- Accesso stradale
- Parcheggio alla cava prima del ponte
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 2000
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Discesa ripida ma fortunatamente su neve non ancora ben trasformata ma sempre ben sciabile, ultimo canale in fondo direi buona e morbida fino a Cervinia. Si parte e arriva sci ai piedi quasi fino alla cava. Noi siamo saliti con i coltelli. Gita sempre severa ma di grande soddisfazione.
Il progetto iniziale era fare il giro del Cervino e questa doveva essere la prima tappa, ma alcuni inconvenienti ci hanno fatto desistere e arrivati al colle di Vofrede siamo ridiscesi a Cervinia. Mentre salivo il primo ripido canale (35°-40°) un blocco di ghiaccio caduto da una cascata mi ha centrato in pieno il ginocchio e mi ha fatto cadere come un birillo e di conseguenza scivolare a testa in giù e mentre prendevo velocità non so come sono riuscito a fermarmi ma in una posizione disagiata. Uno sci staccato e l’altro che non mordeva il pendio. Fortunatamente poco sotto c’era Franco che mi è subito venuto in soccorso e scavando con la picozza un gradino mi ha aiutato a rimettere lo sci , e chi usa gli attacchini sa che a volte è difficile metterli in piano figuriamoci su un pendio a 35°. Probabilmente siamo partiti troppo tardi (7:30) e conviene anticipare almeno di un’ora. Comunque anche se un po’ dolorante ho proseguito con Franco fino al Colle di Vofrede dove ci aspettavano gli amici. Arrivato al colle provato e disidratato e anche vista l’ora abbiamo deciso di scendere a Cervinia e raggiungere domani il Rif. Nacamuli dalla diga di Prarayer.