Ruapehu (Mount) - Cima Tahurangi da Turoa

tipo itinerario: ski area
difficoltà: MSA / F   [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Sud-Ovest
quota partenza (m): 1600
quota vetta/quota massima (m): 2797
dislivello totale (m): 1200

copertura rete mobile
no operato : 100% di copertura

contributors: matteo bosco
ultima revisione: 24/03/20

località partenza: Turoa ski field (Tongariro National Park , undefined )

punti appoggio: Ohakune e Turoa ski resort

accesso:
Da Ohakune (3h30 di auto da Wellington, 3h30 da New Plymouth, 4h30 da Auckland) raggiungere lo ski field di Turoa percorrendo tutti i 20km della Ohakune Mountain road (necessarie catene a bordo, possibili chiusure al traffico privato in caso di maltempo).
Parcheggiare secondo le indicazioni impartite dal personale (se lo ski field è aperto).

note tecniche:
Il Ruapehu è un impressionante vulcano (attivo), situato nel Tongariro National Park e visibile da lontano da molte zone della north island. E' formato da ampie pendici ed un grosso cratere, nel cui invaso si trova uno splendido lago dalle acque ricche di zolfo (in passato la gente usava bagnarsi in questo lago, ora è proibito e a quanto pare anche pericoloso). Attorno al cratere sono presenti circa 18 piccoli ghiacciai e sulle pendici inferiori della montagna si trovano ben tre stazioni sciistiche: Whakapapa, Turoa e Tukino.
La cresta del cratere sommitale è molto frastagliata e vi sono diversi rilievi distinti, di cui il più elevato è il picco Tahurangi, che con i suoi 2797m è anche la massima elevazione della north island.
L'itinerario qui descritto ascende appunto al picco Tahurangi e si svolge per gran parte lungo le piste del comprensorio sciistico di Turoa; ovviamente si può acquistare uno ski pass (esistono anche le corse singole) per ridurre il dislivello della salita; la parte finale invece si svolge su terreno di avventura con i suoi relativi pericoli: valanghe, ghiaccio, crepacci; si consiglia quindi di portare picozza e ramponi, soprattutto per l'ascensione alla cima vera e propria.
La zona è famosa per le sue pessime condizioni climatiche, soprattutto per i venti estremi. Dopo abbondanti nevicate, i vari ski fields e di conseguenza anche le loro strade di accesso (che sono private) possono venire totalmente o parzialmente chiusi per ragioni di sicurezza e per il controllo dell'attività valanghiva.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio risalire le piste puntando all'ampio pendio/canale che le sovrasta. Giunti alla stazione di monte dell'ultimo impianto sciistico, si inizia appunto la salita del suddetto pendio/canale (500m circa), dove è facile trovare neve ghiacciata; prestare anche attenzione a possibili accumuli da vento. A seconda delle condizioni si hanno due opzioni:
a) percorrere il pendio nella sua interezza, sempre più ripido e stretto, fino a giungere ad una breccia a sinistra della cima, affacciata sull'interno del cratere e sul lago; qui si lasciano gli sci e si calzano i ramponi, per traversare sotto la cima verso sud est (esposto e spesso ghiacciato) e raggiungere così l'ampia cresta SO (detta Skyline Ridge) che si percorre brevemente fino in cima; questa soluzione è più sciistica in quanto permette togliere gli sci solo alla fine e di iniziare la discesa sci ai piedi dalla breccia;
b) percorrere il pendio per circa 150m di dislivello e individuare a destra un passaggio più agevole per raggiungere la cresta SO (Skyline Ridge); guadagnata la cresta, percorrerla fino in cima (possibile ghiaccio, scarsa esposizione se non verso la cima); questa variante è meno sciabile dell'altra.

La discesa sarà conseguente al percorso scelto in salita; raggiunte le piste, si consiglia di tenersi a sinistra (est), uscendo così dalla ski area e approfittando di un bellissimo e ampio vallone selvaggio, dal quale ci si ricollega alle piste tenendosi a destra a quota 1750m, superando un ciglione.

altre annotazioni:
Il vulcano è attivo e conta numerose eruzioni in epoca recente (...1995, 1996, 2006,2007...); tali eruzioni comportano spesso la formazione di pericolosi lahars.
Sebbene la montagna sia stata probabilmente salita dal popolo Maori nel corso della sua storia prima della colonizzazione britannica, la prima ascensione documentata è di George Beetham e Joseph P. Maxwell, nel 1879.
Edmund Hillray scalò la cima verso la metà degli anni 30 durante una gita scolastica; questo episodio contribuì a far nascere in lui la passione per l'alpinismo.