- Accesso stradale
- Termiche utili. Ampio parcheggio a Dranse, uno più piccolo a Chez Petit, che consente di risparmiare circa 100 m di dislivello
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Polverosa
- Neve (parte inferiore gita)
- Polverosa pesante
- Quota neve m
- 1300
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Partenza verso le 9 dalla frazione di Chez Petit con -4°, cielo grigio e nevischio. Visto che in basso non c’è molta neve (comunque anche dal basso si parte sci ai piedi) siamo riusciti a salire fino qua dove c’è un piccolo parcheggio con 6-7 posti auto (e noi ci siamo stati tutti pur avendo 5 auto); la nevicata della notte ha portato circa 10-15 cm in basso e almeno 20 cm in alto; salita già tracciata da un piccolo gruppetto partito poco prima di noi, in ogni caso la direzione è abbastanza intuitiva almeno fino a quando si esce dal bosco; arrivati a quota 2.150 m circa eravamo un po’ in dubbio se salire direttamente dalla dorsale oppure fare il traverso descritto nelle precedenti relazioni, poi ha prevalso la prima ipotesi. La dorsale è facile e tranquilla fino a circa 2.400 m, poi si impenna un po’ e gli ultimi 150 metri sono un po’ più ripidi. A causa della poca visibilità alcuni hanno preferito fermarsi circa 100 metri sotto la cima perché c’era un passaggio che a vista sembrava abbastanza impegnativo, poi in realtà dal basso non si vedeva il comodo passaggio tra le rocce che permette di arrivare senza nessun problema alla croce (c’è solo un brevissimo tratto con neve dura ma con un minimo di attenzione si fa anche senza rampant).
Panorama purtroppo quasi nullo, anche se le nubi andavano e venivano e si alternavano momenti con nebbia ad altri dove si vedeva abbastanza bene.
Discesa iniziata alle 13; l’idea era di scendere dal versante Est, poi abbiamo chiesto ad un gruppo di francesi saliti da quella parte i quali ci hanno detto di aver trovato neve ventata, quindi abbiamo preferito scendere dal versante di salita, e abbiamo pescato il jolly!!! Un po’ di cautela nei primi 100 metri per evitare le zone con pietre affioranti e per alcuni passaggi un po’ ripidi, poi uno spettacolo. Neve farinosa fredda e veloce e tantissimi spazi ancora intonsi!!! Visto che la visibilità andava e veniva, in caso di nebbia bastava avere l’accortezza di fermarsi 2 minuti e ripartire appena si schiariva un po’…discesa fantastica su neve polverosa fino a quota 1.700 m, poi sui pratoni finali iniziava ad essere leggermente umida ma grazie al fondo duro è stata una goduria fino alla macchina!!! Noi dall’inizio del bosco, anziché ripercorrere il valloncello di salita che era già un po’ tracciato, ci siamo tenuti un po’ più a destra, prima su un pendio da sogno e totalmente intonso, poi nel bosco a tratti abbastanza ripido e a tratti fitto, ma con un po’ di occhio si riescono sempre ad individuare delle radure ben sciabili. A quota 1.700 m circa siamo finiti su una stradina in piano che al prezzo di circa 5 minuti a spinta ci ha portati all’alpeggio di Le Tommelley da dove abbiamo ripreso i pratoni che in breve ci hanno riportati all’auto.
Gita con neve fantastica, una delle sciate più belle della stagione anche perché del tutto inaspettata, trovare farina così a fine Marzo non ha prezzo…e pensare che la mattina vedendo il meteo c’è stato addirittura il dubbio di rinunciare!!! Per questo mi sento di scomodare le 5 stelle…
Seconda giornata della sociale in Svizzera del CAI Pianezza con 19 partecipanti, di cui 10 in vetta. Oltre a noi almeno altre 20-30 persone, credo che sia una gita classica della zona, fattibile anche con meteo incerto dato che si svolge al 70% nel bosco.