiodi con due o tre piattine e lost arrow. Due staffe e cordoni.

altre annotazioni:
Prima salita: I.Meneghin. U.Manera, C.Sant'Unione 1983