Crozzon del Brenta da Vallesinella

Crozzon del Brenta da Vallesinella

Dettagli
Dislivello (m)
900
Quota partenza (m)
2213
Quota vetta/quota (m)
3135
Esposizione
Nord
Grado
D

Località di partenza Punti d'appoggio
Rif. Brentei

Note
FRITZ SCHNEIDER E ADOLF SCHULZ, 20 LUGLIO 1905.
L’ITINERARIO SI SVOLGE PER LO PIU’ SULLO SPIGOLO O POCO A DESTRA ( O ) DI ESSO, DOVE SONO POSSIBILI NUMEROSE VARIANTI E LE DIFFICOLTA’ SONO MINORI.
L’UNICO TRATTO OBBLIGATO E’ IL GRAN CAMINO CHE INCIDE LA MURAGLIA GIALLA A CIRCA 2/3 DALLA BASE. VIENE QUI DESCRITTO L’ ITINERARIO PIU’ CONSIGLIABILE E PIU’ SEMPLICE DA TROVARE, CHE SEGUE ABB. FEDELMENTE LO SPIGOLO.
DIVENTA, COSÌ, UNA SCALATA GRANDIOSA E CLASSICA ANCHE SE CON DIFFICOLTA’ DISCONTINUE, ALTERNANDOSI A ZONE DI ROCCE ROTTE E DETRITI, AI TRATTI D’ ARRAMPICATA, SPESSO IN CAMINI.
SI RICHIEDE, BUONA ESPERIENZA ALPINISTICA E SENSO D’ ORIENTAMENTO. DISLIVELLO 900 M. SVILUPPO DELL’ ARRAMPICATA 1150 M. DIFFICOLTA’ : IV°-, 2 PASSAGGI. IV°+.
Avvicinamento
Da Vallesinella salire al Rifugio Casinei (1825mt) e successivamente al Rifugio Brentei (2175mt) rispettivamente per i sentieri SAT 317 e poi 318. Qui si consiglia di pernottare per partire di buon’ora all’attacco della via. Dal rifugio si segue la traccia del 327 SAT sentiero Martinazzi. Inizialmente si scende e poi si risale dall’altra parte di un avvallamento. Si abbandona il segnavia 327 e si sale per esile traccia lungo il ghiaione detritico, puntando alla base dello spigolo nord del Crozzon.
Descrizione

SI ATTACCA QUALCHE METRO A SIN. DEL FILO SALENDO UN LARGO DIEDRO DI OTTIMA ROCCIA GRIGIA, E AL 1° TERAZZINO SI ESCE OBLIQ. A SINISTRA (IV). UNA FESSURA INCLINATA PORTA A DESTRA SULLO SPIGOLO, PER IL QUALE SI GIUNGE A UNA PRIMA GRANDE TERRAZZA DETRITICA. S
SI SALE A DESTRA DELLO SPIGOLO SU DETRITI E ROCCE ROTTE (TRACCE DI SENTIERO). DUE SUCCESSIVI RISALTI SI SUPERANO PER BREVI PARETINE SUL FILO DELLO SPIGOLO O POCO A DESTRA DI ESSO, SENZA VIA OBBLIGATA, FINO AD UNA SECONDA GRANDE TERRAZZA, SULLA QUALE SI TRAVERSA A SIN. ( TRACCE).
PRESSO IL FILO DELLO SPIGOLO SI VINCE LA FASCIA DI PARETI VERTICALI LUNGO IL PRIMO CAMINO A DESTRA DELLO SPIGOLO, LEGG. OBLIQUO, CHIUSO DOPO 40 M DA UNO STRAPIOMBO CHE OBBLIGA AD USCIRE IN PARETE E SPOSTARSI A SIN. VERSO UN MINUSCOLO TERRAZZINO SUL FILO DELLO SPIGOLO. AL DI LA’ DELLO SPIGOLO SI SUPERA UNA FESSURA OBLIQUA, EVITANDO A SIN. LO STRAPIOMBO CHE L’INTERROMPE (IV°-). SEMPRE PRESSO LO SPIGOLO SI SUPERANO ROCCE RIPIDE MA BEN ARTICOLATE (IV°-); ESSE PORTANO SUL CENGIONE, AL PIEDE DI QUELLA GRANDE MURAGLIA GIALLA, A 2/3 D’ ALTEZZA, CHE COSTITUISCE IL TRATTO PIU’ DIFFICILE DI TUTTA L’ ASCENSIONE. LA SI ATTACCA A DESTRA DELLO SPIGOLO, SALENDO DAPPRIMA PER UN CANALINO OBLIQUO A DESTRA (III°+), FINO AD UNA NICCHIA.
SI PERCORRE VERSO SIN. UNA STRETTA CORNICE E, SUPERANDO UNA PARETINA VERTICALE (IV°+, CHIODO), SI SALE OBLIQUANDO A SIN. FINO AL GRANDE CAMINO CHE INCIDE TUTTA LA MURAGLIA, RAGGIUNGENDOLO NEL PUNTO IN CUI SI APPROFONDISCE. LO SI RIMONTA CON ARRAMPICATA PIUTTOSTO FATICOSA, SUPERANDO ALCUNI STRAPIOMBI: DAPPRIMA SUL FONDO, POI SULLA PARETE E NEL RAMO DI DESTRA (A SIN. CH., MA SPESSO BAGNATO), E DA ULTIMO ANCORA IN SPACCATA NEL CAMINO ( 60 M, IV ) SI ESCE SU UNA TERRAZZA DETRITICA, CHE RIPORTA SULLO SPIGOLO.
L’ULTIMO SALTO DI ROCCE SI PUO’ SUPERARE PER LA BELLA PARETE IMMEDIATAMENTE A SIN. DELLO SPIGOLO. OPPURE NEL MODO SEGUENTE: SI SALE UNA PARETINA SEGUITA DA UN DIEDRO ( 25 M ), CON SOSTA A DESTRA SU UN TERRAZZO CON MASSI. SI ESCE A DESTRA E SI SALE OBLIQ. VERSO SIN. ( 30 M ) A UN TERRAZZO PROPRIO SULLO SPIGOLO. SI TRAVERSA QUALCHE METRO A SIN, SI SALE DIRITTO PER CIRCA 20 M ( NON OLTRE, PERCHE’ LE ROCCE SONO FRIABILI ) E VERSO DESTRA SI TORNA SULLO SPIGOLO A UNA CENGIA SOTTO UN CARATTERISTICO TETTO. SI TRAVERSA CIRCA 15 M A DESTRA E DA UNO SPUNTONE SI SALE PRIMA DIRITTO, POI OBLIQUAMENTE A SIN. ( 15 M, UN CHIODO ) PER PORTARSI NEL CAMINO FINALE, PER IL QUALE SI ESCE IN CRESTA ALLA SOMMITA’ DELLO SPIGOLO. DA QUI SI SEGUE LA LUNGA CRESTA ( C. 40 MINUTI ) CHE FACILMENTE PORTA IN VETTA ( 5/7 ORE DALL’ ATTACCO )

Discesa
DALLA VETTA (BIVACCO CASTIGLIONI), SI SCENDE PER RIPIDA PARETE NEL PRIMO, PROFONDO, INTAGLIO (POSSIBILITA’ PER CORDA DOPPIA).
PER CENGE SI SCENDE VERSO DESTRA SULLO SPIGOLO DELLA CIMA DI MEZZO, E SI SALE PER CRESTA IN VETTA.
SI SCENDE AL SECONDO INTAGLIO, PIU’ STRETTO DEL PRIMO E, SPOSTANDOSI POI QUALCHE METRO A SINISTRA, SULLA RIPIDA PARETE, SI SALE DRITTI ALLA SOMMITA’ DELLA PRIMA CIMA O CIMA SUD.
SI SCENDE PER ROCCE GRADINATE ALL’INTAGLIO SUCCESSIVO E PER UN CANALINO (POSSIBILITA’ DI NEVE), CI SI ABBASSA CIRCA 50 METRI A DESTRA, VERSO UNA STRETTA CORNICE CHE PERMETTE DI USCIRE SULLO SPIGOLO E DI CONTINUARE AL DI LA’ PER UNA CENGIA COPERTA. TRAVERSARLA ORIZZONTALMENTE, SUL LATO OVEST, PORTANDOSI ALLA FORCELETTA CHE DIVIDE I MASSICCI DEL CROZZON E DELLA CIMA TOSA.
SI SCENDE ALLA FORCELLETTA, PER UN CARATTERISTICO GENDARME; SUL VERSANTE OVEST SI SALE PER CIRCA 20 METRI UN CANALE GHIACCIATO E SI TRAVERSA A DESTRA SU CENGIA PER 40 METRI, FINO AD UNA PICCOLA SPALLA DELLO SPIGOLO, CHE SCENDE DA UNA TORRE.
SI SALE LO SPIGOLO PER CIRCA 80 METRI, FINO A 2 METRI SOTTO LA SUA CIMA, DA DOVE SI RAGGIUNGE IN CRESTA VERSO DESTRA L’ULTIMO INTAGLIO.
SUPERANDO UNA PARETINA DI 15 METRI SI ESCE SULLA NEVE DELLA CALOTTA SOMMITALE DELLA CIMA TOSA (2 ORE, CIRCA).
DALLA CIMA TOSA SI SCENDE (VEDI PER TRACCE E OMETTI; SENTIERO n° 77/a) IN MENO DI 2 ORE AL RIFUGIO PEDROTTI ALLA TOSA.

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focamonaca
06/08/2020
1 anno fa
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