- Accesso stradale
- Posteggi abbondanti a Zinal, rientro coi mezzi da Randa, 63 CHF a testa
Relazione sintetica:
Gita dalla logistica complessa se si dispone di una macchina sola
Giorno 1: Posteggio a Zinal, comodo sentiero fino alla Cabanne du Tracuit
~1600 D+
Giorno 2: Partenza h.2.10, in 2.50h per facile ghiacciaio in Vetta al Bishorn; Cresta Nord in condizioni buone nella prima parte (neve portante, rocce pulite), oggettivamente ancora non in condizioni e pericolosa nella seconda parte (dopo il Gran Gendarme) per via della neve molle e di parecchie cornici anche grosse.
Vetta alle h.12
Rientro per la Cresta Est pessimo, inizialmente neve marcia molto ripida (40/45°), segue serie di crestine rocciose ancora sporche di neve anch’essa marcia e una volta finita pendio detritico raccapricciante, seguito da ghiacciaio/nevaio fino alla Weisshornhutte.
Per questi motivi mi sento per ora di sconsigliare di farla, davvero ancora troppi pericoli oggettivi finché non si consolida il manto nevoso.
~1500 D+, ~1700 D-
Giorno 3: Semplice rientro a Randa per sentiero in 2.15h e rientro a Zinal coi mezzi, altre 3h
~1600 D-
Difficoltà da relazione: AD+
Difficoltà percepita: D/D+
Le condizioni non ottimali hanno dilatato i tempi, soprattutto in discesa, e reso tutta la gita molto più pericolosa di quanto non dovrebbe essere. Almeno la giornata era eccezionale, poco vento e sole pieno.
I nostri tempi, se servissero a qualcuno:
Zinal – Cabanne du Tracuit: 3.15h (esclusi 30 min di pausa pranzo
Cabane du Tracuit – Bishorn: 2.50h
Bishorn – Weisshorn: 6.45h
Weisshorn – Weisshornhutte: 8.45h (condizioni di discesa pessime, in buone condizioni comunque 6h ci potrebbero volere tutte)
Weisshornhutte – Randa: 2.15h
Randa – Zinal (con bus e treni): ~3h
Relazione prolissa:
Finalmente il Diamante del Vallese!
Dal momento in cui io e il mio socio siamo sicuri di avere 3 giorni liberi, la destinazione è una sola, quella che si aveva in mente da tempo: la Traversata del Weisshorn da Zinal a Randa.
Pronti via, dopo che smonto dal turno di notte e dopo 5 comodissime ore di macchina da Genova arriviamo a Zinal per le 14, dove ci attende sotto un sole cocente un bel ~1600 D+ per arrivare praticamente all’ora di cena alla confortevole e moderna Cabane du Tracuit, in 3.15h di marcia. Nota di merito per il Rifugio, pulito, ben gestito (tutti giovani e gentili, mi sono pure ovviamente innamorato di una rifugista) e in una posizione veramente bella e scenica.
Il giorno dopo sveglia all’1 e partenza alle 2.10, per ghiacciaio inizialmente piano e successivamente parecchio ripido arriviamo alle 5 spaccate in Vetta al Bishorn, da dove si vede tutta la Cresta Nord che andremo a percorrere. I rifugisti il giorno prima ci dicono che finora solamente 2 persone hanno completato la traversata quest’anno (per l’esattezza il 16/07), mentre altre 14 sono tornate indietro per le cattive condizioni: da una prima occhiata le condizioni sembrano discrete e alle 5.15 decidiamo di attaccare. La prima parte è lungo una cresta nevosa molto buona, alternata a qualche tratto di roccette che non danno fastidio. Il secondo tratto è roccioso (ci leviamo dunque i ramponi), con facili tratti di arrampicata e 2 brevi calate in corda doppia, fino ad arrivare sotto al Gran Gendarme (4000 della lista secondaria), dove sono presenti due tiri di corda attorno al IV su roccia ottima, che portano sotto la Vetta dove siamo saliti velocemente giusto per smarcarlo. La cresta ridiventa nevosa per l’ultimo tratto e noi ricalziamo i ramponi, ma qui le condizioni iniziano a cambiare e soprattutto a mollare la neve: gli ultimi 200mt sono un susseguirsi di risalti e crestine nevose con cornici anche di notevoli dimensioni su neve che sta ormai smollando, e sono oggettivamente pericolosi. Per questo motivo, e per il fatto che non mi sono sentito particolarmente bene durante i tiri di corda (mangiando e bevendo è passato tutto), arriviamo in Vetta solo alle 12, in ritardo di 2h rispetto alla nostra tabella di marcia. 15 min per fare 2 foto e partiamo in discesa per la Cresta Est: in 15 e rotti anni che vado in montagna, credo che sia il “sentiero” più brutto che abbia mai percorso. La discesa inizia con 500 mt D- su una parete di neve marcissima a 40/45° di pendenza media, prosegue poi su un susseguirsi di creste rocciose da noi trovate ancora molto sporche di neve marcia e quindi percorse tutte in ramponi, la maggior parte in conserva protetta o su spuntoni o su qualche friend, sempre attenzionati dalle cornici e con qualche calata sporadica, che ci fa perdere ore; prosegue poi su costolone estremamente detritico pericoloso e ripido con “percorso migliore” segnalato da radi ometti (tenere il casco, tirare giù roba è la normalità!) che termina su lingue nevose e infine sul ghiacciaio (che si aggira da sotto) per arrivare finalmente alla Weisshornhutte, dove veniamo accolti alle 21 tanto bene quanto alla Cabane: ci danno un letto e addirittura del cibo nonostante l’ora tarda. Io non so come a qualcuno possa oggettivamente venire in mente di salire su di qua, è davvero lunga, ripida e pericolosa. L’indomani partenza alle 6.50 e alle 9.10 siamo a Randa, da dove con una combinazione di treni e bus in poco meno di 3h siamo di nuovo a Zinal, pronti per le 5h di macchina che ci separano da Genova.
La gita è comunque molto bella, ma le condizioni ottimali ancora devono arrivare. Ciò che mi sento di nuovo di ribadire è la bruttezza del percorso che va dalla Weisshornhutte alla Vetta: è oggettivamente pericoloso e davvero lungo, di difficile individuazione (di notte in salita sulla pietraia detritica utilizzare una traccia GPS, trovare l’attacco e svariati passaggi al buio è quasi impossibile), la cresta rocciosa sporca, la parete finale ripida e con questo caldo marcia presto. Prestare davvero tanta attenzione.
Con il super socio delle imprese di endurance Ferrovier Piè Romairone!