Arves (Aiguille Centrale d') Via normale

difficoltà: PD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 1666
quota vetta (m): 3513
dislivello complessivo (m): 1847

copertura rete mobile
tim : 20% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: mountain
ultima revisione: 29/07/10

località partenza: Bonnenuit (Valloire , 73 )

punti appoggio: Refuge des Aiguilles d'Arves m 2260

bibliografia: CAF, Sez. Savoie - Randonnées et Ascensions, Maurienne

accesso:
Frejus, Modane, St. Michel de Maurienne, Valloire, Bonnenuit (parcheggio a fianco del ponte sulla Valloirette); oppure: Briancon, Colle Lutaret, Colle Galibier, Bonnenuit.
Accesso al Refuge des Aiguilles d'Arves: Attraversare il ponticello sulla Valloirette e proseguire sul sentiero che sale nel lariceto fino ai casolari des Aiguilles; continuare lungo il sentiero che passa ai ruderi Commandraut ed attraversa a mezza costa dei pascoli al di sopra del torrente des Aiguilles; superare il ruscello del Puy che proviene dal Colle Epaisseur e proseguire sempre a mezza costa attraversando un pendio scistoso raggiungendo facilmente il rifugio (ore 1,45).

note tecniche:
Vetta centrale di un trittico, facilmente individuabile da tutte le altre cime corcostanti. Roccia mediocre.
Un tempo era interessante la traversata della vetta centrale dal Colle Grosjean al Colle des Aiguilles d'Arves; il ridursi del ghiacciaio Grosjean però ha complicato e reso pericoloso il superamento della bastionata sotto il colle omonimo, costituita da roccia molto instabile.

descrizione itinerario:
dal rifugio imboccare una buona traccia di sentiero che scende leggermente quindi si inoltra pianeggiante verso il vallone rimanendo sempre un po’ alta rispetto al corso del torrente des Aiguilles.
Dopo un traverso alquanto lungo, la traccia inizia a salire inoltrandosi nel valloncello che si apre verso destra aggirando praticamente i versanti sud e ovest dell’Aiguille de l’Epaisseur; proseguire verso il Col de Petit Jean fino ad un ripiano morenico a quota 2.800 circa; deviare decisamente a sinistra e sempre su tracce risalire frontalmente il pendio della morena frontale che porta sui resti dell’ex ghiacciaio des Aiguilles (da questo punto attraversando verso sinistra un pendio nevoso è possibile raggiungere una cengia che porta alla cresta est); proseguire facilmente su nevai verso l'evidente Colle des Aiguilles d'Arves m 3.163.
Dal colle salire a sinistra su sfasciumi in prossimità del bordo che delimita il piccolo anfiteatro fino ad avvicinarsi quasi alla cresta nord dell'Aiguille Centrale; attraversare in piano a sinistra su detriti per avvicinarsi ad una marcata cengia che da destra sale a sinistra verso la cresta est (è quella più evidente dell’intera parete, posta in mezzo ad altre due); raggiungere l’inizio della cengia o salendo un breve ma ripido pendio nevoso oppure portarsi proprio sotto la parete ed attraversare lungo il bordo di congiunzione tra la parete ed il nevaio (in ogni caso ramponi). Seguire interamente la cengia che attraversa tutta la parete nord-est (un tratto esposto (II); presenti alcuni chiodi da verificare) fino a scavalcare la cresta est .
Appena valicata la cresta salire subito un muretto (presenti dei chiodi) e continuare sulla parete sud-est su cengette alquanto esposte (II) appena a sinistra del filo di cresta fino a giungere nel punto dove la cresta pronunciata termina contro la parete est che si impenna ( a questo punto di congiunzione dal versante sud giunge un canalone nevoso che si innalza dal Ghiacciaio Gros Jean).
Riportarsi nuovamente a destra sul versante nord-est e percorrere una cengia per una trentina di metri, fino quando si è sovrastati da alcuni tetti; salire di pochi metri verso questi lungo uno speroncino (III, chiodi) ed imboccare un’altra cengia che ritorna a sinistra.
Dopo una trentina di metri si raggiunge la base di attacco delle placche degli italiani (è una variante alla via normale che conduce alla base dello spuntone finale: salire una evidente ampia fessura inizialmente leggermente deviata a destra; tre tiri di III/IV, alcuni spit e soste attrezzate; per doppie necessarie due corde da 60 m); per la normale si prosegue sempre a sinistra sulla stretta cengia aggirando una serie di crestine arrotondate tra cui uno sperone molto aggettante sul vuoto (III, tenersi bassi con i piedi sullo strapiombo; un po’ impressionante) utilizzando i vari chiodi presenti (da verificare) e raggiungere un intaglio con piccolo terrazzino sulla crestina secondaria sud-est (ometto).
Salire subito un muretto (presenti dei chiodi) e continuare sulla parete sud su cengette alquanto esposte appena a sinistra del filo di cresta, fino a giungere nel punto dove la cresta termina contro il torrione finale solcato da un’ampia fessura verticale che si sale con bella arrampicata (III, sosta attrezzata) dopo il quale scavalcando due spuntoni aperti si giunge in vetta.

Discesa sull’itinerario di salita.