Cavardiras (Piz) Cresta Sud

difficoltà: 5a
esposizione arrampicata: Sud
quota base arrampicata (m): 2650
sviluppo arrampicata (m): 500
dislivello avvicinamento (m): 800

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: quelo64
ultima revisione: 08/10/10

località partenza: Disentis (Via Lucmagn , Surselva )

punti appoggio: Disentis

bibliografia: J. Von Kanel, Schweiz Plaisir Ost, vecchia edizione

note tecniche:
Classico itinerario di cresta, tipico delle Alpi Urane. Si sale con percorso tortuoso e difficoltà discontinue lungo il filo, risalendo e poi scendendo 3 torri. Via richiodata a fix alle soste e sui passi più impegnativi. Dislivello di circa 300 metri ma sviluppo molto maggiore (14-15 lunghezze). Roccia ottima ma a tratti coperta di lichene. Blocchi instabili nelle lunghezze in camino. Discesa da non sottovalutare.

descrizione itinerario:
Accesso:
da Disentis, poco a monte del bivio per il Passo Lucomagno, si imbocca una stretta stradina non evidente sulla destra (Via Run, accesso consentito previo pagamento di pedaggio di 15 F in comune). La si segue per circa 6 km, con alcuni tratti molto stretti ed esposti (poche piazzole), giungendo ad una sbarra nei pressi di una casetta, quota 1850 circa.
Da qui il Piz Cavardiras è ben visibile, con i suoi diedri del versante est, al fondo della valle antistante (Val Clavaniev).
Si può parcheggiare qui l'auto oppure proseguire ancora per 1.5 km su strada ora sterrata, fino ad un alpeggio con parcheggio.
Dall'alpeggio parte un comodo sentiero tra i rododendri (indicazioni per il Rifugio Cavardiras) che in circa 20 min di salita porta alla località Plaun Tir 2145 m.
Si prosegue a sinistra addentrandosi in piano nella valle (Val Acletta) ed innestandosi dopo alcuni minuti sul sentiero che proviene dalla stazione della funivia di Caischavedra.
Ora si sale ripidamente nel fondo della valle, raggiungendo uno sperone erboso, sopra il quale si abbandona il sentiero principale e si devia a destra (nevai ad inizio stagione, utile 1 picozza) per raggiungere la base dell'evidente cresta, caratterizzata da tre torri. Attacco proprio al piede di un canale erboso che si innesta sulla cresta sotto la prima torre (Ore 2.15 da quota 1850).

Salita:
L1: si attacca un camino e lo si sale per circa 20 m (3 fix), poi si esce a destra e si prosegue su terreno verticale (2 fix) fino alla sosta su due fix + maillon (50 m, 4 e 5)
L2: sopra la sosta si supera una breve lama (5, 2 fix) e si prosegue leggermente sulla sinistra. Sosta sotto una grossa scaglia strapiombante gialla (40 m, 4 e 5)
L3: si aggira la scaglia sulla sinistra per placche appoggiate (1 fix) e si sosta in vista del filo di cresta (30 m, 4)
L4: per terreno facile ad una piazzola poco sotto la vetta della prima torre (50 m, 3)
L5: si aggira a destra la sommità della torre (1 fettuccia) e si ripassa poi a sinistra del filo, sostando ad una piazzola con anello di calata (30 m, 4). Da qui ci si cala 10 m all'intaglio.
L6: con una bella lunghezza lungo il filo di cresta (2 fix) ci si porta sulla vetta della seconda torre (30 m, 4+). Ci si cala quindi 10-15 m all'intaglio seguente.
L7: per una placca con fessurine esili (3 fix e 2 chiodi) ad una sosta alla base di una lama inclinata a destra (40 m, 4 e 5-)
L8: si segue la lama (non difficile) e si sosta al termine su un terrazzo piatto alla base di un salto più ripido e liscio (30 m, 4-)
L9: per il filo di cresta in splendida esposizione (3 fix e 2 chiodi) ad una prima sosta sotto una scaglia (30 m, 5)
L10: a destra della scaglia per placca fessurata (2 fix e 2 chiodi) , poi con difficile passo verso destra (1 fix) in sosta sullo spigolo destro della torre (30 m, 5)
L11: con breve passo su placca liscia (A0 o 6-, 1 fix) si raggiunge la vetta della torre (anellone) , da cui ci si cala 20 m all'intaglio.
L12: per un breve caminetto con blocchi instabili, poi su rocce fessurate e un poco erbose (1 fix) ad una sosta sul lato ovest della cresta (50 m, 4-)
L13: in prossimità della cresta su terreno più facile; sosta su fix (50 m, 3 e 3+)
L14: ancora per la cresta a blocchi (facile) raggiungendo la croce di vetta. Sosta su spuntone.
Discesa: esistono varie possibilità. La più comoda probabilmente è quella da noi seguita. Dalla croce di vetta si segue la cresta NW che porta in circa 100 metri alla sommità del picco adiacente (Brichlig, 2964 m, grosso ometto in vetta). La cresta è facile ma esposta e richiede attenzione. Raggiunta la cima del Brichlig, si scende per circa 50 m la sua cresta W (non difficile) e si guadagna la prima forcella. Con due doppie lunghe (ancoraggi in posto) ci si cala sul lato sud della cresta fino ad una grande cengia con blocchi (neve ad inizio stagione), che si attraversa verso W (destra) fino al punto in cui un breve pendio erboso (20 m) permette di risalire in cresta (ometto). Sul lato opposto della cresta (nord) per blocchi di roccia con ometti si raggiunge in breve il passo (Brunnipass, 2740 m), dove si riprende il sentiero per il Rifugio Cavardiras, seguito per andare all'attacco (ore 1.30 dalla vetta a qui). Si segue ora il sentiero il senso inverso (catene all'inizio) ritornando a Plaun Tir e da qui al parcheggio (ore 2.30 totali).