Viradantour (Monte) dalla Val Thuras per il Colletto Clausis

Viradantour (Monte) dalla Val Thuras per il Colletto Clausis
La gita
gondolin
4 09/05/2020
Accesso stradale
in auto sino alla borgata Thuras - strada sgombra da neve

Arriviamo a Thuras poco dopo le 8 e percorriamo con gli sci a spalla circa 150 m di dislivello in salita ed intorno a quota 2100 m troviamo finalmente neve continua per calzare gli sci. A questa quota la neve non ha rigelato nella notte e non servono i coltelli per percorrere il ripido tratto di bosco che adduce al colletto Clausis a quota 2436 m.
Abbiamo percorso il vallone del Rio Clausis in direzione Sud-Ovest sul falsopiano sottostante l’ampia dorsale della cresta Dormillouse – Viradantour – Terra Nera guadagnando leggermente quota nello spostamento sino all’incirca alla quota 2550 m. A questo punto abbiamo risalito in direzione Ovest l’ampio canalone che adduce al Colle Viradantour a quota 2914 m. Per guadagnare il colle abbiamo dovuto superare la cornice non senza qualche difficoltà (soprattutto mia … grazie Andrea!), poi dal colle in breve tempo abbiamo raggiunto la cima a quota 2990 m percorrendo l’ampio versante francese della cresta.
In vetta ci accoglie un vento piuttosto impetuoso, perciò non indugiamo troppo e, dopo il cambio di assetto e le foto di rito, lasciamo a malincuore questo splendido “balcone sugli Ecrins” ed iniziamo la discesa: Andrea il Valdostrano e Diego scendono dall’itinerario di salita mentre Andrea l’Occitano ed il sottoscritto decidono di scendere dai pendii ripidi sottostanti il colle tra la cima del Viradantour e la quota 2986 ad est della cima (direzione Terra Nera).
Prima parte della discesa su bellissimi pendii con pendenza compresa tra i 30° ed i 35°: peccato che la neve non abbia mollato abbastanza in questo tratto, ma comunque ne ricaviamo un’ottima sciata a curve strette. Appena i pendii si addolciscono e la quota cala la neve migliora e diventa trasformata di bellezza commovente, così ci lanciamo in ampi curvoni in velocità, ed in pochissimo (purtroppo) raggiungiamo gli altri compagni di gita in prossimità del colletto Clausis.
Dopo il colletto Clausis ci dividiamo nuovamente: Andrea l’Occitano scende sui pendii ripidi più ad est, confidando nel cono finale dell’usuale valanga per arrivare un pò più a valle con gli sci ai piedi, noi invece decidiamo di seguire l’usuale percorso di salita/discesa. Subito dopo il colletto Clausis la neve è molto collosa e lenta, poco piacevole da sciare, ma dopo nemmeno 100 m di quota in discesa la qualità della neve migliora decisamente, diventando bagnata e un pò pesante, ma comunque sciabile con un pò di decisione con curve strette nel fitto bosco che, con qualche “gava e buta” ci consente di arrivare sci ai piedi sino a quota 2050 circa. Da qui nuovamente sci in spalla fino a Thuras.

A lati della strada nell’ampio pianoro antistante il ponte sul Torrente Thuras a 1945 m di quota sono parcheggiate molte auto: dopo 2 mesi di lock-down gli sci-alpinisti piemontesi ritornano a percorrere le loro amate montagne, dove gli spazi per rispettare le norme di distanziamento ancora in vigore sicuramente non mancano!
Oggi in compagnia dei confratelli Andrea l’Occitano ed Andrea il Valdostrano. Si è unito a noi Diego il “Fortissimo” (podista e sky runner da 1000 m di dislivello/ora) che ha dovuto rallentare un pò il suo passo abituale: spero che la buona compagnia abbia compensato la salita un pò lenta 🙂
Nel complesso splendida gita, non arrivo a 5 stelle solo per la neve leggermente dura in alto e le infide pietre negli ultimi 100 m di discesa, è comunque un’ottima alternativa alla più nota e blasonata salita al vicino Monte Terra Nera.
Per farci rinunciare ai nostri usuali banchetti e libagioni dopo le gite ci è voluta una pandemia: attendiamo con ansia la riapertura delle piole per tornare alle nostre insane ed inveterate abitudini … pauperes commilitones alpis et crapulae regressi sunt

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