- Accesso stradale
- Dal parcheggio della seggiovia per lo stradone cementato.
Tiri: L1 e L2 concatenabili (usatto mezze da 60m).
Per il raccordo di L3: salire sopra la sosta fino al camino a sinistra. Immettersi dentro e proseguire dentro, si uscirà su uno spiazzo da cui arriva probabilmente anche Kouil Gele. Io non avevo capito bene dove passare e son rimasto fuori dal camino, prima del masso aggirandolo: roccia un po’ marcia, sconsigliato.
L4 e L5 dello spigolo concatenati, passaggi carini e grado, per mia percezione, morbido.
L6 su per arrivare in cima per placca tranquilla.
Chiodatura: ravvicinata a fittoni resinati, nulla da segnalare.
Materiale: portare almeno 15 rinvii o più in caso si concatenassero i tiri. Inutili dadi e friends.
Calata: Dalla sosta poco prima della cima ci siamo calati fino alla base dello spigolo, poi dalla sosta poco sotto lo spigolo (due fittoni resinati con due cordini con maglia rapida, il verde kevlar che avevo abbandonato 1 anno fa) un’unica calata giù fino alla base.
Altre note: gradi morbidi con difficoltà generalmente contenute, paragonandola alla Via delle Guide. Consigliati i tiri dello spigolo rispetto agli altri di Anita.
Con Luca, carichi come dei muli per una bivaccata di 2 giorni al fresco. Rispetto alla zona dei laghi Trona/Zancone/Rotondo, questa vallata resta più segnata dall’antropizzazione: seggiovia, stradone cementato e gente in moto cross che sale anche alle 21 a far casino al passo Salmurano, rompendo il silenzio serale.
Posto comunque che rende il mondo delle vie lunghe accessibile a chi è alle prime armi: facile orientarsi, spittatura generosa e roccia generalmente solida, che richiede un buon uso dei piedi su difficoltà generalmente approcciabili.