XII Torre di Brenta Spigolo NE, Via Fratelli Detassis

difficoltà: TD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 1518
quota vetta (m): 2990
dislivello complessivo (m): 1472

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: quelo64
ultima revisione: 01/09/09

località partenza: Vallesinella (Madonna di Campiglio , TN )

punti appoggio: Rif. Tuckett e Sella, 2272 m

bibliografia: G. Buscaini-E. Castiglioni, Dolomiti di Brenta, Guida dei Monti d'Italia CAI-TCI

note tecniche:
Bruno Detassis, il signore del Brenta, ha per primo salito questo affilato spigolo nel 1951 in compagnia del fratello Catullo. Fedeli alla massima che definisce l'alpinismo come la ricerca del facile nelle difficoltà, i fratelli Detassis deviarono a tratti dalla linea più diretta per evitare alcuni tratti verticali. Vent'anni più tardi, Andreolli, Casiraghi e Bazzi rettificarono la linea salendo integralmente lo spigolo. Il risultato è un'ascensione molto estetica che ha tutte le caratteristiche (difficoltà, esposizione e qualità della roccia) della grande classica.

descrizione itinerario:
Accesso:
dal parcheggio di Vallesinella (accessibile solo prima delle 9.45 o dopo le 18.30 la sera) si sale al rifugio Tuckett-Sella, 2272 m, in circa 1.30 ore. Si continua per la Bocca di Tuckett per circa 15 - 20 minuti. Raggiunto il nevaio in fondo al vallone, lo si attraversa e si sale a destra per neve e balze di roccia fino alla base dell'evidente torre, quella centrale del terzetto più verticale. Circa 2.30-3 ore totali da valle. Attacco a quota 2700 m circa alla base di una fessura obliqua a destra che solca la fascia basale della torre più o meno al centro. Attenzione, con neve dura o a fine stagione quando può esserci ghiaccio, meglio dotarsi di ramponcini ed una piccozza a testa, sia per l'accesso che per la discesa.

Relazione:
L1, 50 m, 4: si sale la fessura obliqua (1 chiodo) e si esce a sinistra in sosta su una comoda cengia. Sosta 1 su chiodo + clessidra
L2 : si attraversa facilmente a sinistra per 20 metri. Sosta 2 su clessidra
L3, 40 m, 5 e 5+ : si vince una pancetta (2 ch.) e si prosegue su parete nera fessurata (altri 2 ch.), uscendo a sinistra ad una piccola nicchia superficiale in una zona abbattuta. Sosta 3 su 2 chiodi.
L4, 40 m, 3 e 4- : si sale facilmente verso sinistra (1 chiodo) portandosi alla base di un diedro giallo sbarrato da un tetto. Sosta 4 su chiodo e clessidra.
L5, 50 m, 5 : si risale tutto il diedro con passi atletici (2 chiodi e 1 clessidra), sotto il tetto giallo si esce a sinistra sullo spigolo e si prosegue lungo il filo fino ad una sosta con 2 chiodi (attenzione all'attrito delle corde).
L6, 30 m, 4 : ancora lungo lo spigolo, scavalcando un pilastrino, fino ad una sosta su grossa clessidra.
L7, 50 m, 4 e 4+ : sempre lungo lo spigolo in bella esposizione. Sosta 7 su ballatoio sotto un salto giallo. 2 chiodi.
L8, 40 m, 5 e 5+ : si attraversa a sinistra alcuni metri e si supera il salto verticale per una fessura (3 chiodi), poi leggermente a destra (clessidra) si rientra sullo spigolo che si segue fino ad un terrazzino sotto il salto terminale. Sosta 8 con 2 chiodi.
L9, 20 m, 5+: si vince direttamente il salto strapiombante (2 chiodi alla base ed 1 brutto sul passaggio)e si sosta subito sopra su una spalla con grossi massi.
L10, 60 m, 3: si attraversa 15 metri a sinistra per la cengia e si esce in vetta per un camino con blocchi.

Discesa: sul lato sud della vetta, una prima calata da 30 m(maillon) depone dentro un canale ghiaioso, da cui con seconda calata da 30 metri alla Vedretta di Brenta superiore. Si scende quindi per ghiaie e saltini rocciosi a fianco della vedretta (ometti), raggiungendola a valle di un pendio più ripido. Si continua a scendere sul fondo del vallone, in parte su neve, in parte su ghiaie e roccette (bolli rossi), raggiungendo infine il sentiero SOSAT che, seguito a destra, riporta al vallone a monte del Rif. Tuckett. Circa 2 ore dalla vetta al rifugio.