Marettimo Isola di (Egadi-Trapani) Cala Bianca

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
dislivello salita totale (m): 630

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: marco levetto
ultima revisione: 12/10/10

località partenza: Marettimo paese (Favignana , TP )

cartografia: disponibile presso il Museo del Mare di Marettimo

note tecniche:
Marettimo "la Sacra". In effetti l'antico toponimo greco dell'isola, citato da Polibio, era Hierà Nésos (Isola Sacra). Fin dall'antichità oggetto di insediamenti e teatro di feroci battaglie sulle acque circostanti, Marettimo garantiva approvvigionamento di legnami e acqua dolce ai marinai e ai soldati che dagli opposti schieramenti approdavano su di essa per rifornirsi, riconoscendo in una temporanea tregua durante tali operazioni la sacralità del luogo.
Romani e Cartaginesi, Vandali, Goti, Saraceni, Normanni, Svevi, infine i Borboni che utilizzarono il preesistente castello di Punta Troia come prigione per gli insorti dei moti carbonari (tra cui Guglielmo Pepe). E poi la mitologia: lo scrittore inglese Samuel Butler, che vide in Marettimo la leggendaria Itaca.
E infine i Marettimari, grandi pescatori di Tonni e Spada, poi emigranti e fondatori di una colonia divenuta famosa per perizia marinara in California, a Monterey, entrando di diritto nelle pagine di un John Steinbeck. Oggi gli abitanti continuano a vivere con i ritmi dettati dal mare, ma la pesca, non più principale sostentamento, è stata affiancata dal turismo. Non attendetevi tuttavia strutture alberghiere, nè grandi nè piccole, discoteche o altro: fortunatamente dai Marettimari troverete camere o alloggetti in affitto, qualche negozietto di alimentari, ristorantini dove mangiare pesce fresco, bar dove rilassarsi con un aperitivo, un piccolo Museo con la storia del luogo e dei suoi abitanti, taxi-pilotine per navigare intorno all'isola (meraviglioso il giro), scoprendo grotte, minuscole calette (con il pescatore potrete concordare l'orario per farvi venire a riprendere) e poi il trekking sui sentieri, i paesaggi dolomitici dei Barranchi, la vegetazione rigogliosa, gli animali selvatici, i rapaci, e naturalmente il mare con i fondali tra i più belli del Mediterraneo e non solo, ricchi di flora e fauna di stupefacente biodiversità. Pelagici, pesci di fondale, nudibranchi (i migliori fotografi subacquei professionisti vengono qui per fotografarli), le gorgonie visibili già a 20 metri, astroides e parazoanthos che si dispiegano coloratissimi davanti alla vostra torcia.
Insomma, se unite la passione per la montagna a quella per la subacquea, Marettimo è un paradiso.
Periodo: da aprile-maggio a ottobre, tempo e mare permettendo. Gli approdi di Marettimo infatti non sono completamente sicuri; con il Maestrale entra mare nello Scalo Vecchio, esposto a Nord, con lo Scirocco può divenire impraticabile lo Scalo Nuovo, aperto a Sud, con il Grecale gli abitanti accorrono a tirare in secco le barche e a parcheggiarle nelle strade come noi le automobili...Quindi occhio alla meteo e alla possibilità di rimanere anche isolati per qualche giorno!

descrizione itinerario:
Cala Bianca:
meravigliosa cala aperta a Sud tra Punta Mugnone e i poderosi, dolomitici Barranchi, dalle acque cristalline azzurro turchese e dal fondale bianco da far invidia agli atolli maldiviani. La sensazione è di immergersi in pochi centimetri di acqua mentre in realtà il fondale si trova a 10 metri. L'escursione proposta da terra è impegnativa nell'ultimo tratto, richiede passo sicuro e abitudine all'esposizione, riducendosi a tratti il sentiero ad un'esile traccia sospesa sopra un vuoto di 100mt a picco sul mare, dove non sono permessi errori. Essendo questo tratto esposto a Nord, è praticabile con vento di Scirocco, ma assolutamente sconsigliabile con raffiche di Maestrale. Ritorno per la medesima via (o con mare calmo, concordandolo preventivamente, tramite rendez-vouz con un pescatore che vi verrà a prendere a Cala Bianca.)
Itinerario:
Dallo Scalo Vecchio imboccare il sentiero per Punta Troia (N), percorrerlo sino ad un bivio (indicato) trascurando l'indicazione per il Castello e seguendo per Cala Bianca. Il sentiero sale con alcuni tornanti e passa sul versante Nord dell'isola (esposto a tratti, ma ampio e agevole). Appena affacciatisi sulla costa Nord il sentiero si biforca nuovamente (altra diramazione per il Pizzo Falcone + cartello con scritto "Cala Bianca chiuso, pericoloso", forse da scarico responsabilità), scende per 150 metri di dislivello e costeggia lungamente tutto il versante nord dell'isola. Nell'ultimo tratto prende nuovamente quota per c.a 100mt di dislivello, riducendosi talvolta ad un'esile e scomoda traccia su cenge molto esposte, che non permettono errori e arrivando infine, dopo un tratto nuovamente agevole, sopra il promontorio di Punta Mugnone, da cui è visibile 60mt più in basso Cala Bianca. Orario indicativo (concordo sul fatto che qui il tempo assume un'altra dimensione!): 2,30h.