Boni (Pizzo) o Pizzo del morto spigolo Sud

difficoltà: 5a / 5a obbl
esposizione arrampicata: Nord
quota base arrampicata (m): 2410
sviluppo arrampicata (m): 140
dislivello avvicinamento (m): 659

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: scaltro
ultima revisione: 20/10/08

località partenza: Alpe Solcio (Varzo , VB )

punti appoggio: rifugio Pietro Crosta (CAI Gallarate) all'alpe Solcio

cartografia: CNS 1:25.000 - 1290 Helsenhorn

bibliografia: R. ARMELLONI, Guida dei monti d’Italia, Alpi Lepontine, (Sempione – Formazza – Vigezzo), CAI, TCI, 1986

note tecniche:
via di stampo classico penalizzata dalla pessima qualità della roccia della parte bassa della cresta.Decisamente migliori il quinto e il sesto tiro. Prima salita: fratelli Leonello e Alessandro Boni, con Fall Richiero, 31 luglio 1932
Riattrezzata interamente dalla scuola di Alpinismo e Scialpinismo “Colibrì” del CAI Gallarate
Pur non presentando difficoltà tecniche di rilievo la via richiede una buona familiarità con l’ambiente e soprattutto molta attenzione per l’instabilità della roccia nella parte inferiore. Consigliata a cordate esperte
Attrezzatura da roccia completa, soste a 2 spit da collegare, in via spit inox da 10 mm. e qualche chiodo. Possibili integrazioni sugli ultimi tiri con friend medio grandi, IMPORTANTE: casco
Tipo di roccia:
micascisti friabili nella parte bassa – gneiss compatti nella parte superiore

descrizione itinerario:
Accesso:
Dal rifugio Pietro Crosta all’Alpe Solcio dei CAI Gallarate (1751 m), seguire il sentiero che risalendo il vallone porta verso la bocchetta di Solcio e il monte Cistella. Giunti sotto la piramide del pizzo Boni, in corrispondenza di due grandi massi abbandonare il sentiero e, verso sinistra, per pietraia, giungere quasi alla base della parete (ometti). Da qui per una cengia erbosa con tracce raggiungere l’evidente sella da cui parte la cresta sud est (ometto) 1h 30 min dal rifugio
L1: dalla sosta si sale per rocce friabili appoggiate seguendo lo spigolo – 20 m. II
L2: si prosegue sul filo di spigolo per rocce facili ma molto instabili fino a portarsi sul versate ovest – 20 m. II
L3: dalla sosta portarsi verso sx all’imbocco di un diedro (spit), che si risale uscendo a dx fino al vecchio chiodo sotto l’evidente tetto. Da lì con traverso delicato a sx su cengia erbosa (spit su blocco) – 25m III - IV
L4: tiro di trasferimento seguendo la cresta per rocce rotte fino alla sosta alla base della parete.
L5: partenza verticale su placca e breve traverso a sx che porta all’imbocco del bel diedro-camino che si risale, uscita a dx, sosta – 30 m V
L6: placca verticale con buoni appigli fino alla sosta - calata appena sotto la vetta – 25 m IV+
Discesa:
in doppia dalla parete sud – est: partendo dall’ultima sosta appena sotto la vetta (5 calate: 20, 30, 30, 40, 60 m)