Avevo ormai lasciato ogni speranza di arrivare al Col d’Arguerey poi Francois, titolare del Ristorante San Bernardo al colle, mi ha dato questa dritta che naturalmente ho subito considerato e messa in pratica oggi, sfruttando la finestra di bel tempo.
Gita dove l’adrenalina va alle stelle. Avevo già toccato il colle 2827 m nella mia salita alla Sommet des Rousses (v. gita), oggi questo colle è diventato invece il punto di partenza.
All’arrivo al colle la cresta e la vista del ghiacciaio incutono subito un certo timore, tanto che è subentrata la convinzione di non farcela e di tornare indietro. Invece fatta timidamente la risalita della cresta e poi messo il piede sul ghiacciaio si acquista un po’ più di confidenza con il severo ambiente (mai troppa, mi raccomando) e tutto viene spontaneo.
In salita ho seguito esattamente l’itinerario descritto, attraversando prima il Ghiacciaio d’Hermite poi quello di Arguerey (su quest’ultimo c’è anche una vaga traccia). Nessun crepaccio, la neve non è gelata e tiene il giusto, nel dubbio avevo i ramponi. Tutti i passaggi su roccia, dallo sbarco dal Ghiacciaio Hermite fino a rimettere piede su quello d’Arguerey, sono molto facili vista la scarsa pendenza e il terreno che, seppur detritico, tiene bene. La salita alla vetta è una passeggiata seguendo l’evidente traccia e vista la facilità del terreno.
La discesa è stata invece un po’ più problematica. Vero che messo piede sulla lingua si ritrovano evidenti ometti, dopo un primo tratto però li ho inevitabilmente persi e la discesa è continuata “a trüc e branca” seguendo il percorso a minore pendenza. Mi sono ritrovato sulle rocce montonate con un rivolo del Torrente d’Hermite, continuando a scendere sono arrivato al torrente dove ho ritrovato di nuovo degli ometti ed anche dei segni rossi che non penso avessero significato alpinistico. Lungo il corso del torrente sono arrivato agevolmente al pianoro con gli ometti dove si riprende il sentiero 14.
Gita dove le stelle non bastano, per ambiente, emozione e soddisfazione, naturalmente consigliatissima agli amanti della wilderness e degli ambienti severi dove però, con la dovuta attenzione, i pericoli non sono elevati.
Ogni tanto nella vita capitano colpi di fortuna, e stamattina un insperato passaggio mi ha portato al Colle del Piccolo San Bernardo all’ora giusta: grazie Cesare per la brillante idea di andare a La Rosiere !! E grazie alla moglie per il recupero a Pre-Saint-Didier.
Oggi mancava Frank, ma il percorso per lui, anche se non impossibile, sarebbe stato un po’ faticoso. Ma ritorneremo ad itinerari più normali …..