Vallone di Sea - Quota 2576 della Leitosa I cavalieri del cielo

difficoltà: TD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Ovest
quota partenza (m): 1219
quota vetta (m): 2576
dislivello complessivo (m): 1357

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: block65
ultima revisione: 08/01/10

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: Albergo Savoia

cartografia: IGC serie Monti n° 103

bibliografia: Alpi Graie Meridionali - Guida ai Monti d'Italia CAI - TCI

note tecniche:
La quota 2576m è costituita da una robusta torre trapezoidale che chiude la testata del primo vallone della Leitosa, sulla costiera che va dal Bec di Mezzodì alla Cima di Leitosa. L'ambiente è severo e isolato, tra i più selvaggi delle valli piemontesi. Sulla parete ovest furono tracciate in passato due vie: la Caneparo - Rossetti e il "Respiro della Terra" (Grassi - Morittu - Berardino 1991). "I cavalieri del cielo" corre a destra dello spigolo percorso dalla via Grassi.

descrizione itinerario:
Scalata impegnativa e molto rude, su roccia a tratti poco solida, che supera in circa duecento metri di sviluppo il punto debole dell'evidente settore destro della parete, caratterizzato da strapiombi e tetti squadrati.
Accesso: Da Forno Alpi Graie salire fino al Santuario e uscire dalla cancellata perimetrale (richiudendo il cancello) imboccando una ripida traccia (cartello per Leitosa) che rimonta le balze rocciose che sovrastano la costruzione religiosa (ometti, bollini di vernice rossa, e bande di plastica). Seguire orizzontalmente la traccia, rimontare una pietraia e poi piegare a destra lungo una vaga pista che si porta alla base del secondo salto della "Cascata del Mulinello", tra blocchi di frana. Superare una zona con fitti ontani e poi una riva franosa (cautela), continuando per traccia non sempre visibile ma facilmente intuibile. Giungere sul margine di un esposto spalto roccioso, che domina il canale valanghivo sovrastante il masso di "Nosferatu" sul fondo del vallone di Sea. Scendere nel canalone (freccia di vernice rossa su masso) e risalire lungo una cengia alla base della "Parete del Nano" (freccia di venice rosa), salire quindi lungo la rampa tra gli ontani che occludono alquanto la traccia, e uscire in una zona più aperta entrando nel primo vallone sospeso della Leitosa ( a destra la profonda incisione della cascata "Sputa spettro gully" e la "Parete degli Hobbit". Risalire in direzione est (ometti)e invece di piegare a destra per il Gias Leitosa Primo, addossato allo zoccolo della Cresta della Cittadella, risalire faticosamente il fondo erboso e detritico del vallone fino alla base della evidente parete trapezoidale che ne chiude la testata (a sinistra l'elegante "Ago di Cleopatra" e la "Parete Nera"; ore 2 da Forno A.G.). L'attacco è a destra del marcato pilastro centrale che costituisce una sorta di nervatura esterna della parete (ometto).

L1: 30 m; diedro con ciuffi erbosi, poi lama verticale e placca 5c; S1 su friend
L2: 25 m; bella fessura e poi gradoni spioventi 5b; S2 su clessidre
L3: 20 m; fessura ad arco verso destra poi risalita a sinistra lungo lama affilata 5a; S3 su friend
L4: 25 m; tiro stupendo con roccia purtroppo non sempre solida, in camino e fessura fuori misura. Uscita di 5 metri senza protezioni su placca 5c+; S4 su nut
L5: 25 m, Spigolo sbilanciante non proteggibile per 4 metri 5b, poi traverso a destra sull'orlo di un tetto con roccia pericolosa (1 chiodo lasciato). Risalita per pilastrino appigliato, via via sempre pià strapiombante, e uscita su lame esposte 6a e 6b; S5 su buon terrazzo (nut+ clessidra).
L6: 20 m; la parete va ora abbattendosi e concede un pò di relax su placche senza via obbligata (max 4c). S6 su blocchi
L7: 20 m; facili blocchi accatastati ma con roccia pessima 4b (ometto di vetta).
Discesa:Seguire la cresta che si abbassa, seppura tra saliscendi, in direzione nord (passi di II°), fino a quando si raggiunge un evidente canalino roccioso - erboso che fiancheggia la cresta che scende in direzione ovest a costituire il culmine triangolare della Parete Nera (ometto lasciato). Abbassarsi disarrampicando per cirva 50 metri (doppia sconsigliata per il terreno friabile) e poi raggiungere una zona più aperta di ripidi pendii erbosi e barre rocciose. Scendere al meglio fino a un colletto, caratterizzato da un curioso e inconfondibile "fungo di roccia". Di qui calarsi per 50 metri (cordone lasciato in clessidra) approdando a facili fasce rocciose sulle quali si disarrampica (I° e II°)fino a guadagnare il fondo del primo vallone di Leitosa. Di qui rientrare lungo l'itinerario di salita.

Materiale: due serie di friend bd fino al 2; qualche stopper (non indispensabili ma utili per emergenza, cordoni chiodi e martello). In posto 1 solo chiodo e ometti a ogni sosta.