Giet (Paroi de), Aiglun Goutte a Goutte

difficoltà: 6b+ / 6b obbl
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 600
sviluppo arrampicata (m): 220
dislivello avvicinamento (m): 50

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: paopastor ilcontevlad orco
ultima revisione: 04/04/18

località partenza: Aiglun (Aiglun , 06 )

punti appoggio: Gite di Aiglun

accesso:
Arrivati al paesino di Aiglun si raggiunge una grande tettoia, alla sua sinistra si prende un sentiero che presto si biforca: a destra c’è il sentiero che farete per la discesa, perciò continuate a scendere a sinistra. Alla biforcazione successiva invece prendete a destra verso la parete, la via si colloca nella sua metà più lontana (30 minuti).

note tecniche:
Non c'è nome alla base, solo una sbiadita scritta “G. à G.” in rosa, circa 6/7 m a sx della via contrassegnata "Masothérapie". Sulla sx c’è una linea di fix visibilmente più impegnativa su roccia rossa con striscia bianca ("La cerise sur le gateau") mentre appena a dx, fra "Goutte..." e "Masothérapie", partono gli spit di "Murmure".
"Goutte à Goutte" è stata attrezzata nel 2000 con placchette speleo Petzl da 8 mm, intervallate, via via che si sale, da rari spit più robusti. Soste, invece, ottime.
E' una via splendida per il grado 6 (6b obbl.), tutta su roccia eccezionale grigia e arancione. La chiodata, a placchette distanziate, talvolta è integrabile con friend dai micro fino all’1 (ev. n.3 e 4). Portare un po’ di fettucce e 16 rinvii se si uniscono L1e2, se no 10 bastano.

descrizione itinerario:
L1: 6b – Prima protezione alta, poi passaggio non difficile e integrabile con BD 0.75 o BD1. Quindi si lascia una seconda placchetta speleo sotto i piedi e si supera un passaggio che è sconsigliabile sbagliare (6b obbl.). Si trova subito una terza protezione, quindi si prosegue più facilmente per bella placca a gocce fino a una nicchia con sosta scomoda (formata da una placchetta e uno spit). Si può evitare questa sosta concatenando il tiro successivo in un’unica lunghezza da 45 mt (molto consigliato).

L2: 6b – Si esce con decisione dalla nicchia e si prosegue su bel muro verticale con prese franche. Un ristabilimento e bei passaggi atletici, piuttosto protetti dalle placchette, conducono a un comodo terrazzo (sosta con catena).

L3: 5c - da s2 non salire dritti ma spostarsi verso sx 5 metri e poi salire un diedro verticale di 10 m facile ma su roccia non ottima e sprotetto (servirebbero qui eventualmente i BD n.3 e 4); dal secondo spit, salire ancora 2/3 mt. e poi spostarsi a sx alla sosta con catena coi piedi sopra un mugo. Se si seguono i fix a dx si sale su Cerise, possibile variante per rendere la salita più omogena sul 6b e meno ravanosa, rientrando poi verso sx ad S4 di Goutte.

L4: 6a+ - Lunghezza intuitiva, ma senza diritto al volo. Traversare facilmente verso sx 5 metri in orizzontale, oltre un pilastrino rotto sopra il quale si trova un vecchio chiodo, poi salire verticalmente verso un anello di cordino e puntare a sx in placca seguendo gli spit (il primo ha un maillon, molto lontano).
Se invece si resta sulla verticale del primo chiodo si segue un diedrino marrone a chiodi e si trova una sosta a chiodi da rinforzare a friend sotto un evidente tettino. Da qui si esce a sx con passo in strapiombo protetto da clessidra e con qualche metro di placca sprotetta si raggiunge la sosta a fix, sotto una placca rossa. È la variante da utilizzare anche in caso si fosse seguita la Cerise e si volesse tornare su Goutte.

L5: 6a - lunghezza da favola, su roccia prima grigia e poi meravigliosamente arancione a gocce e buchi. Passo obbligatorio su buoni svasi (5c/6a) intuitivo, ma con protezione sotto i piedi.

L6: 6b+ - Altra lunghezza splendida, sempre su roccia iperlavorata. I primi dieci metri di bel muro atletico (5c/6a) sono protetti da placchette e clessidre (5c) e conducono a un passaggio su svase, ottimamente protetto (5c/A0); quindi con prese migliori e un bell'allungo si raggiunge un terrazzo con un ristabilimento ben protetto da un chiodo.

L7: 6a - Con un semplice ribaltamento si arriva a una cengia da cui si può raggiungere traversando a sinistra l'ultima placca di Cheveuils de Calendal (6a) ed evitare questo tiro d'uscita.
Altrimenti in alto sopra di voi un muro rosso e una grossa prua sono proprio a sinistra del facile camino che dovrete imboccare per proseguire la via originale. Passata una clessidra sulla cengia e salita una placca facile (non sbagliatela) si raggiunge presto un ottimo chiodo (visibile se prima di partire per la placca vi spostate a sinistra sulla cengia per cercarlo). Si supera una lama in parte staccata, poi con passi di placca e movimento protetti da un chiodo, piastrine, spit (6a) si raggiunge un semplice e breve camino di uscita.

Discesa in doppia assolutamente sconsigliata per via di alberi e vegetazione e relativo rischio incastro. Puntare quindi alla cima dalla parete salendo sempre verso dx, e costeggiando il bordo, finché un ometto vi indica di entrare nella vegetazione. Seguite le tracce sempre salendo verso destra, con qualche elementare passo di arrampicata, finché raggiungerete un bel sentiero prima pianeggiante e che poi scende verso Aiglun. Alcuni cavi d'acciaio sono stati posti in un tratto leggermente esposto (45 min).

altre annotazioni:
Via di Alain e Nicole Debernardy (2000).

Novità! I preferiti

Aggiungete con un clic sul cuoricino bianco l'itinerario ai vostri preferiti. Li ritroverete tutti nella vostra pagina personale