- Accesso stradale
- ok
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Neve (parte inferiore gita)
- Bagnata
- Quota neve m
- 1700
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Dovendo espiare la colpa di aver trascorso un bel weekend la settimana scorsa in Queyras con il Gsa ( foto e recensioni gite al sito www. caiuget.it/ gsa ), oggi sono andata in gita con Rino Cavalieri.
Considerate le temperature elevate l’ho supplicato di fare il banale Jafferau, cosi’ se la neve fosse diventata troppo marcia (come in effetti e’ stato) si sarebbe potuto scendere in pista; ma inutilmente.
Parcheggiamo vicino ad un cartello con su scritto Grange 1590m.
Lunga strada fino a 1970m in parte con neve, in parte senza, in parte con neve coperta da terra e fango e tronchi difficoltosi da scavalcare.
Da 1850m in su neve accettabile, ma discontinua.
Avremmo dovuto raggiungere il Passo di Roccia Verde, 2818m, a nord della cima, invece siamo finiti ad una specie di colle a sud della vetta, 2790m.
Fatti 1200m di dsl.
Da li’ in su rocce pulite, tentativo di proseguire a piedi fallito, essendoci sfaciume su una cresta stretta.
In discesa buon innevamento nella parte superiore, ma senza visibilita’.
Quando finalmente sono andate via le nuvole, la neve e’ diventata troppo molle.
Invece di scendere x la via di salita, il mio socio ha preferito cercare un percorso diverso dove avremmo trovato sicuramente lingue di neve raccordate; e fu cosi’ che ravanammo per 600m di dsl con faticosissime risalite su neve sfondosa.
Guado a 1800m; all’ andata il socio mi ha convinto a superarlo promettendomi una gita stupenda, tanto lui ha le gambe lunghe il doppio delle mie (ci vuole poco…); al ritorno il torrente Freyus e’ diventato piu’ impetuoso e ingrossato; dopo vari tentennamenti, mettendo i polpacci a bagno, ce l’ho fatta!
In compenso l’ acqua gelida negli scarponi per tutta la gita mi ha fatto sparire il dolore x le vesciche!
Al ritorno buona parte dei 200m di strada con sci a spalle.
Nessun umano, solo un branco di animali, forse camosci.
Grazie al mio compagno di (dis)avventura che mi ha portato in montagna e che mi ha anche aspettato, da vero “cavaliere”!