Scandeiera (Cima) da Casterino per la Baisse de Peyrafique

tipo itinerario: su dorsale
difficoltà: BR   [scala difficoltà]
esposizione: Sud-Est
quota partenza (m): 1550
quota vetta/quota massima (m): 2705
dislivello totale (m): 1600

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura

contributors: pulici
ultima revisione: 10/06/13

località partenza: Casterino (Tende , 06 )

punti appoggio: Casterino

cartografia: IGC Alpi Marittime e Liguri 1:50000

accesso:
SS traforo del Tenda - S. Dalmas di Tenda - Casterino -

note tecniche:
itinerario semmpre panoramico, di elevatissimo pregio ambientale. Luoghi la cui bellezza è giustamente rinomata e non necessita di ulteriori panegirici. Consigliabile a fine stagione quando si può raggiungere in auto la Baisse de Peyrafique.

descrizione itinerario:
Da Casterino si raggiunge la Baisse de Peyrafique 2035 m ( inizia a sx il sentiero per il Colle del Sabbione (est, palina) e la Rocca dell'Abisso; in 15 min si raggiunge la Bassa di Barsenzana 2074m, palina. Si prosegue tagliando con un lunghissimo traverso in falso piano le pendici della Cima di Barsenzane (2410m) e della Cima del Sabbione (2610m). Dopo circa 1h di buon passo si perviene all'amplissimo Colle est del sabbione (trune, bunker, laghetti) e poco dopo a quello ovest, ai cui piedi, lato N, una conca ospita il bel lago della Vacca. Si attaccano gli ampi pendii della ns. meta (il sentiero compie parecchi brevi tornanti). A quota 2500m circa, sopra uno spallone, si lascia a dx il sentiero che prosegue verso il Col Vei del Bouc, transitando in traverso presso una lunga casermetta, e si prosegue invece per il crestone, che si impenna, inglobando sulla sua sx un ampia conca ad anfiteatro ubicata sotto la vetta (foggiata tipo Tete de Vallon Claus o Barre des Ecrins...). Alla medesima conca si perviene anche dalla cresta posta a sx, che appicca sul Vallon de Valamasque perimetrando un amenissimo canale valloncello pensile che confluisce nella predetta conca e che costituisce un'ottima e varia alternativa di discesa). Al confluire delle 2 predette creste si trova l'anticima: per la vera vetta, di poco più elevata, occorre traversare un brevissimo tratto in falso piano, pervenendo ad un'esposta selletta (a sx inizia la stretta e movimentata cresta rocciosa che conduce all'elegantissima trapezoidale Vernasca) con a dx paletto di legno su piccola elevazione a picco sulla casermetta citata (lato N).
Rientro per l'itinerario di salita, magari percorrendo l'altra cresta (come fatto dal sottoscritto) e/o il valloncello pensile.
Al rientro nei pressi dei laghetti del colle est sarà interessante affrontare i vastissimi e monotoni pendii della Cima del Sabbione, raggiungibile con una breve digressione (dalla vetta la cresta prosegue rocciosa verso le 2 cime di Peyrafica, i torrioni Saragat, conca che racchiude i 2 omonimi laghi, e la Rocca Abisso). Rientrati brevemente sui propri passi si percorre invece verso SE l'aerea, lunga ed elementare cresta che conduce alla Cima di Barsenzane e poi all'omonima Bassa indi all'auto, concludendo il bellissimo anello (cfr relazione di Giada alla Cima del Sabbione).