Vista spettacolare dal Couvercle, 3 orette per arrivarci da Montanvers. Partiti dal rifugio prima dell’una di notte e dopo un paio ore buone di avvicinamento si raggiunge la terminale. Da questa alla cima della Verte 10 ore circa. Posto incredibilmente selvaggio e solitario, la salita può essere considerata come quella dell Arete du Diable ma secondo me con passaggi di roccia più difficili, e direi anche più pericolosa per le rocce in bilico da superare. La via è un po da ricercare perchè non si trova quasi nulla tranne per le due doppie. Sull’Aiguille du Jardin siamo riusciti a passare dentro la stretta fessura togliendo gli zaini, questo prima di un tiro decisamente ostico e su un masso da superare e poi a sinistra in un diedro delicato, salendo poi dopo il buco ancora due tiri fino in cresta. Qui son definiti di IV grado e a me mi vien da ridere…. un po meno mentre li salivo, ma siamo sul bianco e quindi saranno di quarto. Nonostante un discreto rigelo al mattino nell avvicinamento e sulla rampa di salita, come è arrivato il sole sulle creste dei 4000 ha decisamente scaldato e la neve è diventata inconsistente. Traverso delicato sul colle Armand Charlet e neve sfondosa sulla rampa della Grande Rocheuse. Doppia, e salita alla Verte. Abbiamo poi atteso al colle per la discesa dal Whymper perche andasse un po’ in ombra. Credo sia meglio portare due mezze corde e due picche, servono entrambe, anche se si può salire solo con una mezza, per velocizzare poi le tante doppie è meglio averne due. Mentre le facevamo dal canale principale sulla destra del Whymper è venuto giù un frigorifero e vari altri elettrodomestici, le doppie verso la metà si spostano poi nel canale di sinistra, facendoci evitare la parte più pericolosa, ma in basso sono da ricercare, meglio informarsi bene. La terminale un po’ rognosa si passa bene prendendo la penultima sosta a sinistra, poi dopo la prima parte, da passare contro la parete, spostarsi ancora a sinistra ( faccia a valle ) per andare a recuperare l’ultima doppia dell’ ultimo salto di roccia. Arrivati tardi al Couvercle, gestore molto disponibile e gentile, abbiamo fatto che metterci a dormire per poi al mattino riprendere la discesa per Montenvers. Giornate spettacolari con Marco gerva, e Chiara gio con Marco di Cuneo. Un’altra cordata di italiani sulla via