Sumbra (Monte) Panta Rei

difficoltà: 6c / 6b obbl
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 1200
sviluppo arrampicata (m): 550

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: pardes_18
ultima revisione: 24/08/08

località partenza: Maestà del Tribbio (Careggine , LU )

punti appoggio: Varie possibilità a Castelnuovo Garfagnana

bibliografia: Alpi Apuane, collana CAI TCI

note tecniche:
Vista da lontano la parete sud del Sumbra si presenta estremamente invitante, quasi fosse stata disegnata per essere scalata. La realtà è ben diversa e scovare linee che offrano possibilità di salita con roccia adatta alla bisogna (soprattutto in relazione ai tempi attuali) è ben difficile. La dedizione e la tenacia di alcuni “apuanisti” ed “esploratori” ci hanno recentemente consegnato due nuove linee di considerevole sviluppo. «Panta Rei» è una di queste. L’attenta chiodatura e la scelta della linea di salita ne fanno un itinerario di impegno e soddisfazione in ambiente isolato e scarsamente frequentato. In primavera i camini potrebbero essere bagnati, mentre in piena estate l’esposizione sud rende la salita da affrontare con le dovute precauzioni.

descrizione itinerario:
Avvicinamento:
Da Castelnuovo Garfagnana prima in direzione di Cerretoli e successivamente di Vianuova, dove, dopo un ampio piazzale inizia una forestale sterrata con indicato “Sumbra”. La si percorre finché l’automezzo lo consente, in genere fino alla località detta “Maestà del Tribbio”. Una placchetta metallica su faggio che indica “Sumbra ore tre”. Da qui a piedi sino alla cresta del Sumbra (sentiero 145) che si segue fino ad abbandonarla per prendere la ferrata “R. Malfatti”. Ci si dirige poi verso la parete sud che si costeggia al meglio in curva di livello puntando due grossi faggi isolati in un valloncello. Sul lato sinistro di questo iniziare a risalire la pietraia. Circa tre ore dall’auto.

Relazione originale:
http://www.toscoclimb.it/public/v2/modules/rockdocg/article.php?storyid=89

Attacco:
La miglior placca che si scorge è quella da salire, si dovrebbe scorgere almeno un ometto.

L1 Un ometto e una piastrina artigianale segnano la partenza. Bellissima placca “karrenfeld” (con scannellature) che richiede equilibrio ed aderenza, in alto si traversa a sinistra verso la sosta, 6b (obbligato) il tiro più bello di tutta la salita;
L2 Il primo di tre tiri di trasferimento. Si parte con una piccola fessura che conduce ad un piccolo diedro e di qui ad un pendio inclinato, V;
L3 Lunga traversata verso sinistra, IV;
L4 Si prosegue di pedina su facile pendio, II;
L5 Un altro purtroppo breve “karrenfeld” con singolo passo, poi le difficoltà si abbattono, 6a, IV;
L6 Ancora a sinistra fino alla base di un pilastro appena accennato, IV;
L7 Inizio della parte più impegnativa. SI trova sulla sinistra un primo muro da salire con attenzione, sempre con prudenza sulla successiva placca chiusa da un piccolo tetto, da qui per una successiva placca sino alla cengia di sosta, VII;
L8 Partenza direttamente dalla verticale della sosta, roccia ottima ma estremamente povera di appoggi e appigli, la situazione cambia alla base di un triangolo di roccia sfaldata e polverosa, salire con prudenza con l’ausilio di un lama degradante, chiodo verde instabile prima della sosta più rassicurante, VI+ e AO;
L9 Si prende a destra su rampa ascendente con grossi blocchi fino alla base di un diedro aggettante da salire con passi atletici sino alla sosta posta sulla sua sommità VII+, VIII-/ AO;
L10 Prima si traversa a sinistra per riprendere il diedro che si percorre sulla faccia destra, chiodi e spit, poi lo si abbandona ancora verso sinistra per entrare in una zona più appoggiata, VI+;
L11 Tiro con roccia da cauzionare con attenzione soprattutto nella prima piega a sinistra, roccia migliore nella parte mediana e molto erbosa nella parte alta, VII, V+;
L12 Dalla sosta in una piccola nicchia prendere un camino per breve tratto indi uscire con passo atletico. Ci si trova ora su cresta, dirigersi a sinistra su rampa con roccia ed erba. La sosta è su di un terrazzino in alto alla sinistra di una grottina, VI, V, nessuna protezione in loco;
L13 Piccolo diedro di non facile risoluzione e breve ed espostissima traversata a destra, VII+/AO, V;
L14 Ancora un camino ombroso e umido, una volta fuori traversata infida a destra e poi verso il crinale su erba e sassi instabili, V, III. Sosta non attrezzata, possibile allestimento di fortuna sul bordo spiovente di un canale a destra o, molto in alto, sul sentiero mediante assicurazione a spalla.

Discesa:
La via esce sul crinale del Sumbra che riconduce con piacevole passeggiata verso l’auto, effettuabile anche con l’oscurità sopraggiunta, in meno di un ora